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elgatoloco
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martedì 28 luglio 2020
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castellano e pipolo più renato
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"Il Ragazzo di campagna"(1985, Castellano e Pipolo, anche autori di soggetto e sceneggiatura)è un film"very country"e dichiara di esserlo, pur se il registro comico è assolutamente dominante: il décalage tra la campagna e la città(el nost Milàn, nella fattispecie, ossia la metropoli)va assolutamente a favore della purezza della vita"country", della vita intonsa e pulita(non solo in senso atmosferico, comunque, Greta Thunberg permettendo...)contro la città vista come demone tentatore e intrinsecamente malvagio, per sua natura e costituzione interna, come suo, dirsi. E'un mito rousseauiano che qui, rivive, senza in realtà mai essere veramente tramontanto e comunque permanendo in tanta parte dello spettacolo popolare, anche ovviamente in fomra dialettale(credo sia una costante dalla Scozia all'Andalusia, almeno, senza ovviamente tagliar fuori altri continenti-.
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"Il Ragazzo di campagna"(1985, Castellano e Pipolo, anche autori di soggetto e sceneggiatura)è un film"very country"e dichiara di esserlo, pur se il registro comico è assolutamente dominante: il décalage tra la campagna e la città(el nost Milàn, nella fattispecie, ossia la metropoli)va assolutamente a favore della purezza della vita"country", della vita intonsa e pulita(non solo in senso atmosferico, comunque, Greta Thunberg permettendo...)contro la città vista come demone tentatore e intrinsecamente malvagio, per sua natura e costituzione interna, come suo, dirsi. E'un mito rousseauiano che qui, rivive, senza in realtà mai essere veramente tramontanto e comunque permanendo in tanta parte dello spettacolo popolare, anche ovviamente in fomra dialettale(credo sia una costante dalla Scozia all'Andalusia, almeno, senza ovviamente tagliar fuori altri continenti-.si pensi agli USA e non solo...). invero con una sceneggiatura"alla bell'e meglio"viene in qualche modo tagliata addosso al bravo Renato, allora forse allo zenith della sua carriera, anchee perché aveva attinto i quarant'anni(ora, a distanza di altri 40, sembra che questo film debba diventare una vera e propria icona, tanto che un ristorante sito in zona, forse anche di comprorietà di Renato stesso, da varie interviste la cosa non risulta chiarissima, però...). Oltre Rentato, superprotagonista qui per definizione(il titolo è epsressione della cosa, del senso del film), Sequenze e scene intere che rimandano senza alcuno"sconto"ad altri film(quella in cui vende il sangue è un palese calco comico da"Mitdnight Cowboy"di John Schlesinger, del 1969; ma ci si potrebbe veramente divertire a studaire da quali film le varie situazioni siano"desunte", per non dire quasi copiate ma virate comicamente). Nessun cattiveria, nessuna polemica, in questo film francamente non eccelso, ma che è, quasi senza volerlo(anzi certamente non volendolo essere)diventato un "cult", dove naturalmente la bravura dell'attore protagonista è fuori discussione, con quell'aria spaesata che il"quasi cow-boy, il paysan. campesino, esprime continuamente)di fronte alla tecnica ma anche ad ogni situazione disonestra gli venga proposto quale"lavoro"o , diciamo meglio, occasione per"fare denaro". Tra gli(le)intepreti, da segnalare anche Donna Osterbuhr, la ragazza "troppo libera", ma anche ambgua, il cui ruolo non è chiaro, ma che decisamente sembra impersonare"ciò che iul ragazzo non vuole", Enzo Garinei, Jimmy il Fenomeno, ma anche un Massimo Serato in un ruolo per lui "fuori convenzione", quello dello spacciatore di droga. El Gato
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renatoc.
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sabato 12 maggio 2018
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simpatica satira!
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il film potrà anche essere considerato banale, però ha un buon punto su cui si basa: L'illusione di migliorare la propria vita lasciando la campagna e trasferendosi in città! Quante persone l'avranno fatto finora? Parecchie! E quante le delusioni? Altrettanto parecchie! L'unica cosa bella che pozzetto ha trovato a Milano è la bella Angelà! Difficile, specialmente per un campagnolo resistere ad una ragazza così sexy che lo ospita in casa sua e poi anche nel suo letto! Ma in tutte le altre cose, capisce di essere capitato male, a cominciare dall"appartamento", uno sgabuzzino trasformabile, senza finestre (io, da buon claustrofobo, non avrei nemmeno potuto entrarci!) a prezzi da strozzini! Poi la sfortuna nella ricerca di un lavo
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il film potrà anche essere considerato banale, però ha un buon punto su cui si basa: L'illusione di migliorare la propria vita lasciando la campagna e trasferendosi in città! Quante persone l'avranno fatto finora? Parecchie! E quante le delusioni? Altrettanto parecchie! L'unica cosa bella che pozzetto ha trovato a Milano è la bella Angelà! Difficile, specialmente per un campagnolo resistere ad una ragazza così sexy che lo ospita in casa sua e poi anche nel suo letto! Ma in tutte le altre cose, capisce di essere capitato male, a cominciare dall"appartamento", uno sgabuzzino trasformabile, senza finestre (io, da buon claustrofobo, non avrei nemmeno potuto entrarci!) a prezzi da strozzini! Poi la sfortuna nella ricerca di un lavoro, dove tutto gli va storto! Quando propone ad Angela di sposarlo, dopo aver passato una notte d'amore con lei, questa gli dice che non è fatta per i legami, che le piace vita libera ed indipendente ed infatti non sta mai ferma un momento e odia la Domenica perchè non può lavorare! La si vede sempre muoversi velocemente per non parlare di quando guida! Ovvio che per il buono ed onesto Pozzetto una vita con lei sarebbe invivibile, anche se, anche senza legami, può prevedere che passerà con lei altre notti d'amore! Ad un certo punto quindi torna in campagna e accetta di fidanzarti con Maria Rosa, una ragazza che prima non gli piaceva, ma che al suo ritorno in campagna trova bella e trasformata! In conclusione vale la frase finale del fil film:"E vissero contadini e contenti"!
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luca scial�
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sabato 16 gennaio 2016
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un tempi moderni in salsa milanese
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Artemio vive in un paesino rurale lombardo. Stanco della vita di campagna, ai suoi occhi troppo arretrata e faticata, decide di provare a trasferirsi in città, nella metropoli Milano. Ma giunto lì scoprirà tante difficoltà: ritmi caotici, persone soggiogate da una vita moderna che li ha trasformati in automi e ipocriti, modi di vivere lontani da come li aveva sognati. Al punto che decide di tornare alla sua vita di prima.
Charlie Chaplin è un'altra cosa, intendiamoci. Eppure questo film offre uno spinto che seppur lontanamente rievoca il capolavoro dell'attore-regista londinese. E' una critica in salsa comica all'era moderna, con sequenze molto interessanti. Si pensi all'appartamento moderno costipato e ristretto o quando ad Artemio viene proposto un lavoro da spacciatore di droga.
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Artemio vive in un paesino rurale lombardo. Stanco della vita di campagna, ai suoi occhi troppo arretrata e faticata, decide di provare a trasferirsi in città, nella metropoli Milano. Ma giunto lì scoprirà tante difficoltà: ritmi caotici, persone soggiogate da una vita moderna che li ha trasformati in automi e ipocriti, modi di vivere lontani da come li aveva sognati. Al punto che decide di tornare alla sua vita di prima.
Charlie Chaplin è un'altra cosa, intendiamoci. Eppure questo film offre uno spinto che seppur lontanamente rievoca il capolavoro dell'attore-regista londinese. E' una critica in salsa comica all'era moderna, con sequenze molto interessanti. Si pensi all'appartamento moderno costipato e ristretto o quando ad Artemio viene proposto un lavoro da spacciatore di droga. Proprio da parte di chi gli salva la vita ma poi si è arricchito seminando morte tra i giovani. Il film sfata anche alcuni luoghi comuni su Milano.
Ottima l'interpretazione di Pozzetto, forse la migliore della sua carriera.
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aristoteles
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venerdì 27 novembre 2015
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beato te contadino
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Una delle migliori interpretazioni del Renato Nazionale.
Artemio il campagnolo a quaranta anni decide che è arrivato il momento di vivere nuove esperienze in città.
Ottime gag mai volgari in un clima di simpatia e semplicità,dove Pozzetto sembra veramente un contadinotto ignorante.
Meravigliosi alcuni personaggi di contorno come la madre e un Boldi scorreggione "Lupin"dei poveri.
Esilarante l'incontro con il gay mentre aspetta il cugino.
Umile e onesto il buon Artemio capirà che non è tutt'oro quel che luccica e farà le scelte giuste.
La canzoncina del contadino è fantasticamente anni '80.
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toty bottalla
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sabato 26 gennaio 2013
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strepitoso renato!
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Come in tutti i suoi film di quel periodo, renato pozzetto è strepitoso, la sua è una comicità atipica sostenuta dal colore della voce inconfondibile, "il ragazzo di campagna" si colloca fra i film più divertenti dell'artista milanese, film che rivedi ancora oggi volentieri ripassando magari le battute diventate mitiche, tac! Saluti.
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lorenzomnt
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mercoledì 1 giugno 2011
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uno dei più divertenti di pozzetto
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Le battute Pozzetto-Boldi sono da antologia,Pozzetto fa spanzare dal ridere e diverte parecchio.Non è il mio preferito fra quelli che ha fatto ma comunque un buon lavoro.
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thepaglia
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mercoledì 28 aprile 2010
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il ragazzo di campagna-queste sono commedie
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Artemio è un giovane contadino che vive con la madre in campagna.Stanco della solita vita monotona,noiosa e ripetitiva decide di partire e andare in città,con la speranza di trovare lavoro,una casa e un amore.Con semplicità e allegria affronta la vità della città,veloce e caoitica,alla quale cerca di opporre la spensieratezza e la felicità tipiche del suo carattere.Dopo tante disavventure e una delusione d'amore decide allora di ritornare in campagna,poichè solo ora capisce che la sua mentalità contadina e il modo di vivere della città non vanno tanto d'accordo;e quando,dopo essere tornato definitivamente alla sua solita vita,gli si propone un riallacciamento con la città deciderà di rifiutarlo categoricamente,preferendo la sua cara e rigogliosa campagna.
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matty_88_
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martedì 28 aprile 2009
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vero capolavoro
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Su questo film c'è poco da dire. Qui si nota il meglio di un grande attore come Pozzetto, si può vedere più volte e strappa sempre sorrisi. SPETTACOLARE!
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ciano
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mercoledì 24 settembre 2008
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capolavoro
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Questo film è un CAPOLAVORO.
Si può rivedere mille volte e ogni volta si potrà ridere sempre. Pozzetto superlativo, al meglio della sua carriera.
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