|
peppe.simeone
|
giovedì 3 novembre 2011
|
"ogni giorno conta, se lo fai contare"
|
|
|
|
"C'era una volta..." un bambino morto, che racconta la favola di una malattia diventata status sociale. L'AIDS, il male incurabile, che in un paesino sperduto tra le montagne cinesi, in cui la città è un miraggio, condannerà le vite di alcuni degli abitanti, fra cui quelle giovanissime di Qinqin e Diyao: entrambi sposati e ripudiati dai rispettivi coniugi, troveranno nel loro amore l'unica ragione di vita.
Una favola bellissima e struggente, dove il sogno si mischia alla realtà. Bisogna guardare con attenzione questo capolavoro del cinema orientale, dove l'inevitabile e grandioso dramma classico, che esplode con forza in momenti di pura poesia nelle sequenze finali, si accorda perfettamente con un rassicurante, anche se metafisico e quindi "lontano", messaggio di speranza e ottimismo.
[+]
"C'era una volta..." un bambino morto, che racconta la favola di una malattia diventata status sociale. L'AIDS, il male incurabile, che in un paesino sperduto tra le montagne cinesi, in cui la città è un miraggio, condannerà le vite di alcuni degli abitanti, fra cui quelle giovanissime di Qinqin e Diyao: entrambi sposati e ripudiati dai rispettivi coniugi, troveranno nel loro amore l'unica ragione di vita.
Una favola bellissima e struggente, dove il sogno si mischia alla realtà. Bisogna guardare con attenzione questo capolavoro del cinema orientale, dove l'inevitabile e grandioso dramma classico, che esplode con forza in momenti di pura poesia nelle sequenze finali, si accorda perfettamente con un rassicurante, anche se metafisico e quindi "lontano", messaggio di speranza e ottimismo.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a peppe.simeone »
[ - ] lascia un commento a peppe.simeone »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
renato volpone
|
giovedì 3 novembre 2011
|
la malattia, la paura, il dolore
|
|
|
|
La malattia, la paura del contagio, la morte, la diffidenza, la sofferenza, l'amore grande del donarsi all'altro. Un film che può essere collocato in ogni tempo, attualissimo anche se rurale e antico. Quasi incomprensibile al suo inizio, ma ti entra dentro nel suo svilupparsi e soffri per questa coppia che si forma, che tutti osteggiano, che tutti isolano, ma che nella grandezza del loro amore affronta la salvezza dalla morte e poi la morte stessa. Grigio, ma colorato e intenso, come il sangue rosso che esce da sotto la porta azzurra, dolce come la voce narrante che appartiene ad un bimbo dodicenne già morto, ma che vive per accogliere chi morirà.
[+]
La malattia, la paura del contagio, la morte, la diffidenza, la sofferenza, l'amore grande del donarsi all'altro. Un film che può essere collocato in ogni tempo, attualissimo anche se rurale e antico. Quasi incomprensibile al suo inizio, ma ti entra dentro nel suo svilupparsi e soffri per questa coppia che si forma, che tutti osteggiano, che tutti isolano, ma che nella grandezza del loro amore affronta la salvezza dalla morte e poi la morte stessa. Grigio, ma colorato e intenso, come il sangue rosso che esce da sotto la porta azzurra, dolce come la voce narrante che appartiene ad un bimbo dodicenne già morto, ma che vive per accogliere chi morirà. Un film che può spaventare, ma che deve far riflettere. Bravissimi gli attori tutti. Grande regia
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a renato volpone »
[ - ] lascia un commento a renato volpone »
|
|
d'accordo? |
|
|
|