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bruno leonardini
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mercoledì 18 maggio 2011
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scialbo e piatto
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Mi stupisce il fatto che questo film abbia ricevuto critiche positive. Il film è senza musiche, il che non costituisce un demerito, ma questa scelta avrebbe dovuto far ricercare le atmosfere, attraverso una storia sostanziosa e ben diretta. Benchè i film lenti, possono avere una loro bellezza e profondità, REVANCHE è un film dilatato, un film che sarebbe potuto durare 30 minuti, se il regista avrebbe dato un ritmo superiore. Per questo, le due ore di film appaiono interminabili, lente e noiose. La storia, pur interessante, è raccontata in maniera troppo arida per essere piacevole. Del resto il cinema è sogno, è viaggiare con la fantasia, è musica, immagini; tutti elementi di cui Revanche è privo.
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Mi stupisce il fatto che questo film abbia ricevuto critiche positive. Il film è senza musiche, il che non costituisce un demerito, ma questa scelta avrebbe dovuto far ricercare le atmosfere, attraverso una storia sostanziosa e ben diretta. Benchè i film lenti, possono avere una loro bellezza e profondità, REVANCHE è un film dilatato, un film che sarebbe potuto durare 30 minuti, se il regista avrebbe dato un ritmo superiore. Per questo, le due ore di film appaiono interminabili, lente e noiose. La storia, pur interessante, è raccontata in maniera troppo arida per essere piacevole. Del resto il cinema è sogno, è viaggiare con la fantasia, è musica, immagini; tutti elementi di cui Revanche è privo.
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reservoir dogs
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lunedì 1 novembre 2010
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comprendere la scelta
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Alex lavora come buttafuori in un night club s'innamora ricambiato di una prostituta che lavora con lui, lei ha molti debiti e per sanarli deve continuare a fare quel lavoro quallido ma remunerativo.
Lui invece medita una rapina per scappare con lei, lei accetta il fatto che lui compia il reato solo se lei lo accompagnerà...ci sarà uno scontro con un poliziotto che mirerà alla ruota della macchina in fuga ma colpirà la donna che morirà.
Scolvolto della morte di lei Alex viene a conoscenza dell'identità del poliziotto e nella casa dello zio medita la vendetta.
Vi è una forte fotogenia, una profonda armonia tra il soggetto in questo caso Alex e l'ambiente circostante come nei film di Antonioni basti pensare a "Deserto rosso" o "Professione: Reporter".
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Alex lavora come buttafuori in un night club s'innamora ricambiato di una prostituta che lavora con lui, lei ha molti debiti e per sanarli deve continuare a fare quel lavoro quallido ma remunerativo.
Lui invece medita una rapina per scappare con lei, lei accetta il fatto che lui compia il reato solo se lei lo accompagnerà...ci sarà uno scontro con un poliziotto che mirerà alla ruota della macchina in fuga ma colpirà la donna che morirà.
Scolvolto della morte di lei Alex viene a conoscenza dell'identità del poliziotto e nella casa dello zio medita la vendetta.
Vi è una forte fotogenia, una profonda armonia tra il soggetto in questo caso Alex e l'ambiente circostante come nei film di Antonioni basti pensare a "Deserto rosso" o "Professione: Reporter".
Se infatti nella prima parte Alex nella frenesia della città era preso da più pensieri: non essere ucciso, fregato, scoperto...nella seconda invece nel silenzio della campagna mentre taglia legna accumula rabbia ha un unico pensiero: quello di vendicarsi nel modo migliore.
La scena iniziale dove viene lanciato qualcosa in acqua che solo alla fine scopriremo essere una pistola indica di non dover fare una scelta (se compiere o meno vendetta) ma il comprendere le motivazioni di quella scelta. E' quindi un noir sulla vendetta e sul senso di responsabilità che invitabilmente ognuno di noi ha.
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doni64
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martedì 12 ottobre 2010
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film...intenso
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Film intenso, crudo, reale, scandaloso, drammatico, toccante, che colpisce sin dall'inzio per perdersi un po'....... solo nel finale.Nel complesso un film piu' che simpatico e godibile anche se vietato ai minori per le tante scene di sesso ma sicuramente da vedere.Voto 7+
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vittorio
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lunedì 11 ottobre 2010
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bel film
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Film profondo che indaga sull'animo umano.....
Ben girato ed interpretato si perde in un finale con pochi colpi di scena....
Da vedere...
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enotar 56
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sabato 7 agosto 2010
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le vere puttane non sono quelle che lo fanno...
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Lho visionato ieri in dvd,pensavo peggio invece si è dimostrato un film diverso dagli altri e godibile. E' una storia che puo' succedere nella vita ordinaria. Quella che faceva la prostituta lo era meno della moglie del poliziotto...
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buscapè
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sabato 10 luglio 2010
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viaggio nel tunnel dei sensi di colpa
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Dopo una lunga attesa ho finalmente avuto modo di vedere questo film. Ne è valsa la pena, essenzialmente per due motivi. Il primo è che mi aspettavo tutt'altro, ha ben poco a che fare con l'atmosfera noir o di violenza che il titolo ispira. In secondo luogo la caratterizzazione dei personaggi è ben riuscita, ed è fondamentale in un film con pochi dialoghi e che si concentra in due-tre max scene chiave: la rapina, l'incontro con il personaggio interpretato da Ursula Strauss, e il dialogo con il poliziotto (nel film, il marito della Strauss) responsabile della morte di Tamara (la stupenda Irina Potapenko).
Se si riesce a superare indenni dalla stanchezza alcuni punti lenti del film, specialmente a metà della pellicola, l'attesa per il finale sarà motivo di interesse.
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Dopo una lunga attesa ho finalmente avuto modo di vedere questo film. Ne è valsa la pena, essenzialmente per due motivi. Il primo è che mi aspettavo tutt'altro, ha ben poco a che fare con l'atmosfera noir o di violenza che il titolo ispira. In secondo luogo la caratterizzazione dei personaggi è ben riuscita, ed è fondamentale in un film con pochi dialoghi e che si concentra in due-tre max scene chiave: la rapina, l'incontro con il personaggio interpretato da Ursula Strauss, e il dialogo con il poliziotto (nel film, il marito della Strauss) responsabile della morte di Tamara (la stupenda Irina Potapenko).
Se si riesce a superare indenni dalla stanchezza alcuni punti lenti del film, specialmente a metà della pellicola, l'attesa per il finale sarà motivo di interesse.
Punto forte: l'interpretazione degli attori.
Punto debole: ritmo troppo basso anche per un thriller psicologico.
Voto complessivo: 7-
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tears77
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mercoledì 30 giugno 2010
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la durezza della realtà
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Quel che mi ha colpito del film è la tanta realtà presente nelle sue immagini. Non c'è spettacolarizzazione, non c'è romanzo, non c'è invenzione, ma una storia narrata come se accadesse a chiunque, a noi, ai nostri vicini. Grande il crescendo di emozione che porta all'epilogo. Tremendo, come nel 90% dei casi, il titolo italiano.
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dario
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sabato 5 giugno 2010
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lineare
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Operazione seria, corretta, incisiva. La storia è portata avanti con ponderazione (anche troppa) ed è a rischio monotonia, specie la parte finale, dove il regista mostra qualche incertezza. Ma è un'incertezza ben mascherata dalla forza della morale di fondo. Interpretazione asciutta, essenziale: tutti bravi. Valido senza esagerare.
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