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eugen
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lunedì 21 aprile 2025
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enorme, siempre
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Un medio siglo exacto despues de la paricion de la pelicula que el actor-escritor Paolo Villaggio habia traido de sus libros"; Fantozzi"(direccion de Luciano Salce, escenario del mismo Salce con algun escenarista, pero en particular del mismo Villaggio)es todavia un chef-d-evure: Una pelicula comica, donde la comidad es totalmnete diferente de la otro tiempo(pasado), donde no hay consolacion moralistica pero la constatacion de la realidad"horribile"que vivimos. Catastroficas fiesttas aciendales, terribiles dias en la casa, con una mujer un hijia de quien tien verguensa, el racioniero Ugo Fantozzi es uno como otros(como nos otros, mejor dicho)que vive una vida de repeticion y de la nada, si asi'queremos decir, con un final extraordinario onyrico-fantastico de grande nivel.
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Un medio siglo exacto despues de la paricion de la pelicula que el actor-escritor Paolo Villaggio habia traido de sus libros"; Fantozzi"(direccion de Luciano Salce, escenario del mismo Salce con algun escenarista, pero en particular del mismo Villaggio)es todavia un chef-d-evure: Una pelicula comica, donde la comidad es totalmnete diferente de la otro tiempo(pasado), donde no hay consolacion moralistica pero la constatacion de la realidad"horribile"que vivimos. Catastroficas fiesttas aciendales, terribiles dias en la casa, con una mujer un hijia de quien tien verguensa, el racioniero Ugo Fantozzi es uno como otros(como nos otros, mejor dicho)que vive una vida de repeticion y de la nada, si asi'queremos decir, con un final extraordinario onyrico-fantastico de grande nivel. No a caso, hablando del libro y del personaje Fantozzi, en una reunion internacional de los escritores, el grande poeta ruso Evtuschenko habia hablado de Villaggio como uno de los mas grande escritores italiianos. Y tambien llos otros actores/intepretes son muy buenos/as, como Gigi Reder, Anna Mazzamauro y otros/otras. Eugen
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mont_blanc
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domenica 30 marzo 2025
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sgangheratamente unico
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L'ho rivisto in occasione del cinquantesimo. Prende spunto dai primi due libri dedicati a Fantozzi.
Sarò un po' brutalino. E' un'accozzaglia di sketch, talvolta surreali, sul ragioniere più sfortunato al mondo.
Non c'è una vera trama o una continuità nella vita di Fantozzi. Sono tanti piccoli episodi il cui ordine potrebbe essere in buona parte stravolto, al di là di alcuni caposaldi. Qualche volta le trovate comiche non sono riuscite e il risultato è ridicolo. Nella maggior parte dei casi invece funzionano e divertono tantissimo. Si tratta di una comicità amarissima. Fantozzi è un catalizzatore.
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L'ho rivisto in occasione del cinquantesimo. Prende spunto dai primi due libri dedicati a Fantozzi.
Sarò un po' brutalino. E' un'accozzaglia di sketch, talvolta surreali, sul ragioniere più sfortunato al mondo.
Non c'è una vera trama o una continuità nella vita di Fantozzi. Sono tanti piccoli episodi il cui ordine potrebbe essere in buona parte stravolto, al di là di alcuni caposaldi. Qualche volta le trovate comiche non sono riuscite e il risultato è ridicolo. Nella maggior parte dei casi invece funzionano e divertono tantissimo. Si tratta di una comicità amarissima. Fantozzi è un catalizzatore. Attraverso di lui Villaggio ci mostra il cinismo, la cattiveria e l'ipocrisia di molti tipi di caratteri e della assoluta mortificazione della dignità umana delle classi sociali meno fortunate da parte di quelle più ricche, nei personnaggi che lo circondano. Uno spettro a tutto tondo delle meschinità umane. Anche lo stesso Fantozzi è ben lontano dall'essere una figura impeccabile. Alcune scorrettezze le fa anche lui. Villaggio non risparmia dalle critiche sociali nemmeno i comportamenti viziati che può mettere in scena attraverso la pochezza del suo proprio sfortunato personaggio. Fantocci è l'estratto puro di colui che subisce e patisce sempre. Il bastonato dalla vita. Ma qualche volta anche lui ha un rigurgito di fuoco nelle vene e reagisce. O prova a farlo. Sfortunatamente il film sembra anche piuttosto blasfemo. Molti episodi di Fantozzi sembrano una parafrasi comicizzata della vita del Signore. Nel primo sketch Fantozzi era rimasto murato vivo nel bagno per 18 giorni. 18 è la somma di tre sei. Brutto segno. La scena complessiva è una sorta di rappresentazione della Resurrezione. Meglio pensare alle lotte di classe politiche, che in più di una occasione fanno capolino nei film di Fantozzi... o no, con quel "santità"?
Per quanto Fantozzi sia irresistibilmente comico, e per quanto rappresenti un soggetto con un'impronta assolutamente unici, che non ha eguali al mondo, alla lunga la mancanza di un quadro organico stanca e affatica, appesantendo la visione.
Bello, ma difficile.
Un'altra chicca è la colonna sonora. Spesso fa capolino un motivetto dallo spirito mesto e cartonesco, originale del film. Sempre quello, a sottolinearne determinati momenti. Il motivo è la base musicale della canzone "La ballata di Fantozzi", che possiamo ascoltare in premio, a corollario della proiezione, solo alla fine del film.
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albert
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mercoledì 15 gennaio 2025
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questo ? l''umorismo
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Questo è il primo di una lunga serie che ha come protagonista il personaggio del ragioniere Ugo Fantozzi. Paolo Villaggio nel 1971 e nel 1974 aveva già scritto due libri che lo riguardano, mettendo in evidenza indiscusse doti di scrittore, tanto da comparire in varie antologie scolastiche. L'anno successivo esce il primo film, intitolato "Fantozzi" che ha come regista Luciano Salce. Fantozzi è il personaggio più emblematico per poter parlare di umorismo. Come ci ha spiegato Pirandello, l'umorismo si distingue dalla comicità, in quanto se si vede qualcosa che suscita una grassa risata senze conseguenze, allora si parla di comicità, ma se al comico subentra la riflessione su quello che ci ha fatto ridere, allora si parla di umorismo.
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Questo è il primo di una lunga serie che ha come protagonista il personaggio del ragioniere Ugo Fantozzi. Paolo Villaggio nel 1971 e nel 1974 aveva già scritto due libri che lo riguardano, mettendo in evidenza indiscusse doti di scrittore, tanto da comparire in varie antologie scolastiche. L'anno successivo esce il primo film, intitolato "Fantozzi" che ha come regista Luciano Salce. Fantozzi è il personaggio più emblematico per poter parlare di umorismo. Come ci ha spiegato Pirandello, l'umorismo si distingue dalla comicità, in quanto se si vede qualcosa che suscita una grassa risata senze conseguenze, allora si parla di comicità, ma se al comico subentra la riflessione su quello che ci ha fatto ridere, allora si parla di umorismo. Con Fantozzi si ride amaro, perchè si osserva, spesso in modo paradossale, la vita di un umile ragioniere, sfortunato ,servile e maltrattato da superiori, colleghi e dalla vita stessa. Il film è un susseguirsi di scene in cui al povero ragioniere tutto va storto, a partire da quando viene chiuso nei gabinetti dell'azienda per ben diciotto giorni, senza che nessuno se ne accorgesse. Si alternano scene divertenti a scene sia divertenti che commoventi e quindi umoristiche. Tra quelle più divertenti si possono segnalare il tentativo di Fantozzi di salire sull'autobus, trascinando tutti a terra; la partita di tennis e la battuta di caccia con Filini; la stufa che gli distrugge la Bianchina; il rapimento della madre del direttore Catellani, che, essendosi invaghita di lui, deve chiudere all'interno di una cabina telefonica. Segnaliamo tra quelle umoristiche l'amore non condiviso per la collega Silvani; la derisione della figlia così brutta da essere trattata come una scimmia, cosa che Fantozzi non consentirà; quando, giocando a biliardo, e dovendo perdere con il direttore, vede la moglie piangere e in un sussulto di orgoglio, alla fine vince la partita. In queste due ultime scene il riscatto di Fantozzi provoca compassione e commozione. L'invenzione del personaggio di Fantozzi è stata geniale.
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antonio imbesi
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mercoledì 18 gennaio 2023
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classico della commedia italiana
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Le tragicomiche avventure del ragionier Ugo Fantozzi, dipendente della megaditta, rappresentante della piccola borghesia italiana degli anni '70, è narrato in una serie di gag tra di loro indipendenti ma efficaci. Un dipinto comico che punta principalmente su situazioni iperboliche dalle quali Fantozzi ne esce sempre irrimediabilmente sconfitto ed umiliato. La descrizione dell'uomo borghese degli anni '70 è cattivissima e senza mezze misure, il ritratto di soggetti che nella vita hanno fallito (come il 99% delle persone cit.): vigliacco, masochista e servile. Non si risparmi tuttavia la classe dominante, popolata da ignoranti e avidi sfruttatori.
Nonostante la narrazione non sia continua, la maestria della macchina di Salce le dá una fluidità che permette una piena empatizzazione con il personaggio.
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Le tragicomiche avventure del ragionier Ugo Fantozzi, dipendente della megaditta, rappresentante della piccola borghesia italiana degli anni '70, è narrato in una serie di gag tra di loro indipendenti ma efficaci. Un dipinto comico che punta principalmente su situazioni iperboliche dalle quali Fantozzi ne esce sempre irrimediabilmente sconfitto ed umiliato. La descrizione dell'uomo borghese degli anni '70 è cattivissima e senza mezze misure, il ritratto di soggetti che nella vita hanno fallito (come il 99% delle persone cit.): vigliacco, masochista e servile. Non si risparmi tuttavia la classe dominante, popolata da ignoranti e avidi sfruttatori.
Nonostante la narrazione non sia continua, la maestria della macchina di Salce le dá una fluidità che permette una piena empatizzazione con il personaggio. I primi 20 minuti sono magistrali ( la povera moglie Pina che umilmente chiede notizie del marito scomparso da ben 18 giorni, le riprese della megaditta, che danno subito un idea di alienazione marxista nel mondo capitalista moderno) e il finale, con la catarsi mancata, restituisce chiaramente il già evidente narrato politico della pellicola.
L'obbiettivo non è solo far ridere, e magari Fantozzi non fa più ridere da tempo, ma pone lo spettatore in una posizione di resa compassionevole, costringendolo, quando ride, a ridere in realtà di sé stesso.
Nonostante oggi alcune gag potrebbero risultare ridondanti e forzate, e, nonostante, non sia sempre originale ( influenze di Allen e dei Monty Python) il film è un capolavoro della commedia all'italiana godibile ancora oggi, al di là della riconoscibilita delle scene entrate nell'immaginario collettivo.
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giulio andreetta
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sabato 7 dicembre 2019
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ottima comicità, e valore storico/documentario
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Questo film assume con gli anni un valore inestimabile. Anche tralasciando per un momento l'indubbio valore e la comicità indiscussa di alcune scene intramontabili, questa pellicola, sorridendoci, sembra veramente offrire un gigantesco affresco di un'epoca che ormai non c'è più. Luciano Salce, genialmente, sembra farci riflettere sulla tragicità dell'esistenza del proletariato urbano, ma non in modo serioso, dimostrado che a volte l'arte è presente anche nella gioia di un sorriso. Peppino De Filippo diceva che far piangere è meno difficile che far ridere, e come dargli torto! Probabilmente alcune scene, come quella del biliardo, con i suoi dialoghi scritti con somma arguzia e abilità, passeranno alla storia, e non solo per il loro ruolo storico/documentario.
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Questo film assume con gli anni un valore inestimabile. Anche tralasciando per un momento l'indubbio valore e la comicità indiscussa di alcune scene intramontabili, questa pellicola, sorridendoci, sembra veramente offrire un gigantesco affresco di un'epoca che ormai non c'è più. Luciano Salce, genialmente, sembra farci riflettere sulla tragicità dell'esistenza del proletariato urbano, ma non in modo serioso, dimostrado che a volte l'arte è presente anche nella gioia di un sorriso. Peppino De Filippo diceva che far piangere è meno difficile che far ridere, e come dargli torto! Probabilmente alcune scene, come quella del biliardo, con i suoi dialoghi scritti con somma arguzia e abilità, passeranno alla storia, e non solo per il loro ruolo storico/documentario. In Fantozzi che si ribella ai soprusi di un potere che fa vanto solamente di se stesso, senza essere accompagnato da saggezza, rispetto, cultura, vi è l'elogio dell'uomo libero che si ribella all'ingiustizia, a volte contro tutti, contro il sistema. E nella riscossa di Fantozzi c'è quasi una promessa di un futuro migliore per l'intera Italia e un atto di fiducia verso questa stupenda nazione. A me sembra quasi che il film dica sommessamente, e tra le righe, che finché ci saranno ancora dei Fantozzi, in grado di rialzarsi sempre dai numerosi colpi che il crudele destino infligge, pagando a volte in modo amaro la libertà della propria condotta, ci sarà speranza per tutti.
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rmarci 05
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venerdì 24 maggio 2019
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commedia all'insegna dell'eccesso e della satira
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P. Villaggio, insieme al regista L. Salce, traspone il suo romanzo sullo schermo traendone una commedia all'italiana particolare che, evitando gli stereotipi del genere, si pone l'obiettivo di criticare la società italiana degli anni '70 con un tocco graffiante e satirico, in cui le situazioni surreali ed i personaggi volutamente stereotipati sono all'insegna dell'eccesso. Senza considerare troppo le strategie vagamente commerciali e la realizzazione non eccellente dal punto di vista cinematografico, è sicuramente un buon film, divertente ma al contempo critico. 3.5 stelle su 5.
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giuseppetoro
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sabato 8 ottobre 2016
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bello e simpatico..
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Il primo film della saga di Fantozzi. Bello da vedere, facendoti vivere situazionie dell'Italia di quei tempi. Raccomandazioni, porstrazioni...
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elgatoloco
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sabato 6 agosto 2016
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salce e villaggio-abbinamento da premio
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Attore, sceneggiatore, regista, Luciano Salce ha avuto vari glorydays, per es. con"Colpo di stato", film "tòpico"in quanto capace di cogliere lo"spirito del tempo"("Golpitalia, amate sponde..."), ma è con"Fantozzi"che dà, credo, il meglio di sé: prende i racconti di Villaggio, li sceneggia con lo stesso Paolo, li estremizza(il cinema è più diretto e quindi universale, Walter Benjamin docet, ma non è il solo e neppure il primo a sostenerlo, certo lo fa con maggiore profondità teorica), li fa interpretare dal loro creatore: un Villaggio che "è"il suo personaggio, gli dà fondo e spessore: servile con i"capi"e i forti(l'episodio della macchina, con la sua"conquista", la signorina Silvani), prepotente e comunque supponente in casa e con i deboli.
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Attore, sceneggiatore, regista, Luciano Salce ha avuto vari glorydays, per es. con"Colpo di stato", film "tòpico"in quanto capace di cogliere lo"spirito del tempo"("Golpitalia, amate sponde..."), ma è con"Fantozzi"che dà, credo, il meglio di sé: prende i racconti di Villaggio, li sceneggia con lo stesso Paolo, li estremizza(il cinema è più diretto e quindi universale, Walter Benjamin docet, ma non è il solo e neppure il primo a sostenerlo, certo lo fa con maggiore profondità teorica), li fa interpretare dal loro creatore: un Villaggio che "è"il suo personaggio, gli dà fondo e spessore: servile con i"capi"e i forti(l'episodio della macchina, con la sua"conquista", la signorina Silvani), prepotente e comunque supponente in casa e con i deboli. Satira , quella di"Fantozzi"(il primo, il vero, bisognerebbe dire, anche se anche gli altri non sono da buttare, anzi)?Piuttosto, anche se un po'di satira c'è, senza però posizioni politiche nette(Salce ha una vicenda complessa, mentre Villaggio, che ora appoggia i 5 Stelle, era stato esponente della sinistra comunista; trovare un "minimo comun denominatore"non era facilissimo, per cui il tutto rimane un po'indeterminato...)verso i megadirettori galattici ma anche i"meno potenti"ma rampanti, ma prevale lo humor nero, il grottesco, con la classica"sfiga"di Fantozzi(la citata gita in macchina chiusa tragicamente, con il ferimento di Fantozzi da parte di tre energumeni, ma anche la cena nel ristorante giapponese, la cena di Natale o Capodanno dai grandi capi, con l'umiliazione della figlia"scimmietta"di Fantozzi). Per il resto, straordinarie invenzioni anche proprio filmico-sceniche, come la"nuvola da impiegato" e uno slang da ufficio, dove Villaggio non parla ancora genovese, come ora da ottantenne, ma caratterizza il suo personaggio, per cui è Fantozzi, non lo"recita", in altri termini si cala nella sua creazione letteraria-spettacolare. Un motivo per il quale"Fantozzi"è intraducibile, tra l'altro. Qualche nota "blasfema", quando ha allucinazioni mistiche e vede un Cristo che parla un romanesco"spiccio"camminare sulle acque o quando si improvvisa "profeta"dai Giapponesi...note che tornano o meglio erano già presenti nella precedente trasmissione radiofonica"Megavillaggio". Milena Vukotic, nella parte della mitica moglie Pina, la sognata"amante"signorina Silvani, ossia Anna Mazzamauro e Gigi Reder, "Filini dell'Ufficio Sinistri" sono a loro modo indimenticabili. El Gato
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ecalo
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domenica 20 marzo 2016
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colletti bianchi anni '70
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Il primo “Fantozzi” ha dato alla luce -delle sale cinematografiche- un nuovo modo di fare comicità. Fa ridere perché la “dimensione apertamente surreale” potrebbe far pensare che non ci sia nulla di vero, che sia semplice nonsense.
Ma è tutto vero invece. Il servilismo dei “sottoposti”, l'arroganza dei "superiori", la perfidia dei colleghi, la miseria dell’italiano medio.
Certo... è meglio farsi una bella risata.
Film imperdibile.
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blacknight22
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giovedì 10 marzo 2016
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immenso
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Personalmente il mio film preferito, sicuramente tra i 20 migliori film della storia del cinema italiano. I protagonisti sono 2: il grande e sottovalutato Luciano Salce ( sempre distrutto dalla critica) e l'incommensurabile Paolo Villaggio. Trasformare sullo schermo un best seller è sempre un'ardua impresa, ma questa volta ben riuscita. Il film ovviamente è grottesco non comico, e come poche pellicole riesce a esprimere la situazione dell'uomo medio (in questo caso italiano,senza mai essere banale. Colpisce, fa riflettere e dopo 40 anni è piu moderno che mai. Le gag si susseguono con un ritmo incalzante, la condizione umana di Fantozzi è misera, è un perdente nato per subire, come molti.
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Personalmente il mio film preferito, sicuramente tra i 20 migliori film della storia del cinema italiano. I protagonisti sono 2: il grande e sottovalutato Luciano Salce ( sempre distrutto dalla critica) e l'incommensurabile Paolo Villaggio. Trasformare sullo schermo un best seller è sempre un'ardua impresa, ma questa volta ben riuscita. Il film ovviamente è grottesco non comico, e come poche pellicole riesce a esprimere la situazione dell'uomo medio (in questo caso italiano,senza mai essere banale. Colpisce, fa riflettere e dopo 40 anni è piu moderno che mai. Le gag si susseguono con un ritmo incalzante, la condizione umana di Fantozzi è misera, è un perdente nato per subire, come molti. DA CINETECA 5 stelle
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