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lori
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domenica 17 maggio 2026
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incompreso
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Vorrei capire da dove arriva la pruri premiazione......? Esco dal cinema senza capire perché venga prodotto un film del genere.....
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claudia nadalini
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sabato 16 maggio 2026
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penoso
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Se avessi potuto avrei dato mezza stella! Non sono un critico cinematografico...e non riesco a capire come questo film abbia potuto ricevere ben 8 premi Donatello! Che pellicola hanno visto per arrivare a tanto? Una delusione! Sono nata e vissuta in pianura, e le città di pianura le conosco nel bene e nel male...Da noi i personaggi del film, a parte il giovane studente alla sua iniziazione alle bevute notturne e diurne, hanno un nome dispregiativo "BIASANOT" (mangianotte) nulla-facenti e perditempo, che vivono sopratutto di notte e che di giorno non si reggono in piedi dal troppo alcool....Il film l'ho acquistato in DVD, l'ho visto a casa mia, e il primo impulso dopo la visione è stato quello di prendere il dischetto e buttarlo nella spazzatura!
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nadia
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venerdì 15 maggio 2026
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senza parole
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ansku
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giovedì 14 maggio 2026
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boh. non l''avr? capito.
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Il senso di colpa, alla luce dei numerosi riconoscimenti, per un film che non ti è piaciuto.
Forse non l'ho capito. Sicuramente non l'ho capito.
Bravi, invece, gli attori.
Bella anche la fotografia, che rende un piattume esistenziale, che forse è la chiave di lettura del film.
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robert1948
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venerdì 8 maggio 2026
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il nulla
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Il nulla cosmico. Mi piacerebbe conoscere uno ad uno tutti i componenti dell'accademia e chieder loro: Qual è il senso del film ? Cosa ha spinto, per esempio, a preferirlo alla "La grazia" di Sorrentino ?
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john
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venerdì 8 maggio 2026
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lento e noioso abbandonato prima della met
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è con film come questi si vincono i David? ... della serie: se la cantano, se la suonano .... e ce la vorrebbero dare a bere.
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uppercut
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mercoledì 25 febbraio 2026
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non ci posso credere
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Onestamente, tutto potevo aspettarmi meno che questo... Mi sono arrabbiata con me stessa per essermelo perso, per aver anteposto a questo magnificato "Il sorpasso 2", film stranieri non sempre esaltanti... e finalmente cosa mi ritrovo davanti? Quello che potrebbe essere un apprezzabile filmetto girato da volenterosi compagni di liceo. Attori strenuamente impegnati a farti credere di esserlo per davvero; un direttore della fotografia che ha la sensibilità estetica di un operatore di film porno anni Settanta; un protagonista sfigato quanto basta per piacere a Rai Cinema: un limpido giovine che contempla mestamente le miserie degli orribili coetanei drogati; una messa in scena buona per assicurarsi un premio al Festival "Ragazzi, facciamo un film".
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Onestamente, tutto potevo aspettarmi meno che questo... Mi sono arrabbiata con me stessa per essermelo perso, per aver anteposto a questo magnificato "Il sorpasso 2", film stranieri non sempre esaltanti... e finalmente cosa mi ritrovo davanti? Quello che potrebbe essere un apprezzabile filmetto girato da volenterosi compagni di liceo. Attori strenuamente impegnati a farti credere di esserlo per davvero; un direttore della fotografia che ha la sensibilità estetica di un operatore di film porno anni Settanta; un protagonista sfigato quanto basta per piacere a Rai Cinema: un limpido giovine che contempla mestamente le miserie degli orribili coetanei drogati; una messa in scena buona per assicurarsi un premio al Festival "Ragazzi, facciamo un film"... Ma... com'è possibile?! Davvero il cinema italiano è precipitato così in basso da affidare a questo prodotto le proprie possibilità di riscatto? Ma la cosa sconcertante è che è arrivato a Cannes... Quindi non rimane davvero che arrendersi: morto il cinema, magari se ne farà un altro.
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gr la notte
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mercoledì 18 febbraio 2026
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film decisamente insignificante
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Ma come si fa adefinire un film del genere minimamente passabile. Ma che società veneta raffigura. I veneti non sono così. Ma chi frequentya questa regista.
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maryrose
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martedì 10 febbraio 2026
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sopravvalutato
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Film senza n? capo n? coda
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eugenio
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venerdì 16 gennaio 2026
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ballata ad alta gradazione alcolica
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È sgangherato, pare a tratti non seguire una logica pervaso come è da una malinconia totalizzante e di fondo, eppure intrattiene. Due ultracinquantenni, Carlobianchi e Dori, delusi dalla vita, perennemente alla ricerca dell’ultimo bicchiere in notti che sembrano non finire mai, si imbattono in un timido studente di architettura segretamente innamorato di una fanciulla alla festa di laurea, lui inesperto della vita. E proprio con Giulio partono attraversando la provincia veneta, tra Venezia, Treviso e piccoli borghi, tagliati dall’autostrada inizialmente per recuperare all’aeroporto un amico di vecchia data, Genio, migrato in Argentina in attesa della prescrizione di un antico reato di vendita illegale di scarti di occhiali nella fabbrica dove lavorava con i suoi due ex amici, poi vagando senza una meta precisa. Genio, tra l’altro, ha seppellito il suo tesoretto di frodo in un imprecisato punto e i due sbronzi amici hanno intenzione, certamente con carta e penna, di identificarne il punto, con un pizzico di nonsense. Ci riusciranno? Poco importa.
Sossai alla sua opera seconda sfrutta il tema della malinconia per indagare lo sguardo di tre uomini in fondo avulsi dalla vita e dalla vita respinti, per un omaggio alla vita di provincia, in un nord est che ricorda il far west americano, figlio tuttavia della cementificazione e della sacra urbanizzazione. Seguendo in auto il contorto proliferar di rotonde e di steppe dimenticate, bar scalcinati, villette di nobili decaduti come case infestate da infiniti lavori, l’omaggio del regista sta nell’abilità di raccontare esseri privi di un’identità immersi in un liquido amniotico alcolico. Senza scomodare Jarmusch, Kaurismaki, Le città di pianura non ha la pretesa didascalica di un racconto corale, quanto voler offrire un omaggio efficace e sentito come una ballata folk il cui fine ultimo della vita, si perde dentro l’ultimo bicchiere a bruciar le budella e in fondo l’intimità del cuore.
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