In nome della Legge

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Un film di Pietro Germi. Con Massimo Girotti, Jone Salinas, Camillo Mastrocinque, Charles Vanel, Turi Pandolfini.
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Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 99 min. - Italia 1949. MYMONETRO In nome della Legge * * * * - valutazione media: 4,01 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
eugen domenica 25 maggio 2025
un poquitosoaghetti western, pero de ma''s conscien Valutazione 0 stelle su cinque
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"En mombre de la ley"(PIetro Germi, de una novela "legal thriller"de talGiuseppe Guido lo Schiavo, escrito del director de pelicula con Fellini, Monicelli, Pinelli, Giuseppe Mangione,  Aldo Bizzarri, 1949(cuenta la hostoria de un joven magistrado, que dee investigar la corrucion en un pequeno pueblo de Sicilia, donde el blanco y negr de la fotrografia es como muchavs vezes en las peliculas  importantes de la epoca muy"colorado"y encuentra un ambiente dificl pero no solo"mafioso", es de un lado, como fue escrito, una anticipacion de los"spagetti-westerns", pero del otro, un drama civil de investigacion judiciera de la mafia y de lo que trae el fenomneo mafioso en una realidad deculurada y que non tien una verdadera consciencia civil. [+]

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luca scial� lunedì 4 agosto 2014
il coraggio di un giovane pretore Valutazione 4 stelle su cinque
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Primo film di spessore di un giovane Pietro Germi, all'epoca 45enne, coadiuvato nella sceneggiatura da due futuri grandi registi: Mario Monicelli e Federcio Fellini. Il film risente sia di una certa influenza western, sia di una certà ingenuita del regista (e degli altri che hanno scritto la sceneggiatura), sia del fatto che il fenomeno Mafia era allora ancora a un primo stadio di consocenza e iniziava a diventare un fattore di rilievo. Ciò è evidente soprattutto nel finale, quando la Mafia collabora con la legge e viene mostrata come qualcosa di ragionevole. Ma sappiamo poi come è andata a finire. Ma ha anche tanti meriti, come quello di aver parlato per primo di tematiche quali la corruzione e l'omertà, di cui il cinema si occuperà con insistenza solo negli anni '60. [+]

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gianleo67 giovedì 24 maggio 2012
spaghetti western made in sicily Valutazione 3 stelle su cinque
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Giovane e integerrimo  pretore palermitano viene inviato in un piccolo e desolato villaggio dell'entroterra per sostituire il dimissionario e pavido collega. Dovrà ristabilire la Legge e l'ordine contro lo strapotere della Mafia e del Signorotto locale. Finale a sorpresa. Curioso western di ambientazione sicula che ricalca fedelmente i classici del genere declinandone gli stereotipi secondo una singolare sensibilità oleografica. Sulle lande desolate e brulle di una terra di frontiera, ritroviamo banditi che assaltano la 'diligenza' d'un povero carretto siciliano (abigeato), il treno sbuffante che scarica l'ombroso eroe di turno, i groppuscoli stanziali di taciturni autoctoni che si accalcano per le vie di un misero villaggio, il viscido e corrotto signore locale, la banda organizzata dello spietato ranchero che governa con la legge del più forte, la rivolta di peones affamati e finanche il classico saloon-tabaccheria dove si serve l'Anice(stellato) al posto dello Wishey (sic!). [+]

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gianleo67 giovedì 24 maggio 2012
spaghetti western made in sicily Valutazione 3 stelle su cinque
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Giovane e integerrimo  pretore palermitano viene inviato in un piccolo e desolato villaggio dell'entroterra per sostituire il dimissionario e pavido collega. Dovrà ristabilire la Legge e l'ordine contro lo strapotere della Mafia e del Signorotto locale. Finale a sorpresa. Curioso western di ambientazione sicula che ricalca fedelmente i classici del genere declinandone gli stereotipi secondo una singolare sensibilità oleografica. Sulle lande desolate e brulle di una terra di frontiera, ritroviamo banditi che assaltano la 'diligenza' d'un povero carretto siciliano (abigeato), il treno sbuffante che scarica l'ombroso eroe di turno, i groppuscoli stanziali di taciturni autoctoni che si accalcano per le vie di un misero villaggio, il viscido e corrotto signore locale, la banda organizzata dello spietato ranchero che governa con la legge del più forte, la rivolta di peones affamati e finanche il classico saloon-tabaccheria dove si serve l'Anice (stellato) al posto dello Wishey (sic!). [+]

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mtom83 sabato 27 febbraio 2010
"lo spazio bianco" Valutazione 4 stelle su cinque
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Un film che mi ha decisamente emozionato, e di cui consiglio la visione a tutti.

Ci vuole coraggio per trattare un tema così delicato come può essere una maternità sospesa, senza mai scadere in pietismi di sorta  e senza  mai accentuare la drammaticità dell'azione: ma la vicenda che si sviluppa della nascita prematura apre uno spaccato di vita vera e vissuta, una ricerca sulla donna e su cosa vuol dire essere donne e madri nell'italia contemporanea, ricerca lontana da un'idea stereotipata della famiglia (intesa in senso classico) quale nucleo indispensabile della società, e che riesce perciò a riflettere e rappresentare una dimensione "reale" del nostro paese oggi, dove essere donne e madri realizzate pienamente (e della cui realizzazione la maternità è un aspetto fondamentale) è sempre più difficile. [+]

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michel venerdì 27 giugno 2008
la ballata del pretore solitario Valutazione 4 stelle su cinque
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Il pretore venuto dalla città sta sollevando un polverone, di terra arida, di deserto di Sicilia. Tutt’attorno, le dune, qualche bandito sciolto, mai abbastanza sconosciuto. Dentro, case bianche, sassi, facce da miseria color di sabbia. Alla corte del ricco padrone, intanto, nobili leccapiedi, funzionari per finta di un governo che non governa un bel niente, scagnozzi di santa madre Mafia. Il film ha paesaggi western e un prezioso animo documentaristico, per nulla corrotto dal peso di un intrigo che, tutto sommato, resta scarno ed efficace. Il finale semplicistico e l’immagine di una mafia che opera male per il bene, possono giustamente infastidire, ma il film ha i tempi, i luoghi e i volti giusti, ed è, pertanto, bello e solido. [+]

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giorgio mercoledì 25 giugno 2008
il trisavolo de "la piovra" e del "padrino" Valutazione 4 stelle su cinque
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"In nome della legge" è l'archetipo di un certo filone cinematografico che tratta di sicilia e di mafia, in chiave di aperto melodramma: quasi la mafia fosse un soggetto "alla verdi", una storia a tinte forti, in cui un ruole essenziale è giocato da sentimenti e istanze "elementari" (onore, famiglia etc.). Certo, "padrino" ne tratta con migliore proprietà e precisione storica ed ambientale (è forse l'unico film a trattare la mafia per quello che realmente è, ossia per come è uscita nelle risultanze processuali). Ma simile è la lezione estetica, di chiara derivazione melodrammatica: la scelta di fare agire un dramma che spettacolarizza le passioni estreme: dissidi familiari ed economici ne "il padrino"; dissidi sociali e collettivi ne "in nome della legge" (la lotta tra i "cafoni" ed il "barone"). [+]

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gianni lunedì 7 gennaio 2008
quando qualcuno crede nella propria missione... Valutazione 5 stelle su cinque
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Per Michele. Mi ha lasciato impressionato il modo onesto e coerente di analizzare questo meraviglioso film, da parte di Michele. Egli con rara sensibilità ha saputo cogliere gli aspetti più nascosti di quest'opera e reso giustizia alla bravura di tutti i personaggi che hanno reso realistico il loro ruolo. Ognuno, nella propria parte, riesce a trasmette contemporaneamente rabbia, tensione ed emozioni. Sono d'accordo, grazie Michele. Gianni

[+] grazie! (di michele)
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augustedupin mercoledì 17 ottobre 2007
rivedetevi il film... Valutazione 5 stelle su cinque
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Il pretore non è affatto settentrionale. E' di Palermo, e lo precisa ben due volte nel corso del film. Per favore, non fate copia incolla da M. Bertarelli del Giornale

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michele domenica 22 aprile 2007
la legge e la sua importanza Valutazione 5 stelle su cinque
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Sicilia, fine anni 40: un giovane magistrato di Palermo (Massimo Girotti) viene inviato come pretore in un paese dell’entroterra siciliano e, per amore della giustizia e della legalità, si trova costretto a combattere contro varie ingiustizie sociali. Il suo zelo lo porterà a scontrarsi contro un notabile, il barone Lo Vasto (interpretato da Camillo Mastrocinque) e contro la mafia, rappresentata dal massaro Turi Passalacqua (Charles Vanel) e dai suoi uomini. Tutto ciò contornato da una realtà omertosa che non favorisce il suo lavoro. Solo contro tutti, appoggiato unicamente dal maresciallo della locale Stazione Carabinieri (Saro Urzì) e dal giovane Paolino (Piero Sabella), condurrà fino alla fine la sua battaglia che consiste non solo nell’applicare la legge ma anche nell’insegnarne il valore. [+]

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