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nino pellino
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domenica 12 aprile 2026
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eccellente esordio alla regia di m. gallo
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Penso che "La salita" sia innanzitutto un film che ha un alto valore educativo e come tale merita l'opportunità, in futuro, di poter essere proiettato nelle scuole italiane. La trama, che è ambientata nei primi anni '80, ci descrive la vita dei giovani rinchiusi nel carcere minorile di Nisida e del successivo arrivo di un gruppo di detenute a causa della momentanea chiusura del carcere di Pozzuoli. All'inizio la nuova convivenza crea disordini e frustrazioni soprattutto tra le donne carcerate e ciò purtroppo viene determinato come conseguenza della struttura che le ospita che si rivela scarsamente idonea a contenere la loro permanenza e le loro necessità (vengono assegnate appena 3 celle per un totale di 18 detenute).
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Penso che "La salita" sia innanzitutto un film che ha un alto valore educativo e come tale merita l'opportunità, in futuro, di poter essere proiettato nelle scuole italiane. La trama, che è ambientata nei primi anni '80, ci descrive la vita dei giovani rinchiusi nel carcere minorile di Nisida e del successivo arrivo di un gruppo di detenute a causa della momentanea chiusura del carcere di Pozzuoli. All'inizio la nuova convivenza crea disordini e frustrazioni soprattutto tra le donne carcerate e ciò purtroppo viene determinato come conseguenza della struttura che le ospita che si rivela scarsamente idonea a contenere la loro permanenza e le loro necessità (vengono assegnate appena 3 celle per un totale di 18 detenute). La storia si concentra poi a descriverci la venuta a Nisida del noto e compianto attore Eduardo De Filippo, qui interpretato da un esauriente Mariano Rigillo, il quale farà in modo, con l'appoggio del Direttore del carcere e delle forze governative locali, di educare i giovani e le giovani detenute all'arte del teatro e a tutto l'amore che esso può trasmettere e significare per la vita di ognuno. Parallelamente la vicenda narra anche della forte amicizia che matura sempre di più nel tempo tra il giovane carcerato Emanuele e la signora Beatrice, una donna anch'ella reclusa in quanto appartenente ad un famiglia della camorra locale. Beatrice nutre dentro di sè un forte desiderio di vendetta per la morte del proprio figlio causata da uno scontro avvenuto tempo fa tra i clan malavitosi della zona. Emanuele si sensibilizza in modo particolare al senso di angoscia e di amarezza della donna a tal punto che le promette di vendicarla uccidendo l'uomo che ha causato la dipartita del figlio, dietro un lauto compenso e dopo che egli avrà scontato la sua pena e rimesso in libertà. Credo che il finale e il suo relativo svolgimento rappresenti la parte più preziosa del racconto anche perchè riserverà a noi spettatori un'inaspettata ed originale sorpresa. Il giovane Emanuele porterà pertanto a termine la vendetta di Beatrice ? Lo scopriremo nelle sequenze finali. Dal mio punto di vista "La salita" segna l'esordio convincente e spiazzante alla regia del noto attore campano Massimilano Gallo e personalmente mi sento di collocare questa pellicola, insieme a "Primavera" del regista Damiano Michieletto, tra i film italiani più belli e significativi della stagione cinematografica 2025/2026
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mauridal
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martedì 21 aprile 2026
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una salita sul palcoscenico
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Quando una storia vera entra a far parte della vita di molte persone e traendone insegnamento la fanno diventare una storia culturale di un intero paese. Il film racconta di un episodio avvenuto realmente nel carcere minorile di Nisida quando Eduardo De Filippo già anziano ma lucido e pienamente consapevole della propria forza culturale, accetta di visitare il carcere di Nisida, ma non solo ,di istituire una scuola di teatro e scenotecnica per i giovani detenuti nell’istituto, al fine di offrire loro una buona prospettiva di vita alternativa alla malavita . Una storia che ha realmente influito su molti dei giovani allora rinchiusi in carcere , e nel film si racconta la vicenda in particolare del giovane Emanuele, ancora detenuto, ma sul finire della pena , prossimo all’uscita in libertà.
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Quando una storia vera entra a far parte della vita di molte persone e traendone insegnamento la fanno diventare una storia culturale di un intero paese. Il film racconta di un episodio avvenuto realmente nel carcere minorile di Nisida quando Eduardo De Filippo già anziano ma lucido e pienamente consapevole della propria forza culturale, accetta di visitare il carcere di Nisida, ma non solo ,di istituire una scuola di teatro e scenotecnica per i giovani detenuti nell’istituto, al fine di offrire loro una buona prospettiva di vita alternativa alla malavita . Una storia che ha realmente influito su molti dei giovani allora rinchiusi in carcere , e nel film si racconta la vicenda in particolare del giovane Emanuele, ancora detenuto, ma sul finire della pena , prossimo all’uscita in libertà. Il Direttore del carcere chiede a Eduardo di allestire uno spettacolo teatrale per superare una difficoltà sorta tra i ragazzi e un gruppo di detenute donne che vengono temporaneamente ospitate a Nisida per la chiusura improvvisa del loro carcere femminile a causa del bradisismo. Una vicenda che mette in scena dunque un vero e proprio laboratorio di teatro con gli attori e attrici che provano a recitare imparano la parte e cercano di dare una buona prova di bravura, Tra questi Emanuele , che iniziando a recitare scopre di essere più bravo degli altri e sperando così di continuare dopo questa strada. Ma nel film la storia si complica e il regista, pur mantenendo ferma l’importanza del laboratorio teatrale voluto dal maestro Eduardo , innesta una vicenda d’amore tra Emanuele giovane detenuto e Beatrice donna reclusa ospite temporanea a Nisida dove nelle brevi occasioni d’incontro nei cortili, dietro le reti o cancelli, i due riescono a vedersi e innamorarsi anche a distanza. Pur recitando entrambi nella pièce teatrale, Emanuele è affascinato dagli sguardi e dalle poche parole di Beatrice che dunque racconta di essere vedova di un camorrista e di soffrire per la morte di suo figlio ucciso dal clan rivale. Tutto questo fa breccia nel buon animo di Emanuele fino a promettere a Beatrice che quando uscirà vendicherà la morte del figlio. Questa vicenda , intanto che il film prosegue non limita il racconto del procedere allo spettacolo e dei vari aspetti del laboratorio teatrale non ultimo la realizzazione delle scene e dei costumi a cura dei giovani e delle donne detenute.Il regista Massimiliano Gallo al suo primo film, trasmette tutto il suo impegno e ammirazione per il lavoro teatrale per la recitazione e per tutto quanto attiene a questo lavoro e riafferma attraverso la testimonianza dell’opera e delle azioni di Eduardo che il teatro o la cultura in genere l’arte può salvare il destino di molti giovani o persone destinate a cattiva sorte. Nel film L’omaggio al maestro Eduardo , è evidente in più occasioni quando viene interpretato da Mariano Rigillo perfetto nel rendere il personaggio con le parole e le posture realisticamente, ma soprattutto negli inserti dei filmati TV dove si documenta la reale presenza di Eduardo De Filippo a Nisida e a colloquio col direttore si decide del laboratorio teatrale e di tutte le attività di recupero per i giovani detenuti. Il finale del film genera sorpresa e interesse per tutti gli spettatori, l’immagine del regista M.Gallo ormai maturo e affermato attore teatrale si sovrappone e si affianca all’immagine di Emanuele che a fine pena esce dal carcere di Nisida lasciandosi alle spalle vicende di malavita, per altra buona speranza col favore dell’arte e del teatro. Oltre a Mariano Rigillo, già Eduardo , si nota il giovane Francesco Cossu come Emanuele , gli straordinari interpreti ,dal direttore del carcere ,Gianfelice Imparato al maresciallo Antonio Milo, Le musiche di Enzo Avitabile ,accompagnano bene tutto il film . (mauridal).
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