|
|
storie di cinema
|
giovedì 12 marzo 2015
|
the repairman, il cinema che fa bene all'italia
|
|
|
|
Paolo Mitton è un nome che vi dirà poco. Eppure questo quarantenne torinese ha già partecipato come tecnico agli effetti speciali di grandi titoli come Harry Potter, Troy e La fabbrica di cioccolato. The repairman è la sua opera prima che, dopo due anni dalla realizzazione, arriva finalmente sul grande schermo. Problemi con la distribuzione - questione piuttosto complicata dalle nostre parti - e problemi scaturiti dalle lungaggini indotte dalla partecipazione a vari festival cinematografici in giro per il mondo, tra Italia, Inghilterra – Londra - e Cina – Shanghai.
[+]
Paolo Mitton è un nome che vi dirà poco. Eppure questo quarantenne torinese ha già partecipato come tecnico agli effetti speciali di grandi titoli come Harry Potter, Troy e La fabbrica di cioccolato. The repairman è la sua opera prima che, dopo due anni dalla realizzazione, arriva finalmente sul grande schermo. Problemi con la distribuzione - questione piuttosto complicata dalle nostre parti - e problemi scaturiti dalle lungaggini indotte dalla partecipazione a vari festival cinematografici in giro per il mondo, tra Italia, Inghilterra – Londra - e Cina – Shanghai. Quello di Mitton è un progetto che nasce da un'idea semplice, schietta e, a dir suo, dai tratti marcatamente autobiografici. Scanio (Daniele Savoca) è un ragazzo di trent'anni che non ha concluso gli studi d'ingegneria. Abita in una vecchia casa e si guadagna da vivere riparando macchine da caffè, lavoro che svolge con lentezza, competenza e una certa passione. Scanio ha un carattere difficile; è timido, introverso, e lo è sia con gli amici che, in maniera ancor più problematica, con le ragazze. Arriverà l'amore ( Hannah Croft). Un amore sincero che gli cambierà la vita, senza tuttavia alleviare quella difficile condizione di precario e senza intaccare le basi della sua determinazione fuori controllo, sovente fastidiosa e paranoica. Un pacato racconto di provincia, quindi, che, in verità, ha ben poco di provinciale. Sì perché la prima cosa che viene in mente osservando The repairman è il suo porsi concettualmente fuori dagli schemi della commedia made in Italy del momento, fatta di tanto rumore e di una sostanza altalenante tendente spesso verso il basso. Mitton riesce a creare un'autentica relazione tra diversi elementi essenziali ma, allo stesso tempo, carichi d'espressività ed efficacia: atmosfere d'autore, tonalità accese, paesaggi geometrici, umorismo garbato. Tra i capitoli di questa pellicola si nasconde una volontà che non si affida mai completamente alle sorti della semplice narrazione o al mero movimento dei personaggi all’interno delle vicende stesse. Lunghe inquadrature, una lentezza armoniosa, il porre l’accento sulla spontaneità delle espressioni e dei movimenti, sono tutti elementi che inducono lo spettatore ad analizzare la persona di Scanio, a percepirne l’umanità, la stravaganza, la goffaggine quasi bambinesca. Quella profondità, insomma, che non ti aspetti da un esordio “fatto in casa”, per dirla con le parole di Mitton stesso. Il regista non va alla ricerca di trucchi o sofisticazioni; la sua è una regia curata, quasi mai sopra le righe, caratterizzata da ottime finiture e priva di quegli artifici che cercano a tutti i costi l’incredulità, il colpo di scena o lo stupore di chi guarda. Tuttavia questa struttura che vanta carattere, buona tecnica e un' esposizione omogenea si esprime con un linguaggio che, in poco tempo, esaurisce il suo messaggio esistenziale centrale, bruciando forse un po' troppo in fretta quella virtù in grado di trasmettere profondità e carattere alla pellicola. Non è una caso, quindi, se la scelta adoperata di non superare i novanta minuti, in questa ottica, ci sembra assai azzeccata. Accennavamo agli effetti speciali: Mitton li inserisce, ma senza farne una bandiera. Spiccano tra tutti un’anatra che vola tra le campagne torinese e una visionaria premiazione in TV degna di Forrest Gump. In conclusione diciamo che The repairman è un buon film che merita considerazione perché è frutto di una passione sincera che nel nostro Paese manca ormai da troppi anni. È e rimarrà un progetto di modeste ambizioni, quindi a suo modo incapace di risollevare le sorti di un cinema – quello indipendente italiano – in profonda crisi, ma lo stesso importante come simbolo di volontà e come esempio di un modello artistico che parte dal basso, che crede nei propri mezzi e che infine, contro ogni aspettativa, riesce ad emergere e, si spera, a proliferare.
[-]
[+] bel film indipendente e poetico...
(di reverendgunnar)
[ - ] bel film indipendente e poetico...
[+] un bel film indipendente
(di paolo d)
[ - ] un bel film indipendente
|
|
|
[+] lascia un commento a storie di cinema »
[ - ] lascia un commento a storie di cinema »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
maluila
|
mercoledì 18 marzo 2015
|
un film "specchio"
|
|
|
|
Un film delicato...lo spettatore entra come in punta di piedi nella vita dei personaggi godendo della loro quotidianità e delle loro vicende. E' naturale la simpatia che nasce per il protagonista così come il rammarico per la sua incapacità a dare una svolta positiva alla sua vita. Un film "specchio" che fa riflettere su quante volte abbiamo perso delle occasioni perchè troppo concentrati sui nostri mali...Bello e lo consiglio!
|
|
|
[+] lascia un commento a maluila »
[ - ] lascia un commento a maluila »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
lukar
|
martedì 17 marzo 2015
|
slow come dovrebbe!
|
|
|
|
Decisamente un'opera destinata a lasciare il segno. Il regista ha osato con successo nella ricerca di un messaggio nuovo. Disallineandosi dalla commedia "all'italiana" rende comunque lustro alla settima arte nostrana, non solo mediante l'eccelente tecnica che traspare dalla pellicola ma soprattutto grazie al profondo significato che con forza comunica. Con semplicità, lo spettatore è accompagnato alla naturale condivisione del concetto del vivere "slow", laddove ancora e sempre più diffusamente c'è chi si ostina a correre veloce. Una società, spesso troppo cinica, che guarda al nuovo dimenticandosi di quanto prezioso sia il vecchio che, proprio per il suo valore insito, con cura potrebbe - anzi dovrebbe - essere riparato.
[+]
Decisamente un'opera destinata a lasciare il segno. Il regista ha osato con successo nella ricerca di un messaggio nuovo. Disallineandosi dalla commedia "all'italiana" rende comunque lustro alla settima arte nostrana, non solo mediante l'eccelente tecnica che traspare dalla pellicola ma soprattutto grazie al profondo significato che con forza comunica. Con semplicità, lo spettatore è accompagnato alla naturale condivisione del concetto del vivere "slow", laddove ancora e sempre più diffusamente c'è chi si ostina a correre veloce. Una società, spesso troppo cinica, che guarda al nuovo dimenticandosi di quanto prezioso sia il vecchio che, proprio per il suo valore insito, con cura potrebbe - anzi dovrebbe - essere riparato.
Con maestria sono intercalati nella trama passaggi brillanti e spiritosi che certamente non mancano di rendere ancora più piacevole la visione di questa splendida storia che, ancor più grazie alle sue intriganti contraddizioni, profuma di moderna attualità.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a lukar »
[ - ] lascia un commento a lukar »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
gloria
|
martedì 17 marzo 2015
|
the repairman, diatriba sul diritto della felicità
|
|
|
|
Una commedia moderna di un regista italiano che vive a Londra e che si rifà alle leggende nordiche e che ha capito bene Pirandello. Una atmosfera tra il comico e il drammatico semplicemente perché la vita è così, che ti riporta, per chi conosce e ha visto i vecchi film da bambino, nella raffigurazione di Scanio Libertetti (uomo che si rifugia nella fantasia per paura della vita come risulta chiaro dallo struggente dialogo con l'insegnante di scuola guida e la sociologa inglese Helena) con Elwood, simbolo della sua umanità. Scanio (Daniele Savoca) non può paragonarsi a Elwwood (James Stewart), ma nei suoi occhi si legge benissimo la disperazione di chi è incompreso dagli altri e quasi convince lo spettatore che la scelta di rifugiarsi nella fantasia è ottima.
[+]
Una commedia moderna di un regista italiano che vive a Londra e che si rifà alle leggende nordiche e che ha capito bene Pirandello. Una atmosfera tra il comico e il drammatico semplicemente perché la vita è così, che ti riporta, per chi conosce e ha visto i vecchi film da bambino, nella raffigurazione di Scanio Libertetti (uomo che si rifugia nella fantasia per paura della vita come risulta chiaro dallo struggente dialogo con l'insegnante di scuola guida e la sociologa inglese Helena) con Elwood, simbolo della sua umanità. Scanio (Daniele Savoca) non può paragonarsi a Elwwood (James Stewart), ma nei suoi occhi si legge benissimo la disperazione di chi è incompreso dagli altri e quasi convince lo spettatore che la scelta di rifugiarsi nella fantasia è ottima.
La scena gioca e diverte con espedienti normali e conformi alla realtà: il rapporto con la padrona di casa, il colloquio di lavoro, la spesa al supermercato di provincia, la casa di Helena vuota di bellezza ma colma di speranze. E' proprio Scanio che pone degli interrogativi, rinchiuso nelle sue motivazioni personali e le problematiche della società in cui vive. Intelligentemente è forse qui il punto cruciale del film che trasmette divertimento e allegria, ma anche incertezza e dubbio, sublima la figura del "fool" in una diatriba sul diritto alla felicità e all'anticonformismo.
La scelta dell'ambientazione, tra le Langhe e la provincia piemontese, ha regalato una fotografia unica al nuovo cinema italiano perché non è scontata. Gli attori hanno fatto capire che il cinena sta nella naturalezza delle espressioni e del vivere quotidiano senza tanti pizzi e merletti, linguaggio accattivante e abiti d'alta moda.
La scelta della musica originale composta con strumenti inusuali per il cinema d'ambientazione italiana è caduta su Alan Brunetta (marimba) e Ricky Mantoan (pedal steel guitar e dobro)ed è una ulteriore risposta della visione originale della cinematografia da parte di Paolo Mitton, grande talento di un cinema per il quale vedo un bel futuro.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a gloria »
[ - ] lascia un commento a gloria »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
co(o)lt
|
mercoledì 18 marzo 2015
|
agrodolce!
|
|
|
|
Niente effetti speciali, anatra arrosto a parte!, nessun super eroe né storie strazianti di casi umani borderline. Una storia che potrebbe essere la mia, o quella del mio amico o del mio vicino di casa, a sostegno di una normalità ormai talmente unica da sembrare anormale, a qualcuno Scanio parrà addirittura una sorta di disadattato. Disadattato perché pensa che tutto si possa riparare, prima di fare un nuovo rifiuto, perché osserva come la meraviglia dell'era moderna con la sua tecnologia possa influire negativamente sulla salute, perché alla vita "normale" che vorrebbero per lui amici e compagna lui, forse forse, preferisce quella che potrebbe fare occupando lo spazio della stanza di là, dove poter creare e fare ciò che gli viene meglio.
[+]
Niente effetti speciali, anatra arrosto a parte!, nessun super eroe né storie strazianti di casi umani borderline. Una storia che potrebbe essere la mia, o quella del mio amico o del mio vicino di casa, a sostegno di una normalità ormai talmente unica da sembrare anormale, a qualcuno Scanio parrà addirittura una sorta di disadattato. Disadattato perché pensa che tutto si possa riparare, prima di fare un nuovo rifiuto, perché osserva come la meraviglia dell'era moderna con la sua tecnologia possa influire negativamente sulla salute, perché alla vita "normale" che vorrebbero per lui amici e compagna lui, forse forse, preferisce quella che potrebbe fare occupando lo spazio della stanza di là, dove poter creare e fare ciò che gli viene meglio. La tristezza di questo film sta nello sguardo di chi non ha compreso che, alla fine, lo spazio di là con i nostri affetti e con i propri obiettivi, per la realizzazione propria ma sempre con l'attenzione al bene di chi ci sta accanto, può rendere felici. Scanio non è un disadattato. The Repairman sottolinea la distanza abissale fra una società moderna e l'essenza reale dell'essere umano. Che non è un sottoprodotto di una multinazionale. Ma è un essere umano e basta. Con tutte le sue sfaccettature.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a co(o)lt »
[ - ] lascia un commento a co(o)lt »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
pfazzo
|
venerdì 27 marzo 2015
|
questa storia inizia con un'anatra...
|
|
|
|
Questa storia inizia con un'anatra che sorvola una pianura elettrificata e industriale, e prosegue con un personaggio che sembra sorvolare gli eventi che tentano di attorniarlo e sopraffarlo. Ancora come le anatre, ma quelle di Paperopoli, l'eroe della storia ha un unico legame famigliare, un suo zio, con il quale condivide il rituale piu' antico e nostalgico, quello della pizza bianca. Il suo legame sentimentale e' invece quello con una ragazza che ha conosciuto nell'unico modo che in una storia del genere puo' aver senso, ovvero come effetto collaterale di una crisi idraulica. Una ragazza non di Alba, ma inglese. Mentre tutti i suoi amici farneticano e freneticano presi dalle tappe forzate di una vita scandita dalle classiche tappe della convenzione, lui indugia con il suo sguardo placidamente ironico, rifiutandosi di trascendere dai ritmi del suo mondo (un mondo rimasto confinato nei pressi della Pangea) e rinuncia ad evolversi, almeno nel modo in cui vorrebbero gli altri.
[+]
Questa storia inizia con un'anatra che sorvola una pianura elettrificata e industriale, e prosegue con un personaggio che sembra sorvolare gli eventi che tentano di attorniarlo e sopraffarlo. Ancora come le anatre, ma quelle di Paperopoli, l'eroe della storia ha un unico legame famigliare, un suo zio, con il quale condivide il rituale piu' antico e nostalgico, quello della pizza bianca. Il suo legame sentimentale e' invece quello con una ragazza che ha conosciuto nell'unico modo che in una storia del genere puo' aver senso, ovvero come effetto collaterale di una crisi idraulica. Una ragazza non di Alba, ma inglese. Mentre tutti i suoi amici farneticano e freneticano presi dalle tappe forzate di una vita scandita dalle classiche tappe della convenzione, lui indugia con il suo sguardo placidamente ironico, rifiutandosi di trascendere dai ritmi del suo mondo (un mondo rimasto confinato nei pressi della Pangea) e rinuncia ad evolversi, almeno nel modo in cui vorrebbero gli altri. A lui il suo mondo in fondo piace cosi'.
Ho visto questo film al Nuovo Cinema Aquila di Roma ed e' stata davvero una bella sorpresa. Da tempo non vedevo un film nostrano cosi' ben bilanciato, con una calligrafia cosi' netta sia nei toni che nei movimenti di macchina e nella recitazione degli attori; specie qui da noi dove spesso ci si abbandona agli istrionismi di questo o quel caratterista, scorciatoie che possono pagare con una risata occasionale ma che alla lunga rendono la cadenza del racconto tutta sgangherata. Credo sia un film che vada sostenuto e di cui bisogna continuare a parlare, parlare, parlare... senno' non lamentiamoci se poi a Natale, quando i campanelli fringuellano, tutti sono piu' buoni e la nonna ci ha intasato con i suoi manicaretti, guardare le commediole scaciarate dei figli d'arte a digestione in corso ci fa stare veramente male.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a pfazzo »
[ - ] lascia un commento a pfazzo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
a.m.a.
|
giovedì 19 marzo 2015
|
una bella sorpresa, quella di "the repairman".
|
|
|
|
Una pellicola semplice e genuina per una storia deliziosa che esalta la "lentezza" del suo protagonista.
In un periodo durante il quale sembra esserci solo posto per la risata sguaiata indotta dalla moderna commedia italiana, Scanio e gli altri personaggi di questo film fanno sorridere - rimandando al famoso "british humor", per cui c'è sempre meno spazio - e raccontano una storia intelligente e non banale. Bravissimi attori e un copione con battute semplici ma ad effetto.
Una bella sorpresa, insomma!
|
|
|
[+] lascia un commento a a.m.a. »
[ - ] lascia un commento a a.m.a. »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
harmonica1992
|
giovedì 19 marzo 2015
|
commedia divertente, intelligente e non banale
|
|
|
|
The Repairman è un film atipico. E' un prodotto italiano, ma se non fosse per l'ambientazione e i personaggi piemontesi, non si direbbe. Regia, sceneggiatura e fotografia (splendida) esulano da quello che è l'immaginario da commedia italiana. Non aspettatevi dunque soluzioni facilmente immaginabili o un ritmo forsennato, Paolo Mitton ha infatti confezionato un prodotto intelligente e delicato. Grande merito anche all'attore protagonista Daniele Savoca, che offre un'interpretazione studiata nei minimi dettagli (osservate l'spressione e la camminata del personaggio, poi cercate un video su youtube e paragonatele a quelle dell'attore). Peccato che un film indipendente, seppur ottimamente recensito, abbia poco spazio.
[+]
The Repairman è un film atipico. E' un prodotto italiano, ma se non fosse per l'ambientazione e i personaggi piemontesi, non si direbbe. Regia, sceneggiatura e fotografia (splendida) esulano da quello che è l'immaginario da commedia italiana. Non aspettatevi dunque soluzioni facilmente immaginabili o un ritmo forsennato, Paolo Mitton ha infatti confezionato un prodotto intelligente e delicato. Grande merito anche all'attore protagonista Daniele Savoca, che offre un'interpretazione studiata nei minimi dettagli (osservate l'spressione e la camminata del personaggio, poi cercate un video su youtube e paragonatele a quelle dell'attore). Peccato che un film indipendente, seppur ottimamente recensito, abbia poco spazio. Meriterebbe molta più visibilità.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a harmonica1992 »
[ - ] lascia un commento a harmonica1992 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
maluila
|
mercoledì 18 marzo 2015
|
un film "specchio"
|
|
|
|
The Repairman è un film delicato...lo spettatore entra nelle vite dei personaggi in punta di piedi, godendo della loro quotidianità e delle loro vicende. E' naturale la simpatia che nasce per il protagonista, come lo è il rammarico per la sua incapacità a dare un'effettiva svolta in positivo alla sua vita...Un film "specchio"...quante volte abbiamo perso delle occasioni pur avendocele sotto gli occhi, ma troppo concentrati sui nostri mali? Bello e lo consiglio.
|
|
|
[+] lascia un commento a maluila »
[ - ] lascia un commento a maluila »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
sab55
|
mercoledì 18 marzo 2015
|
insolito
|
|
|
|
Bisogna essere capaci di uscire dai soliti schemi, capaci di vivere una storia con lunghi respiri, in cui pause e accelerazioni sono la cornice degli eventi. Una bella fotografia e un sapiente melange di quotidianità e giochi fuori dagli schemi, per una trama insolita . Nato da una storia di collaborazione e amicizia degli autori, fra scorci di provincia e situazioni un poco surreali, ci trasporta nella vita di un uomo apparentemente incompiuto e semplice che si interroga purtuttavia e prosegue un cammino inconsueto che lo porterà in dimensioni impreviste, malinconiche e a volte semplicemente divertenti. Da non perdere.
|
|
|
[+] lascia un commento a sab55 »
[ - ] lascia un commento a sab55 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|