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carmelo
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giovedì 2 aprile 2020
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sì, ma che sottintende?
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Tutte le recensioni che ho letto finora dicono, giustamente, che vi sono metafore sociali e politiche, ma nessuno le spiega. Ma le avete capite? Io solo molto molto vagamente
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elgatoloco
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venerdì 27 marzo 2020
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monumento al"doppio"
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Vero"monumento al doppio, al "DOppelga"nger", in questo"Us"di Jordan Peele, 2019). C'è , appunto, il tema ossessivo e ossessionante del"Doppelgaenger", del"doble", in questo film), a iniziare da una vicenda di trent'anni prima, dove la madre, ancora giovane, di familgia, a suo tempo brava danzatrice, si tritrova ributtata, dopo che il marito ha deciso la vacanza precisamente a Santa Cruz, il luogo a suo tempo scelto dai suoi per le vacanze all'epoca. Non a caso la famiglia(credo sia un tratto non da poco)si chiama "Wilson": A)da un lato è un cognome notoriamente comune, molto diffuso in tutto il mondo anglosassone, come dire una vicenda che potenzialmente può capitare a ogni persona, "aggredire"chiunque; B )d'latra parte c'è un richiamo letterario che non sfugge a chi sia di madre lingua inglese, comunque anglosassone o almeno interessato a quella cultra: il geniale quanto terribile racconto di Edgar Allan Poe"William Wilson", il cui tema è appunto quello del"Doppelgaenger".
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Vero"monumento al doppio, al "DOppelga"nger", in questo"Us"di Jordan Peele, 2019). C'è , appunto, il tema ossessivo e ossessionante del"Doppelgaenger", del"doble", in questo film), a iniziare da una vicenda di trent'anni prima, dove la madre, ancora giovane, di familgia, a suo tempo brava danzatrice, si tritrova ributtata, dopo che il marito ha deciso la vacanza precisamente a Santa Cruz, il luogo a suo tempo scelto dai suoi per le vacanze all'epoca. Non a caso la famiglia(credo sia un tratto non da poco)si chiama "Wilson": A)da un lato è un cognome notoriamente comune, molto diffuso in tutto il mondo anglosassone, come dire una vicenda che potenzialmente può capitare a ogni persona, "aggredire"chiunque; B )d'latra parte c'è un richiamo letterario che non sfugge a chi sia di madre lingua inglese, comunque anglosassone o almeno interessato a quella cultra: il geniale quanto terribile racconto di Edgar Allan Poe"William Wilson", il cui tema è appunto quello del"Doppelgaenger".doble("duende", volendo) etc., della persona che incontra se stessa. Su questo, con richiami al passato che non hanno neppure bisogno di essere esemplificati da tanto di "flashbacks", zoomate o altri "segni carateristici", si basa il fikm con la redupicazione che può avvenire attraverso lo schermo del"mirror"e di altri strumenti adatti allo scopo, o anche "semplicemente"(il che è ancora molto più agghiacciante in praesentia, attraverso la visione diretta. Da considerare, tale terribile realtà, per di più quando avviene verso una tranquilla famiglia in vacanza, pur se qualcosa, come si è detto, c'è, a livello di ricordi, di tracce mnestiche incancellabili. Stilisticamewnte notevolissimo, questo film di un regista statunitense di colore, mostra come la famiglia e comunque l'individuo made in USA"di colore"(espressione di per sé anche complessivamente ipocrita)sia assolutamente uguale a chi è"WASP", ossia bianco, anglosassone, protestante etc., dunqe smentendo ancora tutti i pregiudizi relativi ancora in gran parte dominanti.Non più zombies, vampiri, licantropi, Poltergeister, altre presenze comunque estranee ma quanto afferisce al nostro"io", pur se"inconscio"(non stiamo qui a riproporre al dicotomia che ormai la psicanalisi ha acquistio in pieno), dove"the other side"si riferisce e attiene al"i", al"my person",Inserendo solo sprazzi di humor, il regista-autore , ormai affermato, passa a un horror tutto interiore, con interpreti come Lupita Nyung'o, Winston Duke e altri./e. Dove il rilievo è sempre dato a quel mirror nostro caratteristico che sono, in primis, gli occhi.. El Gato
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gino
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sabato 21 marzo 2020
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aiuto sto cercando un film
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Salve, sono nuovo nel forum piacere. Mi sono iscritto, perchè da un po' di tempo sto cercando un film di cui però non so il nome, il regista e gli attori. L'unica cosa che ricordo è una scena in particolare: c'è questo uomo seduto in chiesa che sembra in attesa ma all'improvviso una persona si siede dietro di lui e lo minaccia, puntandogli una pistola alla testa. Pochi secondi dopo, una terza persona si siede dietro la seconda, minacciandola a sua volta con una pistola. La medesima situazione si ripete con una quarta persona, finchè una quinta non tiene sotto tiro la quarta con un fucile da cecchino, posizionato in alto rispetto agli altri. Purtroppo questo è tutto quello che ho a disposizione, grazie a chi mi darà una mano.
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didinda
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lunedì 9 dicembre 2019
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l'aborto di una banale storia di luoghi comuni
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Ho recuperato questa pellicola in seguito alle bellissime recensioni da 4 stelle messe in bella luce su queste pagine. Mi sono quasi sentito offeso dopo aver visto questo film mediocre e banale e anche raccontato e scritto davvero male. I gusti personali vanno rispettati tutti, tuttavia la recensione di un portale punto diriferimento del settore come questo, deve (o dovrebbe) tener conto oggettivamente e imparzialmente di lati tecnici e obiettivi. Quattro stelle a questa pallicola è ai limiti dell'offesa verso chi i film li sa fare davvero e anche verso il pubblico che legge e si affida anche a queste recensioni.
"Noi" ha la pretesa e presunzione di abbozzare varie tematiche politiche e sociali già viste e riviste in millemila prodotti, ormai luoghi comuni e banalità da bar, trattate pergiunta in maniera sommaria, abbozzata, semplicistica.
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Ho recuperato questa pellicola in seguito alle bellissime recensioni da 4 stelle messe in bella luce su queste pagine. Mi sono quasi sentito offeso dopo aver visto questo film mediocre e banale e anche raccontato e scritto davvero male. I gusti personali vanno rispettati tutti, tuttavia la recensione di un portale punto diriferimento del settore come questo, deve (o dovrebbe) tener conto oggettivamente e imparzialmente di lati tecnici e obiettivi. Quattro stelle a questa pallicola è ai limiti dell'offesa verso chi i film li sa fare davvero e anche verso il pubblico che legge e si affida anche a queste recensioni.
"Noi" ha la pretesa e presunzione di abbozzare varie tematiche politiche e sociali già viste e riviste in millemila prodotti, ormai luoghi comuni e banalità da bar, trattate pergiunta in maniera sommaria, abbozzata, semplicistica. Un minestrone di pane stantio insomma, incorniciato da una ambientazione che definirla orrorifica è una bella forzatura (ma questo è anche un problema di moltissimi altri film inseriti in questa categoria). La disparità tra famiglia nera e famiglia bianca? Il governo che ci vuole controllare e manipolare? La scienza che va oltre al limite accettabile dell'etica? Ma davvero? Ancora con queste tematiche vecchie di 3 decenni? Almeno fossero rese e narrate con efficacia. Questo film racconta una storia senza nè capo nè coda tanto che la spiegazione del tutto è risolta in due (di numero) frasi della protagonista. Abbozza una situazione dai molteplici spunti di riflessione, ma fallisce in ogniuno di essi, miseramente.
L'unica cosa dove riesce è la rappresentazione che va tanto di moda recentemente dove i modelli maschile e femminile sono pateticamente invertiti. Ma questo non è nemmeno colpa del regista.
Epica la scena del tavolino, degna di un B movie per quanto assurda e assolutamente non credibile (ma questo è davvero il meno).
Questa pellicola presenta davvero una debolezza dietro l'altra, i problemi sono molteplici oggettivamente parlando, ma mi preoccupa forse ancor di più vedere una recensione da 4 stelle.
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frascop
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giovedì 19 settembre 2019
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ognuno di noi è adelaide
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Confesso che io (ma non sarò il solo) dopo la visione del film avevo capito la metà. Le certezze sono che il secondo film di Peele, 40 anni, ex comico, dopo "Get out" (Scappa!) lo conferma come un autore formidabile. Perché sa girare e tiene tutto sotto controllo, dalla musica alla recitazione, alle citazioni, alla fotografia. Certo, "Get out" era, per me, più divertente e dissacrante, una presa in giro del "politically correct", e gli ultimi 20 minuti erano horror. In questo secondo film Peele non ci parla di “noi”, ma di “loro”, gli altri, e di tutto ciò che ci mette paura. Chi siano questi altri, le nostre "ombre", non è proprio chiaro, i diversi, i più poveri, i terroristi, o forse tutto insieme.
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Confesso che io (ma non sarò il solo) dopo la visione del film avevo capito la metà. Le certezze sono che il secondo film di Peele, 40 anni, ex comico, dopo "Get out" (Scappa!) lo conferma come un autore formidabile. Perché sa girare e tiene tutto sotto controllo, dalla musica alla recitazione, alle citazioni, alla fotografia. Certo, "Get out" era, per me, più divertente e dissacrante, una presa in giro del "politically correct", e gli ultimi 20 minuti erano horror. In questo secondo film Peele non ci parla di “noi”, ma di “loro”, gli altri, e di tutto ciò che ci mette paura. Chi siano questi altri, le nostre "ombre", non è proprio chiaro, i diversi, i più poveri, i terroristi, o forse tutto insieme. Perché, almeno questo è il mio parere, ognuno di noi non è che abbia paura o tema una sola cosa. Anzi, più ci si evolve e più le nostre paure aumentano, e la stessa tecnologia (si veda nel film la musica che parte con l'ordine dato alla Alexa di turno) non rassicura ma appunto intimorisce. Ecco la storia. Una bambina a una fiera entra da sola in una casa degli specchi e incontra quella che forse è un’altra come lei. Decenni dopo Adelaide è adulta, ha una bella famiglia con due figli, ma è tormentata dal suo passato e sconvolta da una serie di inquietanti coincidenze; sente che qualcosa di brutto sta per accadere alla sua famiglia con cui va a passare qualche giorno al mare proprio in quel luogo dell'infanzia. Di notte infatti riceveranno la visita violenta di 4 sosia, in tutto e per tutto uguali a loro ma dall’atteggiamento primitivo, sociopatico, pericoloso. Ognuno di noi è Adelaide, il passato ci tormenta e non è che si viva spensierati...io ho capito questo. Ma fatevi spiegare tutto il resto, perchè, chi sono i sosia, cosa vogliano e cosa succede davvero è tutto nel film. Ci vuole molta attenzione.
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taniamarina
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lunedì 15 luglio 2019
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questo suo secondo film è superiore!
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Vi ricordate i fasti del miglior Night Shyamalan nel film "Il sesto senso?". Bene: qui capita più o meno la stessa cosa, solo con l'aggiunta di un piccolo particolare: non è il film di esordio ma il secondo film di Jordan Peele, cosa piuttosto rara nella storia del cinema. Oltretutto il paragone con Shyamalan non è certo fatto a caso, giacché le strizzatine d'occhio al regista appena citato sono molteplici, ironiche ed eleganti. C'è da dire che tutto in questo film è perfetto, dalla apparentemente incomprensibile ironia che aleggia per tutto il film e che non guasta di certo i momenti di tensione e terrore incastrati ad arte, fino all'ostentato razzismo al contrario, la supposta superiorità della razza nera rispetto ai bianchi, stupidi e nocivi.
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Vi ricordate i fasti del miglior Night Shyamalan nel film "Il sesto senso?". Bene: qui capita più o meno la stessa cosa, solo con l'aggiunta di un piccolo particolare: non è il film di esordio ma il secondo film di Jordan Peele, cosa piuttosto rara nella storia del cinema. Oltretutto il paragone con Shyamalan non è certo fatto a caso, giacché le strizzatine d'occhio al regista appena citato sono molteplici, ironiche ed eleganti. C'è da dire che tutto in questo film è perfetto, dalla apparentemente incomprensibile ironia che aleggia per tutto il film e che non guasta di certo i momenti di tensione e terrore incastrati ad arte, fino all'ostentato razzismo al contrario, la supposta superiorità della razza nera rispetto ai bianchi, stupidi e nocivi. Qui, per di più, c'è una trama con tanto di finale a sorpresa, scioccante sorpresa. Una rinnovata visone freudiana dell'inconscio? Una attenta critica politica al decadimento dei valori umani di oggi? L'ennesima pellicola su cosa sia il bene ed il male? Non sappiamo in verità. L'unica cosa che si può dire con certezza, è che questo film è straordinario. Da vedere e rivedere, anche subito!
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joecondor
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lunedì 20 maggio 2019
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gran horror lupita nyong'o da oscar
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Peeble costruisce un gran bel horror...la storia molto bella ricca di significati che si snoda in una tensione ben articolata in colpi di scena,.Grande sceneggiatura e regia,dove si muove Nyong'O Lupita da Oscar.
Non per tutti i palati ma un gran film....Assolutamente consiglio..ma perchè le sale a Roma lo proiettano solo alle 23....Una distribuzione di questo film da scemi....
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jonny10
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giovedì 25 aprile 2019
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incredible
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Un vero horror originale.
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emanuel_88
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lunedì 22 aprile 2019
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noi siamo i peggiori nemici di noi stessi.
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Una famiglia decide di trascorrere una giornata di relax al mare, di rientro si ritroverà ad affrontare una famiglia di psicopatici di rientro da.... qualche altro luogo.
A questo giro di giostra Jordan Peele mette da parte l'ironia (qui moltosporadica,), che fu arma a doppio taglio del precedente film creando una pellicola "fresca" e originale (pur attingendo da qualche immancabile cliché sul genere) , creando così un crescendo di tensione e inquietudine nello spettatore, coinvolto egli stesso a lottare insieme ai protagonisti (degna di nota tra tutti Lupita Nyong'o) per capire di più su quel che sta accadendo.
Sino ad arrivare al "lieto" finale che porta ad una sola morale, ad un'unica conclusione : alla lotta che ingaggiamo ogni giorno davanti allospecchio.
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Una famiglia decide di trascorrere una giornata di relax al mare, di rientro si ritroverà ad affrontare una famiglia di psicopatici di rientro da.... qualche altro luogo.
A questo giro di giostra Jordan Peele mette da parte l'ironia (qui moltosporadica,), che fu arma a doppio taglio del precedente film creando una pellicola "fresca" e originale (pur attingendo da qualche immancabile cliché sul genere) , creando così un crescendo di tensione e inquietudine nello spettatore, coinvolto egli stesso a lottare insieme ai protagonisti (degna di nota tra tutti Lupita Nyong'o) per capire di più su quel che sta accadendo.
Sino ad arrivare al "lieto" finale che porta ad una sola morale, ad un'unica conclusione : alla lotta che ingaggiamo ogni giorno davanti allospecchio.
Quella su chi saremmo potuti essere e su chi siamo davvero
quella contro la nostra parte chiara e quella "nell'ombra" ma
soprattutto quella contro ...
di. .. NOI.
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fncptr
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giovedì 18 aprile 2019
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il fenomeno sammer.
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Dati i commenti superlativi che pubblico e critica hanno dato al film, sembra quasi impossibile schierarsi dall'altra parte della trincea, ma io ci provo. Premetto che anche la prima opera di Jordan Peele mi lasciò perplesso, quanto meno per il fatto che decisi di vederla dopo la vittoria dell'oscar alla migliore sceneggiatura originale: «però, un film horror premiato con la concorrenza di "tre manifesti ad Ebbing, Missouri", "Ladybird" e "La forma dell'acqua"? Deve sicuramente essere un capolavoro!» pensai fra me e me, ma non fu così. Lasciamo perdere, stiamo parlando di altro, ma lo considero uno scandalo come il pallone d'oro a Sammer, per chi riesce a fare il paragone calcistico. Secondo film, seconda opportunità animata dalla magnanimità del cinefilo, ma persiste, strenuamente, il senso di perplessità e di inadeguatezza personale.
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Dati i commenti superlativi che pubblico e critica hanno dato al film, sembra quasi impossibile schierarsi dall'altra parte della trincea, ma io ci provo. Premetto che anche la prima opera di Jordan Peele mi lasciò perplesso, quanto meno per il fatto che decisi di vederla dopo la vittoria dell'oscar alla migliore sceneggiatura originale: «però, un film horror premiato con la concorrenza di "tre manifesti ad Ebbing, Missouri", "Ladybird" e "La forma dell'acqua"? Deve sicuramente essere un capolavoro!» pensai fra me e me, ma non fu così. Lasciamo perdere, stiamo parlando di altro, ma lo considero uno scandalo come il pallone d'oro a Sammer, per chi riesce a fare il paragone calcistico. Secondo film, seconda opportunità animata dalla magnanimità del cinefilo, ma persiste, strenuamente, il senso di perplessità e di inadeguatezza personale. La perplessità è dovuta al fatto che il film, pur accarezzando un'idea intrigante, la realizza nella maniera più pedestre possibile, con una trama scadente, oltre che poco originale e un'interpretazione posticcia. L'inadeguatezza personale (che ho riscontrato anche nella recensione di un altro utente) si concretizza quando ti rendi conto che le tue considerazioni si scontrano con la moltitudine che inneggia all'opera magna: «possibile che solo a me sia sembrata una c****a? Cosa non ho che gli altri hanno? Sono forse imbecille?». Ebbene, imbecille o no, credo che "Noi", così come "Get out" sia oltremodo sopravvalutato per ragioni che fatico ad individuare. Basta davvero così poco per parlare di geniale allegoria? Basta davvero un semplice riferimento alla macchina del vicino per acclamare il (sottile e geniale) riferimento alla lotta di classe? E' sufficiente piazzare un (ennesimo) riferimento al fenomeno del doppelganger per stimolare una profondissima e contorta riflessione sulla nostra natura umana in balia dello scontro dicotomico fra bene e male? Secondo me no. E secondo me, se film del genere passano per capolavori cinematografici e allegorici, allora era giusto dare il pallone d'oro a Sammer. E pazienza per tutti quelli che non lo hanno avuto pur meritandolo di gran lunga di più. Per quanto mi riguarda, però, preferisco stare dall'altra parte della trincea, insieme alla mia gretta imbecillità.
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