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francesco
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venerdì 18 luglio 2025
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un'italia olio su tela
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In "Parenti Serpenti" (1992) Mario Monicelli si fa pittore di un'Italia insolita, figlia di quel boom economico degli anni '60 che tanto la aveva cambiata. Netta ? la contrapposizione tra comico e umoristico a cui si deve l'efficacia del film: nonostante l'atmosfera da cinepanettone, le scene apparentemente pi? ?comiche? disvelano una realt? tutt'altro che da ridere. Una realt? che si compone di sentimenti affettati, di segreti e di tradimenti. Una realt? di facciata, che si nasconde senza per? riuscire a contenersi: la danza isterica in cui si lancia come una menade Alfredo per allietare la famiglia ? l??incarnazione della nevrosi collettiva a cui si assiste per l?intera durata del film. Monicelli decostruisce pezzo dopo pezzo il mito borghese.
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In "Parenti Serpenti" (1992) Mario Monicelli si fa pittore di un'Italia insolita, figlia di quel boom economico degli anni '60 che tanto la aveva cambiata. Netta ? la contrapposizione tra comico e umoristico a cui si deve l'efficacia del film: nonostante l'atmosfera da cinepanettone, le scene apparentemente pi? ?comiche? disvelano una realt? tutt'altro che da ridere. Una realt? che si compone di sentimenti affettati, di segreti e di tradimenti. Una realt? di facciata, che si nasconde senza per? riuscire a contenersi: la danza isterica in cui si lancia come una menade Alfredo per allietare la famiglia ? l??incarnazione della nevrosi collettiva a cui si assiste per l?intera durata del film. Monicelli decostruisce pezzo dopo pezzo il mito borghese. Sullo sfondo della pellicola si anima infatti una politica becera, caratterizzata da quel fare berlusconiano che domina gli anni in cui opera il regista. Commenti di un qualunquismo sfrenato, ora sulla caduta del muro di Berlino, ora sui valori ?tradizionali? della famiglia, qualificano perfettamente la boria e l'insipidit? di una classe tutta concentrata sul ricavo personale, catturata dalle reti inesplicabili della propria ipocrisia. L'exploit ? raggiunto dalle parole di Lina ?la gente ? ignorante, ipocrita, falsa? e non ?tutta come noi?, sintesi quanto mai esatta dell'intera pellicola. L'epilogo tragico della storia, incorniciato in un contesto di leggerezza natalizia, aggiunge un tono macabro del tutto inaspettato. Ma ci? che pi? spaventa ? l'assoluta connivenza dei personaggi: di fronte al guadagno personale dei singoli, spacciato per autoconservazione, l?unico spirito comunitario ? quello pi? spietato, quello omicida, che non si piega nemmeno di fronte all?amore di due anziani genitori. Il fare antivittoriano di Monicelli non lascia scampo alla morale della classe media, che rimane quanto mai segnata dai mostri di cui lei stessa ? sola e vera madre.
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albert
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domenica 23 marzo 2025
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ipocrisia familiare
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Mario Monicelli, assieme a Dino Risi, è il principale regista umoristico italiano. Nel 1992 dirige "Parenti serpenti" tratto da una piece teatrale di Carmine Amoroso che del film è anche lo sceneggiatore. Che l'impianto del film si ispiri al teatro è facilmente ravvisabile da ogni singola scena. La valutazione è di tre stelle abbondanti, perché non sarà sicuramente un capolavoro, ma anche in questo film Monicelli riesce ad essere graffiante fino ad arrivare al grottesco. È Natale e si ritrovano quattro fratelli, tre con la famiglia ed uno omosessuale single dai propri genitori per festeggiare. Un difetto che si può riscontrare è che la prima parte, prima che i genitori facciano la richiesta di essere ospitati da uno di loro, è troppo lunga, risultando sbilanciata rispetto alla seconda.
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Mario Monicelli, assieme a Dino Risi, è il principale regista umoristico italiano. Nel 1992 dirige "Parenti serpenti" tratto da una piece teatrale di Carmine Amoroso che del film è anche lo sceneggiatore. Che l'impianto del film si ispiri al teatro è facilmente ravvisabile da ogni singola scena. La valutazione è di tre stelle abbondanti, perché non sarà sicuramente un capolavoro, ma anche in questo film Monicelli riesce ad essere graffiante fino ad arrivare al grottesco. È Natale e si ritrovano quattro fratelli, tre con la famiglia ed uno omosessuale single dai propri genitori per festeggiare. Un difetto che si può riscontrare è che la prima parte, prima che i genitori facciano la richiesta di essere ospitati da uno di loro, è troppo lunga, risultando sbilanciata rispetto alla seconda. In tutti i loro dialoghi e comportamenti si nota ben presto una grande ipocrisia di voler apparire per quello che non si è. È proprio nei dettagli che si coglie la finzione; l'esempio più vistoso si nota durante la distribuzione dei regali che vengono accolti come se fossero le cose più desiderate, perfino un cavatappi. Sono sempre scene corali che sarebbero anche potute essere maggiormente approfondite dal punto di vista psicologico, ma il regista punta, a volte, proprio agli eccessi grotteschi. Il cast, nel suo complesso, è piuttosto adeguato a tale rappresentazione, ma una menzion particolare va fatta per Paolo Panelli a cui è affidata una parte che gli è molto congeniale. Verso la fine tutti gettano la maschera e con un cinismo terrificante preparano il finale "esplosivo".
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giacomo
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venerdì 15 novembre 2024
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film straordinario
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Film che fà capire bene l' ipocrisia che esiste in famiglia. Il film inizia cosi: i genitori stanno in casa e stanno aspettando i loro 4 figli per passare insieme le vacanze natalizie ; Lina (Marina Confalone), Milena (Monica scattini), Alfredo(Alessandro Haber) e Alessandro( Eugenio Masciarti) Tutto più o meno tranquillo finchè mentre stavano pranzando la mamma decide di dire che si erano fatti anziani e quindi volevano passere gli ultimi anni insieme a casa di un figlio e a lui andrebbe sia la casa che una parte della pensione, i figli si sono messi l'uno contro l' altro li prendi tu perchè... Infine ognuno non lì voleva a casa propria. E mentre stavano al bar al telegiornale era uscita la notizia stufa vecchia con bombola del gas esplosa morti 2 anziani, e li hanno preso spunto e hanno fatto così.
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Film che fà capire bene l' ipocrisia che esiste in famiglia. Il film inizia cosi: i genitori stanno in casa e stanno aspettando i loro 4 figli per passare insieme le vacanze natalizie ; Lina (Marina Confalone), Milena (Monica scattini), Alfredo(Alessandro Haber) e Alessandro( Eugenio Masciarti) Tutto più o meno tranquillo finchè mentre stavano pranzando la mamma decide di dire che si erano fatti anziani e quindi volevano passere gli ultimi anni insieme a casa di un figlio e a lui andrebbe sia la casa che una parte della pensione, i figli si sono messi l'uno contro l' altro li prendi tu perchè... Infine ognuno non lì voleva a casa propria. E mentre stavano al bar al telegiornale era uscita la notizia stufa vecchia con bombola del gas esplosa morti 2 anziani, e li hanno preso spunto e hanno fatto così. Questo è un film che fà riflettere sul tema ipocrisia in famiglia. In Napoletano esiste un detto che fà così:
"Na mamma è bona per ciente figlie', ma ciente figlie' nun so' bone' pe' na mamma".
(Una mamma basta per cento figli, ma cento figli, non bastano per una sola mamma).
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fabillo
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martedì 2 gennaio 2024
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film vero e spietato
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Ottimo film diretto da un Maestro che riesce a rappresentare sulla pellicola una tipica situaizone famigliare dei primi anni 90 che finisce in ytragedia perchè, purtroppo, ,l'orrore quello vero si cela spesso tra i volti più intimi.
Dialoghi ben scritti e interpretazione degli attori davvero oittime. Il film ha un buon ritmo e non risulta mai stancante.
Duro, forte e fa riflettere.
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carloalberto
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giovedì 24 dicembre 2020
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lo spaccato impietoso della società postreaganista
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Parenti serpenti è un Natale in casa Cupiello rivisitato in chiave moderna ed ambientato negli anni ’90. Le fondamenta della famiglia tradizionale, che iniziavano a scricchiolare già nel 1931, sono crollate definitivamente nel 1992. Non c’è traccia del presepe, nella sala da pranzo campeggia l’albero di natale, simbolo del neo paganesimo rinato nel dopoguerra in Italia dalle ceneri di un cristianesimo di facciata. La messa di Natale, con la sfilata delle pellicce ed il chiacchiericcio pettegolo che accompagna i compaesani mentre entrano in chiesa, rappresenta icasticamente quel mondo ipocrita e perbenista della borghesia, che oltralpe era stata oggetto, sebbene con stili diversi, degli strali di Chabrol e di Bunuel negli anni ’70.
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Parenti serpenti è un Natale in casa Cupiello rivisitato in chiave moderna ed ambientato negli anni ’90. Le fondamenta della famiglia tradizionale, che iniziavano a scricchiolare già nel 1931, sono crollate definitivamente nel 1992. Non c’è traccia del presepe, nella sala da pranzo campeggia l’albero di natale, simbolo del neo paganesimo rinato nel dopoguerra in Italia dalle ceneri di un cristianesimo di facciata. La messa di Natale, con la sfilata delle pellicce ed il chiacchiericcio pettegolo che accompagna i compaesani mentre entrano in chiesa, rappresenta icasticamente quel mondo ipocrita e perbenista della borghesia, che oltralpe era stata oggetto, sebbene con stili diversi, degli strali di Chabrol e di Bunuel negli anni ’70.
Il film si colloca in quel filone del cinema italiano, che, nel solco dei I Mostri e de I nuovi mostri, si tinge di noir e pur mantenendo il tono leggero della commedia diventa graffiante ed impietosa satira di costume.
Monicelli utilizza un cast formato da attori che provengono per la gran parte dal teatro per realizzare un film che assomiglia molto ad una piece che si svolge essenzialmente in un appartamento ed in pochi ambienti e che si basa soprattutto sui dialoghi e sulla drammaticità delle relazioni parentali.
In un contesto privo di autenticità, i personaggi rivivono nostalgicamente l’amore filiale mimando tra loro una concordia ormai persa, che per qualche minuto li riporta indietro nel tempo quando giocavano da bambini insieme sulla neve. E’ un sogno ad occhi aperti, sebbene vissuto nella pochezza dei commenti alle immagini che scorrono nella Tv sempre accesa, nella finzione delle buone maniere affettate e nella volgarità d’animo tipica della piccola borghesia, che si frantuma improvvisamente di fronte alle responsabilità da assumersi nei confronti degli anziani genitori.
La voce narrante di un bambino, che, nel tema sulle vacanze natalizie, racconta in modo innocente e disincantato il mondo degli adulti, dona al film la prospettiva infantile de I bambini ci guardano del 1944, ma il tono non è più quello drammatico, adeguato ad un Paese in tempo di guerra, bensì quello grottesco, più appropriato alla società del postreaganismo, degradata dall’edonismo e dal consumismo imperante a farsa tragicomica.
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luca scial�
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venerdì 25 dicembre 2015
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una tipica riunione natalizia finita in tragedia
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Il maestro Mario Monicelli racconta in modo tragicomico un tipico raduno familiare in vista delle festività natalizie.
Due anziani genitori che abitano a Sulmona ospitano i loro quattro figli con i rispettivi partner e figli. Tutto sembra scorrere come da canovaccio. Certo non manca qualche pettegolezzo e attrito, ma è inevitabile. Dopo avere anche festeggiato il Capodanno, per, cominciano i problemi. I due anziani genitori sono consapevoli di non poter più vivere da soli e così chiedono a uno di loro di ospitarli. Apriti cielo. Vengon fuori tutti i loro scheletri nell'armadio. La guerra familiare è aperta. E come ogni guerra, si concluderà con una drastica soluzione finale.
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Il maestro Mario Monicelli racconta in modo tragicomico un tipico raduno familiare in vista delle festività natalizie.
Due anziani genitori che abitano a Sulmona ospitano i loro quattro figli con i rispettivi partner e figli. Tutto sembra scorrere come da canovaccio. Certo non manca qualche pettegolezzo e attrito, ma è inevitabile. Dopo avere anche festeggiato il Capodanno, per, cominciano i problemi. I due anziani genitori sono consapevoli di non poter più vivere da soli e così chiedono a uno di loro di ospitarli. Apriti cielo. Vengon fuori tutti i loro scheletri nell'armadio. La guerra familiare è aperta. E come ogni guerra, si concluderà con una drastica soluzione finale.
Una buona commedia, dove la classe registica ben si sposa con l'abilità interpretativa degli attori. Un cult immancabile delle feste natalizie.
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fabio1957
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lunedì 30 dicembre 2013
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grande monicelli
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Tutti gli anni dal 1992 ad oggi mi vedo e mi rivedo un film che personalmente trovo straordinario.Ambientazione suggestiva,recitazione perfetta,dialoghi brillantissimi film di un realismo a tratti sconvolgente.Situazioni che si sono verificate un po' a tutti,uno strepitoso e cinico lavoro corale dove i pezzi s'incastrano a perfezione come in un bellissimo e composito puzzle.L'opera migliore di Monicelli che a distanza di tanto tempo mantiene intatta la sua attualità. Avercene altri registi come lui. Ma quando ne nasceranno ancora?
Fabio 1957
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pioppo62
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sabato 18 maggio 2013
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ganzo ... deh ...
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pioppo62
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venerdì 17 maggio 2013
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un film decisamente "italiano"
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Credo che ogni anno non sia passato senza che abbia sentito il desiderio di rivedere questa particolarissima pellicola. Il ritratto verosimilmente cinico oltrechè spietato della commedia rispecchia le dinamiche tipiche di ciascuna famiglia italiana. Partendo dagli attori, prima su tutti la Marina Confalone, la storia si arricchisce delle loro eccellenti qualità interpretative, dall'inizio e via via, fino alla fine. Il filo conduttore della storia poggia proprio le sue basi principalmente sulle differenti peculiarietà di ogni singolo personaggio, così diverso eppure così uguale agli altri, sulle sapienti espressività che il regista ha saputo imprimere a questo cast così decisamente valido anche attraverso la ricerca di dialoghi apparentemente semplici ma altrettanto sapientemente ricercati.
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Credo che ogni anno non sia passato senza che abbia sentito il desiderio di rivedere questa particolarissima pellicola. Il ritratto verosimilmente cinico oltrechè spietato della commedia rispecchia le dinamiche tipiche di ciascuna famiglia italiana. Partendo dagli attori, prima su tutti la Marina Confalone, la storia si arricchisce delle loro eccellenti qualità interpretative, dall'inizio e via via, fino alla fine. Il filo conduttore della storia poggia proprio le sue basi principalmente sulle differenti peculiarietà di ogni singolo personaggio, così diverso eppure così uguale agli altri, sulle sapienti espressività che il regista ha saputo imprimere a questo cast così decisamente valido anche attraverso la ricerca di dialoghi apparentemente semplici ma altrettanto sapientemente ricercati. Il tema di fondo che accomuna tutti questi personaggi finisce per coinvolgere emotivamente lo spettatore consapevole di poter appartenere ad un analogo set cinematografico che è poi il film ed una parte della propria esistenza. Ho altresì trovato piacevole i vari riferimenti alle personalità dello spettacolo televisivo. In tal modo il regista ha a mio avviso voluto sottolineare l'italianità del contesto trasmettendo allo spettatore un profondo senso di appartanenza finendo così per rendere lo stesso ulteriormente disposto a condividere tutto quanto lui stesso ha voluto rappresentare. Il film non è solo una cinica rappresentazione della vita. E' la vita medesima espressa con allegria, ipocrisia, cinismo e amarezza, a tratti anche profonda, in un pout-pourri magistralmente miscelato. Alcune scene un pò sopra le righe, alcuni dettagli non sempre curati ed un finale forse eccessivamente troppo eclatante non riescono comunque a togliere fascino e piacevolezza a questa splendida pellicola cult del nostro meraviglioso cinema. Un bel film per ridere e per riflettere.
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dandy
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domenica 9 dicembre 2012
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gradevole.
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Ritratto di famiglia in un interno,feroce e grottesco.Decisamente troppo.Nella prima parte il ritmo lascia a desiderare e la sceneggiatura(firmata oltre che da Monicelli,da Suso Cecchi d'Amico e Pietro De Bernardi) a più di un debito con "Cupo tramonto".I modelli da vecchia commedia all'italiana sono apprezzabili,e qualche tocco di humor cattivo va a segno.Ma il regista non riesce a bilanciare commedia e dramma,nè a uscire dalla macchietta bozzettistica.Una volta tanto è il finale "cattivo" a essere fuori luogo.Bravi tutti gli attori.
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