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paolomottana
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sabato 15 marzo 2025
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ci? che guardiamo ci? che ci guarda
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Molti commenti fuori strada. La sensazione è che il tema sia lo sguardo, neanche troppo quello di France quanto il nostro. I personaggi "si" guardano, mancandosi continuamente, come quando verso la fine France parla facendo la soggettiva a un soggetto che non c'è, ma è lì vicino.. I giornalisti, il mondo dello spettacolo mette in scena quello che il nostro sguardo vuole, ed è condannato a farlo. Per questo France piange, in quei momenti in cui la fatica di essere come noi la vogliamo non riesce più a sopportarla. Oscillando tra il cinismo necessario e qualche spiraglio di dolore autentico, è lei che sta all'inferno (la sua casa è un'ottima rappresentazione dell'inferno, nera e rossa e piena di immagini senza profondità).
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Molti commenti fuori strada. La sensazione è che il tema sia lo sguardo, neanche troppo quello di France quanto il nostro. I personaggi "si" guardano, mancandosi continuamente, come quando verso la fine France parla facendo la soggettiva a un soggetto che non c'è, ma è lì vicino.. I giornalisti, il mondo dello spettacolo mette in scena quello che il nostro sguardo vuole, ed è condannato a farlo. Per questo France piange, in quei momenti in cui la fatica di essere come noi la vogliamo non riesce più a sopportarla. Oscillando tra il cinismo necessario e qualche spiraglio di dolore autentico, è lei che sta all'inferno (la sua casa è un'ottima rappresentazione dell'inferno, nera e rossa e piena di immagini senza profondità). Noi siamo gli aguzzini. Alla fine ci guarda, un po' sorride, un po' si amareggia, siamo tutti nella stessa barca.
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antonella scafati
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martedì 25 febbraio 2025
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film noioso e il significato non ? chiaro del tutt
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ho visto di recente France ma l'ho trovato un pò noiosetto. da citare la bravura della protagonista anche se per tutta la durata del film non fa che piangere...
riflessione sulle pecche nascoste nel mondo dei media ma oltre a questo non ci ho visto altri significati.
la vita personale della giornalista non è molto approfondita. è solo appena accennata e triste soprattutto nel finale.
lo consiglio solo per l'interpretazione di lea seydoux
antonella
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biox
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martedì 18 febbraio 2025
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mediocritas
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Si, ok. La storia di una reporter cinica, bella e ambiziosa. Ma cosa resta di questo film ? Niente. Quale sarebbe il messaggio ? Che l'Occidente è ripiegato su sé stesso e tutto viene "filtrato" dal nostro ego, senza nessuna vera comprensione né condivisione delle "difficoltà" del mondo ? No. Sarebbe dare troppa importanxa ad un film solo mediocre.
Brava Lea Seydoux, ma non basta.
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sabato 15 febbraio 2025
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pi? semplicit
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Cara Marzia Gandolfi, lei scrive molto bene, ma dopo aver letto le sue dissertazioni nn ? mai chiaro se il film ? bello o no, se vale la pena di perderci dietro quelle circa due ore o lasciar perdere e cercare qlcs d'altro. In parole povere di quello che lei scrive nn si capisce niente. Pi? semplicit? nn guasterebbe. Nn se la prenda, vuole essere una critica costruttiva. Simonetta
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mercoledì 23 ottobre 2024
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ma scrivere recensioni comprensibili no eh!
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Non si capisce perché bisogna scrivere " difficile". Ma è proprio necessario? Lei scrive e lei si capisce........chi legge si stufa e abbandona e non vede il film. Complimenti.
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astromelia
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lunedì 21 febbraio 2022
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a me è piaciuto molto
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bella storia,verità assoluta,bisognerebbe sempre sentire i commenti a microfoni spenti,perchè quella è verità assoluta o meno,nel contempo la storia personale della protagonista una brava lea seydoux ,insomma un mix ben shackerato,godevole e anche intenso.
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lu pichi
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domenica 26 dicembre 2021
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un film sul cinismo del giornalismo televisivo
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Lea Seydoux è una giornalista bella, famosa e cinica che un giorno investe un bikers mentre fa consegne a domicilio e da quel momento entra in crisi, conosce la famiglia del ragazzo, li aiuta, lascia il lavoro, va in cura in Svizzera, trova un amante s'innamora e poi... è da vedere. Non posso dire di più. Mostrare il dietro le quinte del giornalismo televisivo la trovo una bella idea, mi ricorda un pò 'Disastro ad Holliwood' di Barry Levinson, solo che quello è un capolavoro questo è un film diverso, malinconico, che strappa anche alcune risate e con una brava protagonista. Il titolo originale è 'per un demi-clair matine' tradotto 'una mattina semi-serena' e forse a volte questi titoli andrebbero lasciati così, non reinventati, poi è vero che la pellicola è incentrata tutta sulla protagonista ma se avessi letto il titolo originale avrei capito dove voleva indirizzarmi il regista ma ad ogni modo va bene lo stesso.
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Lea Seydoux è una giornalista bella, famosa e cinica che un giorno investe un bikers mentre fa consegne a domicilio e da quel momento entra in crisi, conosce la famiglia del ragazzo, li aiuta, lascia il lavoro, va in cura in Svizzera, trova un amante s'innamora e poi... è da vedere. Non posso dire di più. Mostrare il dietro le quinte del giornalismo televisivo la trovo una bella idea, mi ricorda un pò 'Disastro ad Holliwood' di Barry Levinson, solo che quello è un capolavoro questo è un film diverso, malinconico, che strappa anche alcune risate e con una brava protagonista. Il titolo originale è 'per un demi-clair matine' tradotto 'una mattina semi-serena' e forse a volte questi titoli andrebbero lasciati così, non reinventati, poi è vero che la pellicola è incentrata tutta sulla protagonista ma se avessi letto il titolo originale avrei capito dove voleva indirizzarmi il regista ma ad ogni modo va bene lo stesso. Bruno Dumont ha descritto il film come una bella riflessione sulle persone che lavorano nel mondo dei media e anche del perchè individui così intelligenti considerano il pubblico così poco da proporgli robe cosi volgari. Forse come ho letto il regista disprezza troppo questo mondo ma in parte ha anche ragione è una bella riflessione sul mondo del giornalismo, ai detrattori certe scene possono sembrare gonfiate ma tante cose le ha prese. A me non è dispiaciuto, diventa un film noioso se non ti appassioni alla storia ma a me il mondo dietro alle apparenze mi incuriosisce sempre.
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