Picchia duro Madame Ida! Una partenza calda quasi di un quadro caravaggesco con toni cupi di gialli ocra che incorniciano una violenxa annunciata e, a seguire della narrazione, esposta nella sua fondamentale importanza. Si prosegue con la stessa inquietudine muta e sorda composta da sonorità fredde e desaturate che non possono non richiamare Haneke, Fassbinder e l'ipocrisia di Festen. Cecilia: gli occhi irrequieti nel vento, riaccende una utopica fiducia che si intarsia in 3 generazioni, anzi.... 4! Ma proprio la quarta, con l'arrivo di Olivia, incrina e distorce la falsa speranza che intrappola in tutta la durata del film. Una disperata ricerca di un piccolo barlume di luce che non arriva, non arriva mai e si soffoca sul nascere.
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Picchia duro Madame Ida! Una partenza calda quasi di un quadro caravaggesco con toni cupi di gialli ocra che incorniciano una violenxa annunciata e, a seguire della narrazione, esposta nella sua fondamentale importanza. Si prosegue con la stessa inquietudine muta e sorda composta da sonorità fredde e desaturate che non possono non richiamare Haneke, Fassbinder e l'ipocrisia di Festen. Cecilia: gli occhi irrequieti nel vento, riaccende una utopica fiducia che si intarsia in 3 generazioni, anzi.... 4! Ma proprio la quarta, con l'arrivo di Olivia, incrina e distorce la falsa speranza che intrappola in tutta la durata del film. Una disperata ricerca di un piccolo barlume di luce che non arriva, non arriva mai e si soffoca sul nascere.
Esemplare rappresentazione di 3 donne sole e afflitte dall'unione di vissuti e decadenza che permane con crudeltà e disperazione
Lode a Jacob Moller
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