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gianni24
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domenica 27 dicembre 2020
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film netflix standard
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Come dal titolo della mia recensione: uno standard al quale Ntflix ormai mi ha abituato. Nessun problema particolare, né di recitazione né di fotografia. Sceneggiatura e regia mediocri.
Quello che è comune alla stragrande maggioranze di film Netflix da me visti negli ultimi tempi è una considerazione che al termine dei 125 minuti di visione (non hanno neanche il pregio di essere coincisi) ricorre sempre: due ore sprecate.
RIentra nei 507 film del 2019 che secondo MyMovies sono "da vedere". Il mio giudizio è che 507 film "da vedere" in un anno siano troppi, e che occorrerebbe essere un tantino più selettivi.
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Come dal titolo della mia recensione: uno standard al quale Ntflix ormai mi ha abituato. Nessun problema particolare, né di recitazione né di fotografia. Sceneggiatura e regia mediocri.
Quello che è comune alla stragrande maggioranze di film Netflix da me visti negli ultimi tempi è una considerazione che al termine dei 125 minuti di visione (non hanno neanche il pregio di essere coincisi) ricorre sempre: due ore sprecate.
RIentra nei 507 film del 2019 che secondo MyMovies sono "da vedere". Il mio giudizio è che 507 film "da vedere" in un anno siano troppi, e che occorrerebbe essere un tantino più selettivi.
A miuo avviso questo non è assolutamente un film da non perdere. Tradotto è un film "da perdere"...
Cordiali saluti alla redazione, che ringeazio per tutto, ed al resto del pubblico che segue MyMovies!
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lucio di loreto
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domenica 5 maggio 2019
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paesaggi e cast non salvano un copione scontato
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Pope Garcia lavora per una compagnia militare privata specializzata nel combattere il traffico di stupefacenti in Colombia. Grazie ad un'informatrice di nome Yovanna e in cambio di un pass per uscire dal paese per lei e suo fratello, riesce ad ottenere informazioni su dove si nasconde il signore della droga Lorea, protetto da un vero e proprio esercito privato in piena giungla. Avendo inoltre scoperto che nella sua fortezza il gangster nasconde i profitti dei suoi crimini (75 milioni di dollari), decide di reclutare vecchi compagni d'armi per organizzare una mission impossible e rubare l'ingente somma. L'agente immobiliare Tom "Redfly" Davis, in crisi economico/familiare, i fratelli William (motivatore di nuove reclute dell'esercito) e Ben Miller (combattente) e il pilota Francisco Morales fanno parte della squadra.
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Pope Garcia lavora per una compagnia militare privata specializzata nel combattere il traffico di stupefacenti in Colombia. Grazie ad un'informatrice di nome Yovanna e in cambio di un pass per uscire dal paese per lei e suo fratello, riesce ad ottenere informazioni su dove si nasconde il signore della droga Lorea, protetto da un vero e proprio esercito privato in piena giungla. Avendo inoltre scoperto che nella sua fortezza il gangster nasconde i profitti dei suoi crimini (75 milioni di dollari), decide di reclutare vecchi compagni d'armi per organizzare una mission impossible e rubare l'ingente somma. L'agente immobiliare Tom "Redfly" Davis, in crisi economico/familiare, i fratelli William (motivatore di nuove reclute dell'esercito) e Ben Miller (combattente) e il pilota Francisco Morales fanno parte della squadra. Un progetto lunghissimo che non è mai andato a buon fine, con numerose star entrate ed uscite nel cast e stanze di comando (Hanks, Depp e Bigelow), forse perché l’ambiziosa storia, una serie di paesaggi maestosi e naturali ed un gruppo di stelle in piena ascesa, non sarebbero comunque riuscite a diversificare una trama da blockbuster-action-thriller vista e rivista: e così è stato, nonostante la produzione originale di Netflix!! Isaac, Pascal, Affleck, Hunman, Hedlund in rigoroso ordine meritocratico e soprattutto un grande direttore e sceneggiatore di nicchia come Chandor (Margin Call, All is Lost, A most violent year) danno l’anima per “originalizzare” un prodotto che non arriva allo scopo conclusivo anche a causa di un racconto banale e di un finale improbabile! Il soggetto ed i dialoghi strizzano l’occhio ai mainstream hollywoodiani col regista e scrittore che preferisce dar credito a sguardi ammiccanti e frasi da duri per i tre belloni lasciando ai due ispanici il compito di far trasparire sofferenza, fatica e senso di gruppo ed umanità uniti ai dubbi amletici tra l’etica sociale e l’egoismo economico. L’azione c’è indubbiamente, e su più fronti, idem il ritmo, frenetico già dallo start fino agli epiloghi con numerose schermaglie con armi da fuoco, lanciagranate, appostamenti dietro le rocce, percorsi improbi con muli a portare il malloppo su inquietanti dirupi e picchi scoscesi ed inseguimenti perdifiato. Il tutto aiutato da strepitose location sudamericane grazie alle quali i molteplici colpi di scena legati al senso di fratellanza militare coinvolgono lo spettatore. Triple Frontier però non racconta nulla di nuovo; la sceneggiatura piena di sbavature forza all’inverosimile gli spunti morali sulla cupidigia e per colpa di un imbarazzante e buonista parte finale si dimenticano le avvincenti e magnetiche dinamiche d’azione che confermano Chandor come regista top anche del genere muscolare.
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felicity
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venerdì 26 aprile 2019
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sceneggiatura superficiale, attori al minimo
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Action-thriller, belle le location, belli i nomi, ma finisce lì: le dinamiche relazionali sono superficiali, gli affondi psicologici abbozzati.
A recitare è il solo Oscar Isaac, Ben Affleck è assente, gli altri tre non pervenuti.
Insomma, un film a metà tra prodotto medio e occasione sprecata.
Un film di genere, nella media con i tanti action thriller visti recentemente pur facendo sfoggio di nomi importanti sia davanti che dietro la macchina da presa.
Ideale per passare due ore senza annoiarsi.
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