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paul hackett
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domenica 19 aprile 2026
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giallo e rosa
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Commedia garbata e divertente che omaggia il genio di Albert Hitchcock. Un po' il voyerismo de "La finestra sul cortile" un po' il gioco del doppio di "Vertigo" ma aggiungo anche "Omicidio a luci rosse" di De Palma, il film si sviluppa in una sceneggiatura ricca di sorprese, momenti comici, suspence sullo sfondo di una coppia logora che poi riscopre nel corso del film complicità e infine passione. Per il cinema francese Hitchcock significa molto, icona e autore di riferimento per i registi della Nouvelle Vague e in particolare grande amico di Truffaut, in questo film appare anche in un cameo... un po' come faceva lui stesso nei suoi film. Non è un capolavoro, non era quello l'obiettivo, piuttosto una commedia di qualità come solo i francesi sanno fare, noi italiani oggi nella commedia.
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Commedia garbata e divertente che omaggia il genio di Albert Hitchcock. Un po' il voyerismo de "La finestra sul cortile" un po' il gioco del doppio di "Vertigo" ma aggiungo anche "Omicidio a luci rosse" di De Palma, il film si sviluppa in una sceneggiatura ricca di sorprese, momenti comici, suspence sullo sfondo di una coppia logora che poi riscopre nel corso del film complicità e infine passione. Per il cinema francese Hitchcock significa molto, icona e autore di riferimento per i registi della Nouvelle Vague e in particolare grande amico di Truffaut, in questo film appare anche in un cameo... un po' come faceva lui stesso nei suoi film. Non è un capolavoro, non era quello l'obiettivo, piuttosto una commedia di qualità come solo i francesi sanno fare, noi italiani oggi nella commedia... lasciamo perdere. Ottimi gli attori, Laetitia Casta brava e sempre molto bella e fine. Da vedere per trascorre una piacevole serata.
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cardclau
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sabato 18 aprile 2026
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un toccasana
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Sono rimasto piacevolmente sorpreso e piuttosto divertito dalla genialità di Rémi Bezançon nella sua riformulazione della Finestra sul Cortile di Alfred Hitchcock, nel Delitto del 3° piano, di cui cura la sceneggiatura e la regia. Ne viene fuori un film incredibilmente spassoso, mai volgare, mai banale, mai squallido, come certi film oltre oceano, assai ben costruito, con un linguaggio estremamente interessante e ragionevolmente complesso, oltre che impregnato di umorismo alla francese. Nel film diversi stati onirici si miscelano ad elementi di realtà: il risultato è sorprendente. Lo definirei terapeutico, benefico, in antagonismo con l’aria mortifera che si respira ai giorni nostri, o con quella valanga di film horror che vorrebbero indurci uno stato di perenne incertezza e sfiducia.
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Sono rimasto piacevolmente sorpreso e piuttosto divertito dalla genialità di Rémi Bezançon nella sua riformulazione della Finestra sul Cortile di Alfred Hitchcock, nel Delitto del 3° piano, di cui cura la sceneggiatura e la regia. Ne viene fuori un film incredibilmente spassoso, mai volgare, mai banale, mai squallido, come certi film oltre oceano, assai ben costruito, con un linguaggio estremamente interessante e ragionevolmente complesso, oltre che impregnato di umorismo alla francese. Nel film diversi stati onirici si miscelano ad elementi di realtà: il risultato è sorprendente. Lo definirei terapeutico, benefico, in antagonismo con l’aria mortifera che si respira ai giorni nostri, o con quella valanga di film horror che vorrebbero indurci uno stato di perenne incertezza e sfiducia. Un film così non sarebbe comunque stato possibile in assenza di due strepitosi attori: Colette Courreau - Rebacca Daumas-Gassac (una straordinaria Laetitia Casta) e François Tarnowski - Guillaume Marchenville (un fantastico Gilles Lellouche). Se non conoscete bene il francese, consiglio di vederlo col doppiaggio italiano, delizioso.
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