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francismetal
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venerdì 18 agosto 2017
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rovinato dal finale...
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Sarà forse che a me non piace quasi mai nessun finale, ma questo film poteva quasi essere un capolavoro se non fosse stato rovinato dal finale senza senso.
E' la storia di un tale ossessionato da una paura concreta, la morte apparente e le sepolture premature esistono per davvero.
Questa persona si mette nelle condizioni di essere davvero sepolto vivo per davvero. Era prevedibile, ma necessario vedere come non si viva bene quando si è ossessionati dalle paure e di come esse possano ucciderci soprattutto quando si realizzano a causa nostra.
Direi che questo film è anche istruttivo.
Però il finale non mi ha convinto.
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fabio t.
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mercoledì 18 giugno 2008
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poco riuscito seppur affascinante
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"Sepolto vivo" è un film certamente ben girato, ottimamente recitato da un attore di razza come Ray Milland nonché, nel complesso, ben confezionato. Nonostante ciò Corman sembra non riuscire affatto a cogliere nel segno, già a partire dalla sceneggiatura che, procedendo per inerzia, risulta poco brillante e spesso noiosa. Le musiche sono a tratti irritanti (come il fischiettare dei becchini) e poco coinvolgenti e di continuo sembri mancare al film una certa originalità o idea di base che riesca a coinvolgere. Il film risulta così stanco e altalenante, pur godendo delle solite atmosfere claustrofobiche e pur ispirandosi al racconto "Il seppellimento prematuro" di Edgar Allan Poe.
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michel
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venerdì 9 maggio 2008
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corpi rigidi nella nebbia
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Un uomo vive nel terrore di essere sepolto vivo, e qualcuno ne approfitta. La recitazione e il copione sono al disopra della media del genere, ma l’eleganza voluta dal regista non va a discapito dell’efficacia e il film non risulta imbalsamato. Maestro riconosciuto del cinema a basso costo, Corman non si smentisce riuscendo a far di necessità virtù (la nebbia perenne che consente di ridurre al minimo la scenografia diventa un apprezzabile elemento stilistico). La fobia che sta all’origine del racconto ha suggerito al regista alcune sequenze efficaci, peccato che non abbia saputo, o voluto, varcare i limiti del cinema di puro svago.
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