Respiro profondo, ovvero ci sono sogni che diventano ossessioni. Per Alessia Zecchini fin da bambina il sogno e l'ossessione è quella di scendere sott’acqua in apnea e stabilire il nuovo record del mondo di profondità. Il che significa immergersi nel buio, con la pressione dell'acqua che più vai giù e più ti schiaccia, mettendo a dura prova i polmoni. E poi trovare la forza e il fiato di tornare su.
Si tratta di uno sport estremo, a volte letale, che richiede disciplina fisica e psicologica, perché oltre ai muscoli bisogna allenare il cervello a non aver paura.
Il documentario di Laura McGann è un atto d’amore per il freediving, costruito però come un thriller e con inquadrature che scivolano verso l'horror.
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Respiro profondo, ovvero ci sono sogni che diventano ossessioni. Per Alessia Zecchini fin da bambina il sogno e l'ossessione è quella di scendere sott’acqua in apnea e stabilire il nuovo record del mondo di profondità. Il che significa immergersi nel buio, con la pressione dell'acqua che più vai giù e più ti schiaccia, mettendo a dura prova i polmoni. E poi trovare la forza e il fiato di tornare su.
Si tratta di uno sport estremo, a volte letale, che richiede disciplina fisica e psicologica, perché oltre ai muscoli bisogna allenare il cervello a non aver paura.
Il documentario di Laura McGann è un atto d’amore per il freediving, costruito però come un thriller e con inquadrature che scivolano verso l'horror. C’è chi si è interrogato sulla moralità della messa in scena. La regista ha iniziato a scrivere la storia dopo aver saputo della tragedia che sta al culmine del film. ma ha poi ricostruito tutto grazie a interviste e all’abbondantissimo materiale d’archivio.
Ma quello che rimane, al netto dell’apnea, è la voglia che hanno questi ragazzi di scoprire, viaggiare, cambiare, cercare il loro posto nel mondo.
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