Ero entrato in sala con la curiosità di chi aspetta una visione fresca e originale, ma ne sono uscito con un solo desiderio: dimenticare tutto il prima possibile. Non userò giri di parole: "La Sposa!" di Maggie Gyllenhaal non è solo un brutto film, è probabilmente una delle operazioni cinematografiche più confuse e pretenziose mai apparse sul grande schermo.
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Ero entrato in sala con la curiosità di chi aspetta una visione fresca e originale, ma ne sono uscito con un solo desiderio: dimenticare tutto il prima possibile. Non userò giri di parole: "La Sposa!" di Maggie Gyllenhaal non è solo un brutto film, è probabilmente una delle operazioni cinematografiche più confuse e pretenziose mai apparse sul grande schermo.
Un caos senza bussola
La sceneggiatura vorrebbe essere un manifesto di emancipazione e uno sfogo punk-gotico, ma il risultato è un insieme di scene sconnesse che non portano da nessuna parte. La trama annega in una narrazione frammentata che mette a dura prova la pazienza anche dello spettatore più benevolo. Invece di profondità, ho trovato solo una noia opprimente che rende ogni minuto simile a un'eternità.
Il delitto perfetto: sprecare un cast stellare
Ciò che rende l’esperienza davvero irritante è il divario tra il talento in campo e il vuoto pneumatico della messa in scena. Christian Bale, un attore noto per la sua dedizione maniacale, qui sembra vagare nel vuoto, intrappolato in una caratterizzazione che vorrebbe essere eccentrica ma risulta solo irritante. Lo stesso vale per Jessie Buckley: vederla costretta a recitare battute pretenziose e vuote, all’interno di una performance che scambia le urla per intensità, è un colpo basso per chiunque ne apprezzi le capacità. Quando hai a disposizione fuoriclasse di questo livello e riesci a renderli macchiette anonime, il fallimento diventa un'offesa allo spettatore.
L'apoteosi del ridicolo: il ballo nel ristorante
Se ancora c’era qualche speranza di salvare il film, la scena del ballo al ristorante provvede a distruggerla definitivamente. Quello che nelle intenzioni della regia doveva essere un momento di rottura anarchica, si trasforma in una sequenza interminabile e imbarazzante. Vedere i protagonisti muoversi in quel delirio coreografico, tra sguardi allucinati e una colonna sonora irritante, trasforma la visione in una prova di resistenza fisica. È il momento esatto in cui lo spettatore smette di cercare un senso e inizia a guardare l'orologio.
Il verdetto
Si dice che il cinema sia magia, ma qui siamo di fronte a un esperimento fallito in laboratorio. È raro assistere a uno spreco di budget e risorse di questa portata.
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