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carlo2023
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sabato 18 febbraio 2023
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sociologia sulle spalle dei deboli
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Ho rivisto questo film recentemente e la sensazione è stata a poco a poco quella di crescente disagio. Molti dicono che questa pellicola sia un perfetto spaccato del mondo dei tossicodipendenti dei primi anni 80 ed è certamente vero. Ciò che vediamo sullo schermo è cio che accadeva, e che probabilmente ancora accade, nella realtà del decadente mondo della droga. Le persone però che ci passano davanti non sono attori professionisti. Sono spesso tossici veri. Molti dei personaggi che componevano quel cast erano ancora nel giro della droga. Penso, ad esempio, a Loredana Ferrara che morì suicida nel 1991 in carcere. Non risultava affatto essere uscita dal giro dell'eroina.
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Ho rivisto questo film recentemente e la sensazione è stata a poco a poco quella di crescente disagio. Molti dicono che questa pellicola sia un perfetto spaccato del mondo dei tossicodipendenti dei primi anni 80 ed è certamente vero. Ciò che vediamo sullo schermo è cio che accadeva, e che probabilmente ancora accade, nella realtà del decadente mondo della droga. Le persone però che ci passano davanti non sono attori professionisti. Sono spesso tossici veri. Molti dei personaggi che componevano quel cast erano ancora nel giro della droga. Penso, ad esempio, a Loredana Ferrara che morì suicida nel 1991 in carcere. Non risultava affatto essere uscita dal giro dell'eroina. E qui si presenta un problema a mio parere etico che non credo che, purtroppo, nessuno abbia mai affrontato fino ad ora. E' giusto scritturare persone affette da così gravi problemi per fare un film e dare poi loro un compenso che è stato utilizzato quasi certamente per comprare quelle droghe che hanno finito con il distruggere nella vita reale i protagonisti di quella pellicola? A parer mio, no. Se io prendo degli sbandati o ex sbandati e li metto davanti ad una macchina di presa per documentare lo sfacelo delle loro vite e poi di fatto contribuisco con un compenso a far sì che quegli sbandati continuino a distruggersi, ho solo usato e sfruttato dei deboli. Ho preso dei deboli soggetti di strada e li ho trasformati in delle caricature che poi sono state spesso solo ricordate per il loro gergo da tossici. "Pija le spade", "dovemo svortà" e così via. Ma qualcuno si è mai posto il problema che quella vista sullo schermo non era spesso finzione ma drammatico vissuto quotidiano di quelle anime perse? E Loredana purtroppo non è stata l'unica la cui vita si è conclusa con un drammatico epilogo. Anche Mario Afeltra, lo spacciatore per capirci, sembra essere finito male negli anni 90, ed Enzetto, risulta essere rimasto nel giro della droga per diversi anni dopo il film. Idem pare per Massimo Maggini morto non molti anni dopo il film. Non si è fatta nessuna vera azione concreta che possa aver aiutato davvero i protagonisti del film in finale. Si sono presi degli emarginati, e li si è utilizzati come topi da laboratorio nascondendosi dietro l'ipocrita paravento della "denuncia sociale". Ma i deboli non sono delle scimmiette di cui servirsi per scioccare il pubblico e salire alla ribalta. Sono esseri umani con enormi fragilità. Un semplice fatto che nè il regista nè diversi ammiratori di questo film sembrano essersi ricordati.
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[+] noi ragazzi degli anni 80
(di marco)
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dandy
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mercoledì 29 luglio 2020
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noi,i ragazzi della periferia de roma.
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Il debutto cinematografico dell'ex-documentarista Caligari,è un cupo speccato della Roma dei bassifondi di inizio anni '80.Lo si potrebbe definire la risposta italiana al film di Edel su Christiane F,ma ci sono anche echi da Pasolini(citato nella sequenza che si svolge davanti al suo monumento),Morrissey(Cesare è un pò una sorta di Joe Dallessandro coatto),e addirittura da "L'uomo dal braccio d'oro"(i primi piani degli occhi).E lo stile tra scorci di piglio documentaristico,aria da film di genere(cui richiamano le musiche di Detto Mariano) e momenti a loro modo lirici unito all'utilizzo di non professionisti nel cast(composto perlopiù da tossici o ex-tossici,e in buona parte oggi scomparso)ne fa uno dei primi se non il capostipite del neo-neoralismo.
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Il debutto cinematografico dell'ex-documentarista Caligari,è un cupo speccato della Roma dei bassifondi di inizio anni '80.Lo si potrebbe definire la risposta italiana al film di Edel su Christiane F,ma ci sono anche echi da Pasolini(citato nella sequenza che si svolge davanti al suo monumento),Morrissey(Cesare è un pò una sorta di Joe Dallessandro coatto),e addirittura da "L'uomo dal braccio d'oro"(i primi piani degli occhi).E lo stile tra scorci di piglio documentaristico,aria da film di genere(cui richiamano le musiche di Detto Mariano) e momenti a loro modo lirici unito all'utilizzo di non professionisti nel cast(composto perlopiù da tossici o ex-tossici,e in buona parte oggi scomparso)ne fa uno dei primi se non il capostipite del neo-neoralismo.Il doppio finale tragico non è del tutto riuscito,specie per l'uso del flashback(molto bella però la ripresa sulla ruota),ma restano impressi sia la visione degradata delle borgate sia le sequenze dei buchi,autentiche e disturbanti(ma a a base di farmaci benefici).Le riprese subirono svariati intoppi legati alla tossicodipendenza degli interpreti.Fu presentato a Venezia nella sezione parallela "De Sica" dove vinse un premio speciale e scatenò ovvie polemiche.Fu difeso e distribuito da Marco Ferreri.Patrizia Vicinelli,scomparda nel'91,fa la pittrice ma in realtà era una poetessa del Gruppo 63.
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emanuele1968
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lunedì 29 ottobre 2018
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bello 1983
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Molto bello, bello pure il film "fame chimica" del 2003
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parsifal
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lunedì 27 marzo 2017
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tagliente e doloroso
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Scritto e realizzato da Claudio Caligari, insieme al sociologo Guido Blumir ( che aveva pubblicato alcuni testi inerenti al fenomeno della tossicodipendenza, in quel periodo sempre più diffusa), inizialmente doveva intitolarsi " Street Heroin", ma il nome non venne accettato dalla censura dell'epoca. Venne girato in poco più di un mese, ma era il frutto di più di un anno di meticoloso lavoro di documentazione. Caligari ed il suo staff trascorsero giornate e nottate intere insieme ai ragazzi che divennero i protagonisti di questo lavoro, che oggi è considerato uno spartiacque tra le poche pellicole precedenti sull'argomento ed il realismo crudo e tagliente in esso riportato.
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Scritto e realizzato da Claudio Caligari, insieme al sociologo Guido Blumir ( che aveva pubblicato alcuni testi inerenti al fenomeno della tossicodipendenza, in quel periodo sempre più diffusa), inizialmente doveva intitolarsi " Street Heroin", ma il nome non venne accettato dalla censura dell'epoca. Venne girato in poco più di un mese, ma era il frutto di più di un anno di meticoloso lavoro di documentazione. Caligari ed il suo staff trascorsero giornate e nottate intere insieme ai ragazzi che divennero i protagonisti di questo lavoro, che oggi è considerato uno spartiacque tra le poche pellicole precedenti sull'argomento ed il realismo crudo e tagliente in esso riportato. Le peripezie quotidiane di un affiatato gruppo di ragazzi , alla ricerca dell'unica ragione ( apparentemente) che li animi al risveglio. Ambientato ad Ostia, luogo nel quale Caligari tornerà per realizzare il sup ultimo lavoro " Non essere cattivo", il film descrive , in maniera cruda e minuziosa , senza falsi pudori, la realtà degradata e difficile di chi vive quotidianamente in virtù della propria dipendenza. Il regista conobbe sul posto i futuri protagonisti , che non erano attori e non lo divennero , e visse con loro per circa un anno, prima di iniziare a realizzare le riprese. Ciò che venne portato sullo schermo è una realtà dura e senza compromessi, dove nulla viene risparmiato; prostituzione, reati di vario genere, depressione suburbana. Fece enormemente scalpore all'epoca e molti lo avversarono, ma nel corso del tempo è diventato un vero e proprio cult.movie., una sorta di manifesto neorealistico degli anni 80. Cesare, il protagonista, è venuto a mancare pochi anni dopo , Roberto detto Ciopper è scomparso pochi anni fa e di recente anche Caligari ha passato il ponte , non prima di aver finito la sua ultima opera. Emblematiche alcune sequenze, come l'overdose sotto il monumento a Pasolini, la folle corsa di Cesare, L'incedere lento ed inesorabile dei protagonisti all'inizio del film, il quadro di sangue nella casa di Patrizia. Film amato e odiato, senza mezze misure. Colonna sonora incalzante , scabra e martellante , come le cicale ad Agosto, a cura di Detto Mariano.
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no_data
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sabato 23 gennaio 2016
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docufilm eccezionale!!!
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Il film e' finzione, i protagonisti sono attori, AMORE TOSSICO non e' un film,e' uno stralcio di vita reale, crudo, tosto, molto ma molto difficile da mandare giu'. Non e' neanche facile capirlo, accettarlo, solo se hai attraversato direttamente o indirettamente il tunnel del droga potrai metabolizzarlo. Dalla pellicola traspare tutta l'ansia, il dolore, il male e la gioia di questo inferno. E' difficile fare un lavoro del genere, il regista e la produzione hanno dimostrato di avere coraggio da vendere, dimostrandolo anche nella scelta degli attori che sono stati presi dalla strada con tutti i loro problemi. Ricordo che qualcuno ando' via dal cinema dopo il primo tempo, forse non erano riusciti ad alzare la testa dalla sabbia e vedere il male e il dolore che provoca l'eroina nell'essere umano.
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Il film e' finzione, i protagonisti sono attori, AMORE TOSSICO non e' un film,e' uno stralcio di vita reale, crudo, tosto, molto ma molto difficile da mandare giu'. Non e' neanche facile capirlo, accettarlo, solo se hai attraversato direttamente o indirettamente il tunnel del droga potrai metabolizzarlo. Dalla pellicola traspare tutta l'ansia, il dolore, il male e la gioia di questo inferno. E' difficile fare un lavoro del genere, il regista e la produzione hanno dimostrato di avere coraggio da vendere, dimostrandolo anche nella scelta degli attori che sono stati presi dalla strada con tutti i loro problemi. Ricordo che qualcuno ando' via dal cinema dopo il primo tempo, forse non erano riusciti ad alzare la testa dalla sabbia e vedere il male e il dolore che provoca l'eroina nell'essere umano.
Questa droga ti annienta, ti prosciuga la mente e distugge i valori e gli affetti che una persona porta con se', la giornata trascorre nella spasmodica ricerca di soldi e roba, e cosi' trascorrono tutti i giorni, i mesi, gli anni, tutti terribilmente uguali, giorno e notte, caldo o freddo, e' tutto e sempre uguale a ieri. Il film racconta e trasmette esattamente le stesse sensazioni della realta'.
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luca scial�
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giovedì 12 novembre 2015
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il transpotting italiano
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Primo dei soli quattro film del regista Claudio Caligari, deceduto lo scorso anno poco dopo aver girato il suo quarto film. Film realtà sul problema della droga, ambientato in una Ostia degradata, dove un gruppo di ragazzi vivono di espedienti col solo obiettivo di drogarsi. Quando due di loro, Michele e Cesare, decidono di farla finita con quella vita, è troppo tardi.
Diretto, crudo, volutamente scarno e per questo realista e sincero. Una pellicola pasoliniana, e forse non è un caso che lei muia sotto la scultura dedicata a Pasolini. A posteriori può essere considerato il Transpotting italiano. Perfino più amaro, senza alcuno spazio per l'ironia.
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Primo dei soli quattro film del regista Claudio Caligari, deceduto lo scorso anno poco dopo aver girato il suo quarto film. Film realtà sul problema della droga, ambientato in una Ostia degradata, dove un gruppo di ragazzi vivono di espedienti col solo obiettivo di drogarsi. Quando due di loro, Michele e Cesare, decidono di farla finita con quella vita, è troppo tardi.
Diretto, crudo, volutamente scarno e per questo realista e sincero. Una pellicola pasoliniana, e forse non è un caso che lei muia sotto la scultura dedicata a Pasolini. A posteriori può essere considerato il Transpotting italiano. Perfino più amaro, senza alcuno spazio per l'ironia.
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luanaa
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giovedì 17 settembre 2015
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amore tossico
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Splendida la parte finale. Fa dolore sapere che tre dei protagonisti sono morti prematuramente.
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davidino.k.b.
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martedì 15 settembre 2015
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neorealismo
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Film documentario, realismo puro alla Pasolini. Grande regista, che riproduce una piaga degli anni 80 in modo eccezionalmente reale.
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alessandro vanin
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mercoledì 9 settembre 2015
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un bebefico pugno nello stomaco
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Tutti sappiamo cos'è la droga e cosa sono i tossicodipendenti di eroina alcuni dei quali venderebbero la madre per avere i soldi per la dose. Ma il pregio del film sta ( anche usando come attori dei non professionisti veri tossicodipendenti) di farci vedere che sono comunque delle persone e questo senza alcun intento buonista. Caligari anzi riesce a far capire che infondo non sarebbero persone cattive, ma che con la droga trasformano loro vita e di chi gli sta accanto in un inferno. Peccato per il finale scontato. Che i tossicodipendenti finiscano male è scontato tant'è vero che molti dei protagonisti sono finiti male nella loro vita reale.
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Tutti sappiamo cos'è la droga e cosa sono i tossicodipendenti di eroina alcuni dei quali venderebbero la madre per avere i soldi per la dose. Ma il pregio del film sta ( anche usando come attori dei non professionisti veri tossicodipendenti) di farci vedere che sono comunque delle persone e questo senza alcun intento buonista. Caligari anzi riesce a far capire che infondo non sarebbero persone cattive, ma che con la droga trasformano loro vita e di chi gli sta accanto in un inferno. Peccato per il finale scontato. Che i tossicodipendenti finiscano male è scontato tant'è vero che molti dei protagonisti sono finiti male nella loro vita reale. Sarebbe interessante se un regista facesse un film simile sulle nuove droghe tipo ecstasy e sui giovani di oggi che ne sono dipendenti, ma al gionro d'oggi in un cinema dominato dil blocbuster, cinepanettoni e dalle multisale è impossibile
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portnoy
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lunedì 2 dicembre 2013
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ciao secca
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sarebbe bello portare un fiore a te vittima di un'epoca cupa.
p.s.
Marcomix ma tu la conoscevi?
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