Un film che rilegge la simbologia cristiana in chiave satirica, intersecando provocatoriamente il discorso di fondo con una riflessione sulla miseria umana scaturita dall'ideologia bellica.
Teatrale nella forma e nella sostanza, non si approccia alla sessualità come a qualcosa di sporco o perverso, ma la codifica in un'ottica di distruzione e rigenerazione, una catarsi che conduce alla rinascita, aiutato da una fotografia che si accende occasionalmente di tonalità calde e accese - uterine, si potrebbe dire - e da un soggetto che scivola con gradualità nella più pura allegoria.
Per molti risulterà respingente. A titolo personale, trovo sia l'antidoto perfetto a quel barocco concentrato di vittimismo autocompiaciuto che è Antichrist di Von Trier.
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Un film che rilegge la simbologia cristiana in chiave satirica, intersecando provocatoriamente il discorso di fondo con una riflessione sulla miseria umana scaturita dall'ideologia bellica.
Teatrale nella forma e nella sostanza, non si approccia alla sessualità come a qualcosa di sporco o perverso, ma la codifica in un'ottica di distruzione e rigenerazione, una catarsi che conduce alla rinascita, aiutato da una fotografia che si accende occasionalmente di tonalità calde e accese - uterine, si potrebbe dire - e da un soggetto che scivola con gradualità nella più pura allegoria.
Per molti risulterà respingente. A titolo personale, trovo sia l'antidoto perfetto a quel barocco concentrato di vittimismo autocompiaciuto che è Antichrist di Von Trier.
Finale brillante.
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