Pang Ho-Cheung firma forse il suo film più ambizioso con questo "Dream Home", film di denuncia contro la speculazione immobiliare selvaggia di Honk Kong (e non solo). Le scene di violenza sono particolarmente estreme e fantasiose, non prive di un sottile umorismo nero ed entreranno nella storia del festival. Altrettanto riuscita è la parte drammatica dove il regista racconta le violenza politica e sociale delle classi dominanti contro la parte più povera della società, costretta in mille modi, leciti e illeciti, a lasciare la propria abitazione per permettere agli speculatori di radere al suolo le case per ricostruirle e poi chiedere prezzi esorbitanti.
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Pang Ho-Cheung firma forse il suo film più ambizioso con questo "Dream Home", film di denuncia contro la speculazione immobiliare selvaggia di Honk Kong (e non solo). Le scene di violenza sono particolarmente estreme e fantasiose, non prive di un sottile umorismo nero ed entreranno nella storia del festival. Altrettanto riuscita è la parte drammatica dove il regista racconta le violenza politica e sociale delle classi dominanti contro la parte più povera della società, costretta in mille modi, leciti e illeciti, a lasciare la propria abitazione per permettere agli speculatori di radere al suolo le case per ricostruirle e poi chiedere prezzi esorbitanti. Quello che forse non è perfettamente calibrato è l'unione di queste due parti del film, anche se la scelta della narrazione non lineare (a flasback), è sicuramente vincente.
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