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jean2012
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mercoledì 22 ottobre 2014
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il 75 % dell'energia del pianeta ad un uomo che ve
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Questo film è proprio di fantascienza, il 75 % dell'energia mondiale dipende da un uomo che dopo 10 minuti di film vede cose inesistenti?????
il destino della terra è in mano a un uomo solo, che dopo 10 minuti di film vede una donna che non esiste seduta con lui, poi esce3 per un carico della suddetta energia e distrugge un carro da raccolta ????????? Il destino della terra è finito in mano di uno schizzofrenico.......
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brando fioravanti
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lunedì 19 maggio 2014
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copiato ma bello
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Non si può negare che il film si sia ispirato ad altri in modo evidente, ma la crisi di identità è decisamente originale è ben descritta. La claustrofobia e il distacco dai propri cari non sono da meno. Ben interpretato e una discreta regia
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jacopo b98
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lunedì 5 maggio 2014
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un piccolo grandissimo film!
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Sam Bell (Rockwell) è un operaio della Lunar Industries e sta per tornare sulla Terra dal satellite dopo un contratto di tre anni. Quando mancano solo 15 giorni al suo rientro comincia ad avere delle strane visioni e allucinazioni. Un giorno, durante un’operazione sulla superficie lunare, ha un incidente e rimane bloccato moribondo all’interno del proprio mezzo di trasporto. Quando si sveglia in infermeria in suo computer Gertie (magistralmente doppiato da Kevin Spacey) gli comunica che ha avuto un incidente e che è riuscito a recuperarlo. Dopo una lunga convalescenza Sam torna a fare il suo lavoro e, quando si imbatte nell’automezzo in cui aveva avuto l’incidente, ha la brillante idea di guardarci dentro.
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Sam Bell (Rockwell) è un operaio della Lunar Industries e sta per tornare sulla Terra dal satellite dopo un contratto di tre anni. Quando mancano solo 15 giorni al suo rientro comincia ad avere delle strane visioni e allucinazioni. Un giorno, durante un’operazione sulla superficie lunare, ha un incidente e rimane bloccato moribondo all’interno del proprio mezzo di trasporto. Quando si sveglia in infermeria in suo computer Gertie (magistralmente doppiato da Kevin Spacey) gli comunica che ha avuto un incidente e che è riuscito a recuperarlo. Dopo una lunga convalescenza Sam torna a fare il suo lavoro e, quando si imbatte nell’automezzo in cui aveva avuto l’incidente, ha la brillante idea di guardarci dentro. E trova…se stesso. Uguale, identico, come se dopo l’incidente non fosse mai stato mosso e non fosse mai stato curato in infermeria. Sceneggiato da Nathan Parker da un soggetto del regista, esordiente figlio di David Bowie, Moon è uno degli eventi cinematografici più eccezionali del 2009. È un film di fantascienza a basso costo (5 milioni di dollari), insomma a tutti gli effetti un film indipendente. Quest’anno è davvero una grande annata per la fantascienza: tra questa chicca e il District 9 di Blomkamp diciamo che possiamo anche essere soddisfatti! Infatti questo film di Duncan Jones è uno degli sci-fi più originali degli ultimi anni, straordinario nel descrivere la vita sulla Luca, si ispira principalmente alla fantascienza di Scott e Kubrik, imitando specie nelle scenografie e nelle musiche, i capolavori dei due cineasti. Ma in realtà Moon è un film profondamente originale, che verrà inevitabilmente plagiato in futuro (l’avete visto Oblivion? Ecco qua da dove saltavano fuori tutti quei Tom Cruise!), e lascerà un segno indelebile nel cinema fantascientifico moderno. Perché in questo film non sono gli effetti speciali a farla da padroni, una volta tanto. Ma sono i dialoghi, i personaggi, le musiche magistrali di Clint Mansell, la performance intensa di Sam Rockwell che meriterebbe di essere promosso a protagonista più spesso. Quella di Jones è una fantascienza vecchio stile, perciò fuori moda. Ma, visti i poveri risultati ottenuti dalla fantascienza moderna, personalmente ritengo che forse un ritorno a questo tipo di fantascienza non sia una cattiva idea. Bravo Duncan Jones: il tuo Moon è una perla, commovente, drammatico, ma anche assolutamente creativo. Grande cinema!
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carlo vecchiarelli
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domenica 6 aprile 2014
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uomo contro uomo dal figlio di starman
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L’ uomo, le macchine e l’universo, un insieme allo stesso tempo lirico e crudele, come lo sono i sogni e il cinismo della specie umana. “I am the one and only” canta la sveglia di Sam Bell, unica parvenza umana nella stazione Selène, che ha il compito di estrarre il gas Helium 3 per una corporation energetica sulla Luna.
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L’ uomo, le macchine e l’universo, un insieme allo stesso tempo lirico e crudele, come lo sono i sogni e il cinismo della specie umana. “I am the one and only” canta la sveglia di Sam Bell, unica parvenza umana nella stazione Selène, che ha il compito di estrarre il gas Helium 3 per una corporation energetica sulla Luna. In un futuro non troppo lontano, da tre anni l’astronauta comunica con la famiglia solo via video, ma è alla fine del suo contratto e l’attesa sta per terminare. A fare compagnia all’uomo c’è Gerty, computer di bordo tuttofare, che ricorda H.A.L. 9000, prima delle tante citazioni ai grandi classici fantascientifici che rendono omaggio a Stanley Kubrick, Ridley Scott e Andrei Tarkovskij. La purezza del bianco della base lunare ricorda infatti la stazione di ”2001: odissea nello spazio”, le atmosfere ambigue sono tipiche di ”Blade Runner” e la solitudine sconfortante del protagonista si avvicina alla psicologia che muove i fili di “Solaris”.
Anche nello spazio extraterrestre il principale nemico dell’uomo è l’uomo stesso, che non pago del progresso acquisito ricade nei suoi errori primordiali, dimenticando l’etica per il triste scopo del profitto. E’ questo il tema di fondo che pur appena accennato riecheggia in tutta la storia, lasciando allo spettatore un retrogusto amaro.
La monotona routine e le verità apparenti sono infatti scardinate da un casuale incidente, mettendo Sam di fronte al proprio dramma. In una disgustosa sensazione di mancata unicità, egli scoprirà di non essere altro che una copia, un clone dalla durata limitata, i cui sentimenti e ricordi personali si riducono a realtà antiche e oramai fittizie. Per i dirigenti del colosso energetico che gestiscono le attività dalla terra, Sam Bell non è molto differente da Gerty, è solo una pedina da sostituire appena le sue capacità si logoreranno, alla mercè di una logica utilitaristica in cui l’umanità perde il suo senso più profondo. In un crescendo drammatico il protagonista ( interpretato dall’ineccepibile Sam Rockwell ) cercherà in tutti i modi di aggrapparsi a barlumi di coscienza che giustifichino la sua stessa esistenza, cercando nel senso di giustizia la forza di resistere a questo sistema perverso.
L’opera prima del regista Duncan Jones ( figlio del musicista David Bowie ) è una piccola perla del cinema indipendente, costato 5 milioni di dollari ed interamente realizzato dentro uno studio di produzione con il vecchio sistema dei modellini. Il risultato è un film che riesce ad unire spettacolarizzazione e analisi introspettiva di grande livello, sorprendente per come si relaziona ai grandi classici del genere senza esserne debitore, che cela una preparazione e una chiarezza di idee notevoli, basti citare la raffinata attenzione data alla colonna sonora, opera di Clint Mansell, che è colonna portante delle principali tematiche del film. L’augurio che si auspica a questo giovane regista è che, continuando a parlare dell’uomo, delle sue paure, dei suoi sentimenti e delle sue amenità, continui ad esternare sempre più il proprio talento, ricalcando le orme che hanno fatto grandi tanti registi, sempre con il nobile intento di farci riflettere.
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sig. fail
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lunedì 10 febbraio 2014
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l' unica falla.
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Questo film ha una trama che senza dubbio, fin dai primi dieci minuti, attira lo spettatore, sia per il mistero che si instaura subito nel film, che coinvolge il pubblico rendendolo curioso di come si svolgeranno gli eventi, sia per quanto riguarda la drammaticità, poichè da subito da modo di pensare e riflettere su quella che è la natura del clone. Se non fosse però per una condizione che ha dovuto imporre il regista per dar modo alla trama di avere un punto di svolta, e qui si trova la piccola grande " falla " nel film, cioè che la macchina dà degli aiuti al/ai protagonista/i quasi come se provasse dei sentimenti, il che pur essendo il film fantascientifico lo rende troppo distaccato dalla realtà.
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Questo film ha una trama che senza dubbio, fin dai primi dieci minuti, attira lo spettatore, sia per il mistero che si instaura subito nel film, che coinvolge il pubblico rendendolo curioso di come si svolgeranno gli eventi, sia per quanto riguarda la drammaticità, poichè da subito da modo di pensare e riflettere su quella che è la natura del clone. Se non fosse però per una condizione che ha dovuto imporre il regista per dar modo alla trama di avere un punto di svolta, e qui si trova la piccola grande " falla " nel film, cioè che la macchina dà degli aiuti al/ai protagonista/i quasi come se provasse dei sentimenti, il che pur essendo il film fantascientifico lo rende troppo distaccato dalla realtà.
Sig. Fail
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thecroz
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mercoledì 15 gennaio 2014
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raro film di fantascienza degli ultimi anni
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Mi piacciono i film di fantascienza evocativa, per intenderci alla 2001 Odissea nello spazio, Solaris, diverse puntate della vecchia serie televisiva di Spazio 1999... Posso dire che con questo film ho ritrovato il piacere di guardare dell'ottima fantascienza. Grande prova di Sam Rockwell che si misura con una sceneggiatura da monologo, vedrei bene una trasposizione teatrale. Davvero un bel film del figlio dell'uomo che cadde sulla terra...
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onufrio
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martedì 7 gennaio 2014
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un tecnico (stra)lunato
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Sam Bell è un tecnico che lavora sulla Luna, dove una grossa ditta fornisce energia elettrica alla Terra, l'operaio è contento perchè fra due settimane tornerà a casa e potrà riabbracciare la figlia e la moglie, ma durante un controllo ai macchinari qualcosa và storto, Sam ha un incidente e viene ricoverato, al suo risveglio si ritrova non più col solito Gerty l'amico robot, ma con la presenza di un altro essere umano, il suo nome è Sam Bell. Il nostro protagonista dunque cade in crisi d'esistenza, voglioso di tornare a casa, come del resto anche l'altro Sam Bell, appena arrivato dalla Terra per sostituire se stesso. Insomma, è più facile da vedere che da spiegare questo film che comunque risulta ottimo nel suo genere, un pò di rammarico per il finale che viene chiuso in modo un pò troppo frettoloso lasciando il punto interrogativo su quali conseguenze avrà portato la scelta compiuta dal nostro protagonista.
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cicciopasticcio7
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sabato 2 novembre 2013
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un piccolo capolavoro
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Moon è il film d'esordio di Duncan Jones, figlio di David Bowie. la trama è trascinante e carica di una forza emotiva unica.
Questa pellicola fa capire come per fare un grande film non servono budget esorbitanti se si hanno buone idee.
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stefano bruzzone
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domenica 13 ottobre 2013
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chicca noiosa
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se guardate Moon con l'occhio dello spettatore classico convinto di godersi, pop corn alla mano, un bel film di fantascienza con un buon cast, vi ammazzarete di noia e, probabilmente,abbandonerete a metà pellicola. Moon è una chicca teatrale "one man show" dove per quasi 2 ore si sente parlare un robot (stile Hal 9000) e un solitario astronauta il quale, dopo un incidente, comincia ad avere strane allucinazioni. Dimenticatevi Kevin Spacey lui presta solo la voce al computer. Personalmente non mi piacciono i films di questo genere, ma devo riconoscere che è fatto molto bene soprattutto se consideriamo che è stato girato con un computer in un piccolo teatro di posa e con solo 5 milioni di dollari di budget.
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se guardate Moon con l'occhio dello spettatore classico convinto di godersi, pop corn alla mano, un bel film di fantascienza con un buon cast, vi ammazzarete di noia e, probabilmente,abbandonerete a metà pellicola. Moon è una chicca teatrale "one man show" dove per quasi 2 ore si sente parlare un robot (stile Hal 9000) e un solitario astronauta il quale, dopo un incidente, comincia ad avere strane allucinazioni. Dimenticatevi Kevin Spacey lui presta solo la voce al computer. Personalmente non mi piacciono i films di questo genere, ma devo riconoscere che è fatto molto bene soprattutto se consideriamo che è stato girato con un computer in un piccolo teatro di posa e con solo 5 milioni di dollari di budget.
Voto: 7
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eusts
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lunedì 10 giugno 2013
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assolutamente da vedere
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uno dei pochi film "degni" degli ultimi anni
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