Il pilot-film della serie t.v. rispecchia lo standard della serie: vagabondaggio senza meta di uno scenziato alla ricerca di una cura contro i raggi gammi che lo trasformano in Hulk quando si arrabbia, o viene percosso. Per uno come me che ha letto il fumetto di Stan Lee, pieno di mostri e militari decisi e senza scrupoli, la serie televisiva č stata una delusione. Il dottor Banner nei fumetti diviene Hulk per salvare la vita di un ragazzo dalle radiazioni di una bomba sperimentale, contaminandosi il sangue con i potenti raggi Gamma, mentre nel telefilm se li spara volontariamente perchč tormentato dal ricordo di non essere riuscito a salvare la moglie, intrappolata nella sua macchina, poco prima cappottata e incendiata.
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Il pilot-film della serie t.v. rispecchia lo standard della serie: vagabondaggio senza meta di uno scenziato alla ricerca di una cura contro i raggi gammi che lo trasformano in Hulk quando si arrabbia, o viene percosso. Per uno come me che ha letto il fumetto di Stan Lee, pieno di mostri e militari decisi e senza scrupoli, la serie televisiva č stata una delusione. Il dottor Banner nei fumetti diviene Hulk per salvare la vita di un ragazzo dalle radiazioni di una bomba sperimentale, contaminandosi il sangue con i potenti raggi Gamma, mentre nel telefilm se li spara volontariamente perchč tormentato dal ricordo di non essere riuscito a salvare la moglie, intrappolata nella sua macchina, poco prima cappottata e incendiata. Siccome Bill Bixby interpretava un esperto ricercatore interessato ai casi dove delle persone comuni manifestano delle forze straordinatrie in certi frangenti, il suo dr. Banner quasi geloso dei successi di alcuni pazienti, invece di andare in palestra per farsi un pō di muscoli, va in laboratorio e si contamina con i raggi Gamma volontariamente. Inseguito da un giornalista, deve fingersi morto per trovare una cura alla sua malattia che lo trasforma in Hulk. Ingiustamente considerata una serie televisiva di culto, l'Hulk che privilegio abita ancora nel mondo di fumettolandia e non nelle urla di un culturista, Lou Ferrigno, reso verde per malmenare il teppista di turno. Sorry, ma qui non ci siamo!
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