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laura menesini
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sabato 24 ottobre 2026
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andiamo a casa
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Film molto bello che non fa sconti a nessuno, la Germania, divisa e sotto padroni diversi, mostra le sue ferite fisiche e morali e non lascia spazio a un sognatore come Mann. L'atmosfera è cupa e gli unici sprazzi di luce li abbiamo sulla strada, mentre il grande scrittore premio Nobel verrebbe strumentalizzato se accettasse il ruolo che gli è proposto.
La famiglia è rappresentata dalla figlia, mentre la madre è lontana e la linea telefonica è disturbata, il fratello della prima scena ha l'aria languida e decadente e quando la figlia gli chiede di tornare a casa, Mann risponde con una domanda, perché non trova più un luogo da sentire familiare: negli Stati Uniti è ospite e la Germania divisa non è più la sua patria.
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Film molto bello che non fa sconti a nessuno, la Germania, divisa e sotto padroni diversi, mostra le sue ferite fisiche e morali e non lascia spazio a un sognatore come Mann. L'atmosfera è cupa e gli unici sprazzi di luce li abbiamo sulla strada, mentre il grande scrittore premio Nobel verrebbe strumentalizzato se accettasse il ruolo che gli è proposto.
La famiglia è rappresentata dalla figlia, mentre la madre è lontana e la linea telefonica è disturbata, il fratello della prima scena ha l'aria languida e decadente e quando la figlia gli chiede di tornare a casa, Mann risponde con una domanda, perché non trova più un luogo da sentire familiare: negli Stati Uniti è ospite e la Germania divisa non è più la sua patria.
Molto buona la recitazione, la fotografia e l'accompagnamento musicale.
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clavius
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mercoledì 21 ottobre 2026
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il funerale di una civilt
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Assenza di empatia e di conforto. Pawlikowski mette in scena il funerale di una intera civiltà (quella europea). Il ritorno di Mann nella natia Germania post bellica è una veglia funebre più che un ritorno trionfale. I suoi discorsi retorici servono solo a non disturbare i nuovi padroni da una parte come dall'altra della cortina di ferro. Tutto è rccontato con algido distacco. La Germania dopo il disastro bellico è un paese moralmente e fisicamente distrutto e la freddezza della pellicola restituisce la paralisi emotiva generalizzata. Il nuovo mondo che si prospetta rende l'atteggiamento borghese di Mann superato, il suo tentativo di credere ancora che la cultura con c maiuscola possa essere neutrale ed elevare l'umanità impallidisce mentre i nuovi "padroni" usano la sua letteratura o come facciata democratica o come vessillo antifascista.
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Assenza di empatia e di conforto. Pawlikowski mette in scena il funerale di una intera civiltà (quella europea). Il ritorno di Mann nella natia Germania post bellica è una veglia funebre più che un ritorno trionfale. I suoi discorsi retorici servono solo a non disturbare i nuovi padroni da una parte come dall'altra della cortina di ferro. Tutto è rccontato con algido distacco. La Germania dopo il disastro bellico è un paese moralmente e fisicamente distrutto e la freddezza della pellicola restituisce la paralisi emotiva generalizzata. Il nuovo mondo che si prospetta rende l'atteggiamento borghese di Mann superato, il suo tentativo di credere ancora che la cultura con c maiuscola possa essere neutrale ed elevare l'umanità impallidisce mentre i nuovi "padroni" usano la sua letteratura o come facciata democratica o come vessillo antifascista. In mezzo ci sono i drammi dei figli. I drammi del futuro che non verrà, vero elemento detonatore del film
La pellicola si chiude con una splendida sequenza in cui l'impalcatura intellettuale e la compstezza formale vacillano facendo intravvedere l'umanità dei protagonisti. La radio spenta mette fine al rumore di fondo dei blocchi contrapposti per provare a rimettersi in ascolto dell'eterno qui rappresentato da Bach. Ma quelle note eseguito da un organo scordato in una chiesa fatiscente diventano la colonna sonora di un crollo. La presa d'atto che forse tutto è finito, l'illusione che la cultura potesse sopravvivere alle macerie. Una silenziosa e dolorosissima capitolazione di una intera civiltà.
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stellab
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lunedì 19 ottobre 2026
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bellissimo
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Un film poetico e recitato alla perfezione.
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