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elgatoloco
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mercoledì 10 novembre 2021
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bronson era an other think
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"Death Wish"(Eli Roth, sceneggiatura di Joe Carnahn, rremake del film di Michael Winner del 1974 con Charles Bronson, a sua volta tratto dal romanzo di Paul Garield del 1972). POche variazioni rispetto all'originale filmico: il protagonista è un uomo pacifico, qui chirurgo al Pronto Soccorso, là, nella versione di Winner, era un ingegnere pacifista e boiettore di coscienza)che, vedendosi uccidere., in fomra di massacro, la moglie e ridurre in uno stato penoso la figlia, ferita molto gravemente. dopo un periodo di crsi e riflessione, passa all'azione e si vedica dei manigoldi, anche se meterà segno solo due vendette, mentre la terza gli sarà quasi fatale.
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"Death Wish"(Eli Roth, sceneggiatura di Joe Carnahn, rremake del film di Michael Winner del 1974 con Charles Bronson, a sua volta tratto dal romanzo di Paul Garield del 1972). POche variazioni rispetto all'originale filmico: il protagonista è un uomo pacifico, qui chirurgo al Pronto Soccorso, là, nella versione di Winner, era un ingegnere pacifista e boiettore di coscienza)che, vedendosi uccidere., in fomra di massacro, la moglie e ridurre in uno stato penoso la figlia, ferita molto gravemente. dopo un periodo di crsi e riflessione, passa all'azione e si vedica dei manigoldi, anche se meterà segno solo due vendette, mentre la terza gli sarà quasi fatale. Dopo un "accomodamento"con la polizia, riuscirà a ritornare, in qauclhe modo, nella"vita civile",. Ora, anche se il film è tecnicamente ben diretto, se Bruce Willis fa del suo meglio per non sfigurare(persoanlmente lo ritengo un interprete abbastanza chiuso in certi ruoli, ultiramente poi da "duro"che non apprezzo particolarmente, comunque dispone, sul piano mimico e gestuale, di un'ìespressività diciamo"prevedibile")nel confronto con Bronson, il paragone non regge o meglio va decisamente a favore del film di Winner, per vari motivi: A)negli anni 1970, di "contestazione"comunque, anche negli States, un soggetto simile(dunque già il libro, peraltro)non otteneva di per sé grandi riconoscimenti o meglio sfidava qualche luogo comune(in realtà molti luoghi comuni, si dovrebbe dire), a livello politico e anche religioso(per chi crede al"perdono"); B )Bronson era l'interprete adatto, in parte asiatico, straordinario interprete di"C'era un volta il West"di Sergio Leone quale"L'uomo dell'armonica", di altri film importanti, era un mito,; non più giovnaissimo(come ora non lo è Willis, se vogliamo), complessivamente una maschera straoridinaria; C)la regia di Willis era tesa e creava quell'alternanza tra l'attesa, il"fatto"di sangue ossia la vendetta e la scarica della tensione, che caratterizza anzi deve caratterizzare un film come questo. Ma qui tutto è già visto, scontato, anche se certamente non riproposto male(sarebbe sciocco affemrarlo), complessivamente il déjà vu la fa da pradrone e non è colpa del regista né degli interpreti, dove Kimperly Elise, nel ruolo dlela super.investgatrice. detective dà certamente il meglio. El Gato
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f.vassia 81
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venerdì 29 ottobre 2021
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remake non del tutto convincente
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Aggiornato all'epoca dei social media,ecco il remake del celebre film omonimo di Michael Winner, di cui non riesce del tutto a replicare l'antipatico, prepotente ma cinematograficamente coraggioso spirito reazionario. La regia, oltre ad un uso acuto dello split screen, confeziona con la gusta, brutale crudezza sparatorie e altre scene violente, ma non riesce a far decollare la tensione, e non mantiene l'ambientazione maleficamente affascinante del prototipo. Poco convincente anche il finale, ma il vero problema è Willis, fiacco e sprovvisto ( almeno in questo caso ) della maschera implacabile di Charles Bronson.
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dandy
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venerdì 26 marzo 2021
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roth giustizia il cinema ancora una volta...
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Prendiamo lo spunto di partenza:basarsi su una storia che nei 40 e passa anni dal film con Bronson è stata già proposta e riproposta in ogni modo umanamente concepibile e inconcepibile,e che ad essere precisi aveva avuto il battesimo con "Chato".E già qui complimenti per l'originalità eh,non s'aspettava altro proprio.Ma si parla di Roth e quindi i risultati non potevano che essere peggiori del solito....Svolgimento,situazioni,dialoghi,protagonista,coppia di poliziotti,commenti della stampa ecc,ideologia di fondo...tutto all'insegna del piattume più insulso,tanto che al confronto il film del'74 sembra quasi più odierno!E ci sono i puntuali espedienti idioti come da copione per il regista,dal fatto che il giustiziere venga filmato ripetutamente e agisce di fronte a testimoni ma basta un cappuccio per impedirne l'identificazione,o la scivolata nel sangue e la provvidenziale palla da bowling che mette KO il cattivo manco fossimo in un episodio dei Looney Tunes.
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Prendiamo lo spunto di partenza:basarsi su una storia che nei 40 e passa anni dal film con Bronson è stata già proposta e riproposta in ogni modo umanamente concepibile e inconcepibile,e che ad essere precisi aveva avuto il battesimo con "Chato".E già qui complimenti per l'originalità eh,non s'aspettava altro proprio.Ma si parla di Roth e quindi i risultati non potevano che essere peggiori del solito....Svolgimento,situazioni,dialoghi,protagonista,coppia di poliziotti,commenti della stampa ecc,ideologia di fondo...tutto all'insegna del piattume più insulso,tanto che al confronto il film del'74 sembra quasi più odierno!E ci sono i puntuali espedienti idioti come da copione per il regista,dal fatto che il giustiziere venga filmato ripetutamente e agisce di fronte a testimoni ma basta un cappuccio per impedirne l'identificazione,o la scivolata nel sangue e la provvidenziale palla da bowling che mette KO il cattivo manco fossimo in un episodio dei Looney Tunes.Poi ovviamente il protagonista(che chissà perchè qui è chirurgo e invece che a NY vive a Chicago)esce quasi indenne dalle peggiori sparatorie perchè si è allenato qualche mese quindi può gabbare tranquillamente criminali incalliti che dovrebbero saper sparare e gestire agguati da tutta una vita.Escludendo la sequenza nell'officina non c'è nemmeno quella tanto sbandierata tamarragine nelle scene di violenza,nulla più che sparatorie straviste all'infinito.Insomma oltre a non esserci un briciolo di ragion d'essere per scomodare il film di Winner non hanno nemmeno cercato di dare una parvenza di vivacità a un canovaccio stratrito all'esasperazione.Willis,con 10 anni in più rispetto a Bronson nel primo film della serie,non ci crede neanche per un momento e cambia a malapena espressione quando apprende cos'è successo a moglie e figlia o si ferisce.L'unico personaggio degno di nota è l'esuberante gun girl Bethany,che però ha pochissimo spazio.Il finale con l'alibi buttato lì per placare quelle due barzellette ambulanti di detective che sanno perfettamente qual'è la realtà ma chissene e un'altro insulto all'intelligenza.Ma tutto questo dovrebbe giustificato con "eh ma non bisogna aspettarsi chissà cosa,il film è quello che è" nevvero?Appunto,è quello che è,ossia un'inutlissima fotocopia di altre cento per non dire di se stessa.E l'ennesima dimostrazione che Roth dovrebbe lasciar perdere la regia.Pare che il progetto risalisse al 2006,e che avrebbe dovuto dirigerlo e interpretarlo Stallone.Poi sarebbe subentrato Joe Carnahan,che però a dato forfait dopo l'assunzione di Willis.Forse in mano a uno dei due sarebbe uscito qualcosa di più decente.
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onufrio
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mercoledì 1 maggio 2019
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sete di giustizia
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Remake del celebre giustiziere della notte interpretato da Charles Bronson. Il Dottor Paul Kersey (B.Willis) dopo la morte della moglie e la figlia ridotta in fin di vita (che poi si riprende del tutto in maniera a dir poco frettolosa e disarmante, Miracolo!) non trova il giusto appoggio dalle autorità, decide così che è giunta l'ora di farsi vendetta da solo, decretando l'ingresso in campo del giustiziere della notte. Il regista Eli Roth lascia dei piccoli segni splatter su questo film, in poche parole ne mette la firma. Intrattenimento e sete di giustizia agli occhi dello spettatore.
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toty bottalla
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mercoledì 27 febbraio 2019
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stessa storia in epoca diversa...o no?
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La tecnologia come ago della bilancia di una stessa storia raccontata in due film, beh!, L'ispettore Frank Ochoa anche senza cellulari e dirette facebook in prima mondiale era arrivato prima a Kersey ma con due detective interpretati così male c'è quasi coerenza e nonostante la bravura di Willis il remake risulta sterile e poco emozionante si insomma col film di Bronson e Gardenia non ci farei a cambio. Saluti.
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vepra81
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mercoledì 6 febbraio 2019
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giustizia
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Ho visto questo film e devo dire che rimane nella media Ero abituato al duro Bruce ma anche come medico non è male. Trama non scontata ed avvincente.
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felicity
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lunedì 10 settembre 2018
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bruce willis torna in serie a
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Buon cast per questo remake.
Bruce Willis esce (temporaneamente?) dalla palude dei b-movies in cui era finito negli ultimi anni, e si presta ad un film dignitoso per quanto discutibile.
Film godibile, fatta eccezione per i momenti splatter assolutamente inutili.
Il tutto comunque sembra un spot finalizzato a favorire il possesso delle armi tra i privati cittadini.
Guardatevi bene la scena al supermercato delle armi: se è ironica, si coglie poco.
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rolanddigilead
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domenica 22 luglio 2018
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il giustiziere della notte
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Essendo degli anno settanta non posso che apprezzare il cinema che esalta la vendetta catartica ed appagante. Non è "The Equalizer" (a proposito: occhio al n. 2 in uscita a settembre), nemmeno "John Wick", ma il film si dipana godibile anche se un po' troppo melenso. Plot collaudato (quadretto idilliaco - violenta interruzione del primo - introspezione - decisione - vendetta!!!), si insiste poco sull'azione e un po' troppo sulla preparazione, per essere un film di Eli Roth. Non ti fa alzare dalla poltrona, però, con lo spettacolare senso dell'appagamento di altri titoli fratelli. 3 stelle.
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vittorio
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mercoledì 23 maggio 2018
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piacevole
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Film ben fatto, un remake convincente, con buoni spunti...
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muttley72
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mercoledì 4 aprile 2018
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film ironico che va preso per tale
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Questo fiilm con B. Willis è il remake di un noto film di Charles Bronson del 1974 che diede origine di una serie di film successivi (sempre con Bronson) e di cui Franco Franchi fece una divertente parodia italiana nel 1975 ("Il giustiziere di mezzogiorno") sfruttando anche una somiglianza piuttosto marcata con C. Bronson (gli bastò farsi crecere i baffi).
Il tema è quello della paersona pacifica che dpo aver subito l'uccisione o lo stupro dei familiari, decide di vendicarsi...celebre la scena in cui Bronson riempie un calzino di monete per avere un'arma improvvisata con cui percuotere dei rapinatori. Anche "Un borghese piccolo piccolo" con A.
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Questo fiilm con B. Willis è il remake di un noto film di Charles Bronson del 1974 che diede origine di una serie di film successivi (sempre con Bronson) e di cui Franco Franchi fece una divertente parodia italiana nel 1975 ("Il giustiziere di mezzogiorno") sfruttando anche una somiglianza piuttosto marcata con C. Bronson (gli bastò farsi crecere i baffi).
Il tema è quello della paersona pacifica che dpo aver subito l'uccisione o lo stupro dei familiari, decide di vendicarsi...celebre la scena in cui Bronson riempie un calzino di monete per avere un'arma improvvisata con cui percuotere dei rapinatori. Anche "Un borghese piccolo piccolo" con A. Sordi è un film che si inserisce nel filone...ma con toni altamenti drammatici e più profondi.
Il film con B. Willis afronta il tema in modo "sdrammatizzante", partendo dal presupposto che lo spettatore che va al cinema consideri il film come un film di azione, parteggiando quindi con il protagonista che, facendo il chirurgo, salva vite di poliziotti e di criminali con lo stesso impegno, ma che dopo l'attacco a moglie e figlia decide di trovare i colpevoli. Al giorno d'oggi molti film che si vedono sono molto più violenti di questo e nessuno si scandalizza più per una trama come questa, nemmeno i 14enni che se la ridacchiavano in sala. Resta il tema delle armi da fuoco che qui è pure trattato in modo ironico, senza voler prendere una posizione contro o a favore...visto che un conto è usarle per difesa solo in casa propria, altro è girare per strada armati.
Ironia della sorte... Willis la prima pistola se la procura per vie non legali e infatti la Glock cade da un delinquente che lui sta assistendo al pronto soccorso...eimpara a usarla e smontarla e pulirla da internet....le armi illegli circolano sempre.
Il film è più che sufficiente nel suo genere, trama prevedibile e nulla di eccezionale, ma può salvare un pomeriggio in cui non ci sia altro da vedere. Due stelle e mezzo.
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