Il film La più piccola di Hafsia Herzi affronta il problema del gender, per niente risolto anche nel mondo occidentale, anche se forse meno acuito rispetto ai paesi emergenti, molto legato a religiosi, emigranti o meno, di diversa credenza, …, ma anche nei non credenti. Penso che il problema nasca dall’accettazione del diverso, dello straniero, che nasconde il senso tribale di una appartenenza assoluta fra uguali, apparente inconscio, un agito senza pensiero (mentale o/e fisico) che sembra inscritto nel DNA. Mi viene in mente il Riccardo III di Shakespeare: Riccardo è fisicamente deforme. Egli stesso afferma che, poiché la natura lo ha fatto difettoso, privandolo della bellezza e della capacità di amare, è determinato a diventare un diverso.
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Il film La più piccola di Hafsia Herzi affronta il problema del gender, per niente risolto anche nel mondo occidentale, anche se forse meno acuito rispetto ai paesi emergenti, molto legato a religiosi, emigranti o meno, di diversa credenza, …, ma anche nei non credenti. Penso che il problema nasca dall’accettazione del diverso, dello straniero, che nasconde il senso tribale di una appartenenza assoluta fra uguali, apparente inconscio, un agito senza pensiero (mentale o/e fisico) che sembra inscritto nel DNA. Mi viene in mente il Riccardo III di Shakespeare: Riccardo è fisicamente deforme. Egli stesso afferma che, poiché la natura lo ha fatto difettoso, privandolo della bellezza e della capacità di amare, è determinato a diventare un diverso. La sua deformità lo spinge all'azione, ma è anche il marchio che lo separa dagli altri e lo condanna all’isolamento. Ci può essere una qualche similitudine, che mi addolora, con Fatima (una splendida Nadia Melliti), come se sotto sotto, la sua omosessualità fosse anche avvertita come un difetto, accompagnato quindi da un senso di colpa, che influenza la serenità delle relazioni. Fatima non ha il coraggio di addossarsela quando si confronta con l’Imam della sua Moschea; né di rivelarlo a sua madre. Nell’immaginario collettivo la madre è lì, sempre pronta a capire, e ad accettare la diversità. Ma non dimentichiamo il ruolo delle madri nella pratica dell’infibulazione.
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