Flora and Son, dove la musica torna ancora una volta per farsi testimone e aiutante di esistenze in precario equilibrio per trovare il proprio, agognato, posto nel mondo.
L’irlandese John Carney è uno dei registi con il miglior orecchio musicale al mondo, la cui filmografia è una collezione di grandi musical contemporanei, dove le sette note hanno sempre un valore terapeutico, oltre ad essere propedeutiche alla nascita di amori che sbocciano grazie all’intimità generata da un duetto, o dalla composizione dii una canzone capace di colpire il cuore del/della partner.
Eve Hewson è perfetta nel ritrarre una giovane psicologicamente disastrata, che poco a poco ritrova un suo equilibrio, così come è godibile la narrazione dell’affiatamento “a distanza” che nasce con Joseph Gordon-Levitt, fino al catartico finale.
[+]
Flora and Son, dove la musica torna ancora una volta per farsi testimone e aiutante di esistenze in precario equilibrio per trovare il proprio, agognato, posto nel mondo.
L’irlandese John Carney è uno dei registi con il miglior orecchio musicale al mondo, la cui filmografia è una collezione di grandi musical contemporanei, dove le sette note hanno sempre un valore terapeutico, oltre ad essere propedeutiche alla nascita di amori che sbocciano grazie all’intimità generata da un duetto, o dalla composizione dii una canzone capace di colpire il cuore del/della partner.
Eve Hewson è perfetta nel ritrarre una giovane psicologicamente disastrata, che poco a poco ritrova un suo equilibrio, così come è godibile la narrazione dell’affiatamento “a distanza” che nasce con Joseph Gordon-Levitt, fino al catartico finale.
John Carney ancora una volta riesce a trattare esistenze così verosimili innestandole di infinite possibilità con la sola potenza rigenerante della musica.
Ulteriore tassello di una galleria umana che affida ad accordi e melodie sogni e speranze, in Flora and Son non vige mai alcun sintomo di retorica, per parlare a tanti, cantando a tutti.
[-]
|
|