"The Man in the Brown Suit"(Alan Grint, 1989)è uno di quei tlefilm ben realizzati dagli"Studios"Made in the USA ispirati dai romanzi di Agatha Christie. Un tradimento, se vogliamo, dato che miss Agatha era fieramente britannica, che gli States, i"gringos"sono una sottospecie linguistica(the "american english" rispetto al"british"), che l'ex-colonia etc., ma bisogna dire che i risultati di"emigrazione"dei testi trasposti al cinema e in TV con capitale americano non sono mai quaisi mai stati delle cocenti delusioni, anzi sono stati realizzati con intelligenza, professionalità, competenza, virtù comunque apprezzabili e da tenere in conto.
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"The Man in the Brown Suit"(Alan Grint, 1989)è uno di quei tlefilm ben realizzati dagli"Studios"Made in the USA ispirati dai romanzi di Agatha Christie. Un tradimento, se vogliamo, dato che miss Agatha era fieramente britannica, che gli States, i"gringos"sono una sottospecie linguistica(the "american english" rispetto al"british"), che l'ex-colonia etc., ma bisogna dire che i risultati di"emigrazione"dei testi trasposti al cinema e in TV con capitale americano non sono mai quaisi mai stati delle cocenti delusioni, anzi sono stati realizzati con intelligenza, professionalità, competenza, virtù comunque apprezzabili e da tenere in conto...Anche qui il risultato è notevole, senza che il "prodotto"nasconda di essere destinato alla TV(sarebbe una scioccehzza, peraltro, oltre che una forma di imbroglio verso lo spettatore), cercan do di rendere anche lo shumor che percorre sempre tutte le pagine della più grande scrittrice donna nel genere poliziesco.investigativo.thriller, ciò che in italiano, per noti motivi editoriali, dicitur"giallo"... Qui un continuo cambiamento di luogo(Inghilettera, Africa "Nera". Egitto, ma anche molto altro), di mezzi di trasporto(dal treno all'aereo, alla nave, all'automobile)per fare luce su dei delitti che hanno come sfondo e non solo anche una vera caccia al tesoro, dove il tesoro sono dei diamanti... Decisamente, con questo film-tv-movie, nel quale emergono due immprovvisate detectives, dove non c'è é miss Marple e neppure monsieur Hercule Poirot, i due detectives classici di mss Agatha, che regolarmente "danno la birra"agli" inveestigatori deputat"i di Scotland Yard, cìè molto divertimento, un notevole b rio, non manca la suspense, dove"the Man in the brown Suit"è affascinante, bello, concupito dalle donne, la Christie c'è, pur se trasposta(succede sempre, quando si sia realizzato o si continui a realizzare un film "christiano", nel senso ovviamente della scrittrice), con quanto ne consegue. Stephanie Zimbalist, simpatica e bella interprete, Rue Mc Clanahan , che non è solo una"spalla", anzi, sono interpreti femminili brave e di pregio, Tony Randall dà il via a un"fregolismo"di personaggi che sa, simpaticamente, spiazzare prima della"rivelazione", Edward Wooddward e Ken Hozard sono(meglio: intepretano) personaggi tra loro molto diversi ma importanti per capire il film e il suo plot, dando al tutto un carattere particoalre, che cerca di riprodurre(e a suo modo, non per ripetermi troppo...)riesce a farlo lo humor british della scrittrice, che si nasconde anche in pagine e in situazioni che si considererebbero, forse, solo con la mera finalità della"scoperta dell'assassino", ma che meritano di essere considerate in sè, gustate e anche"studiate", eprché no, anzi una certa carenza di tesi e di saggi sull'autrice comincia a farsi sentire e a pesare. D'accordo. Shakespeare e Byron sono"altra cosa", ma anche il genere detection, in letteratura come al cinema meritano un approfondimento, che non riesce a realizzarsi sempre, purtroppo.... Certi "segnali nascosti"nel film andrebbero poi "ripescati" e adeguatamente analizzati e anche questa sarebbe un'operazione oltrremodo lodveole... El Gato
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