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matteo
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lunedì 28 ottobre 2019
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valigia, señor?
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Film sul colonialismo, sull'oppressione e la ferocia dell'occidente. Il tradimento e la manipolazione con un velo di crisi esistenziale sul volto di Brando sono lo specchio della nostra civiltà. Un film che fa riflettere e dovrebbe essere visto da tanti, specie in questi tempi di revisionismo e razzismo.
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(di gianfranco rossini)
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renato c.
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mercoledì 1 maggio 2013
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bellissimo film sul colonialismo!
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Gillo Pontecorvo ci ha donato questo bellissimo film, interpretato da un sempre eccezionale Marlo Brando, su ciò che è stato il colonialismo e la schiavitù. Ambientato su un'isola immaginaria, colonia portoghese dove la gente di colore era schiava, ma già c'erano primi segni di ribellione, nella quale l'Inghilterra manda un agente a fomentare la ribellione per poter scacciare i Portoghesi ed avere le mani libere sulla canna da zucchero dell'isola. Marlon Brando interpreta un personaggio molto singolare: un agente che ci sa fare sia coi governanti che con gli indigeni e si guadagna l'amicizia di José Dolores che istigherà a capeggiare la rivolta.
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Gillo Pontecorvo ci ha donato questo bellissimo film, interpretato da un sempre eccezionale Marlo Brando, su ciò che è stato il colonialismo e la schiavitù. Ambientato su un'isola immaginaria, colonia portoghese dove la gente di colore era schiava, ma già c'erano primi segni di ribellione, nella quale l'Inghilterra manda un agente a fomentare la ribellione per poter scacciare i Portoghesi ed avere le mani libere sulla canna da zucchero dell'isola. Marlon Brando interpreta un personaggio molto singolare: un agente che ci sa fare sia coi governanti che con gli indigeni e si guadagna l'amicizia di José Dolores che istigherà a capeggiare la rivolta. E qui fa vedere come a volte le nazioni europee andavano a sostenere l'indipendenza delle colonie e l'abolizione della schiavitù "apparentemente" per fini umani, ma in realtà per vantaggi economici. Molto incisivo il discorso di Brando sulle prostitute, paragonate alle mogli, ma solo in senso economico, e l'affinità con la differenza tra lo schiavo e l'operaio! Il che fa pensare se tutti gli abolizionisti delle varie nazioni erano veramente a favore dell'abolizione della schiavitù, per fini umani o perchè era più conveniente pagare un operaio salariato ad ore o mantenere uno schiavo. Ovvio che la schiavitù era peggiore in quando venivano divise le famiglie, vendute le mogli ed i figli che forse mai più si sarebbero rivist! Ma anche i salariati pagati ad ore ed in in modo insufficiente erano spesso quasi condannati a morte: "Una volta che ti ho pagato le tue ore, arrangiati!" C'è poi la simpatia di Brando per Josè Dolores che fa vedere come a volte la stima per una persona vada oltre i freddi calcoli, ed alla fine cerca di salvargli la vita! L'indigeno rifiuta però la liberazione in quanto ritiene che la sua morte avrebbe portato maggiori vantaggi alla sua causa!
Tra spettacolo ed idealismi, un film che ha molto da insegnare!
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g. romagna
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sabato 10 aprile 2010
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queimada
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Il funzionario della Corona inglese William Walker (Marlon Brando) giunge a Queimada, isola delle Antille colonizzata dai Portoghesi, con l’intento di promuovere una rivolta degli indigeni. Egli pone alla sua guida il giovane Josè Dolores (Evaristo Marquez) ed utilizza come pretesto la rapina di una banca locale che suscita, man mano, la solidarietà armata di tutti i locali durante la fase di repressione. Dall’altro lato Walker cerca anche di incitare le mire indipendentiste di un influente gruppo di colonizzatori. Egli potrà così portare a termine il suo obiettivo: rovesciare il governo coloniale e favorire il libero commercio inglese con il territorio.
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Il funzionario della Corona inglese William Walker (Marlon Brando) giunge a Queimada, isola delle Antille colonizzata dai Portoghesi, con l’intento di promuovere una rivolta degli indigeni. Egli pone alla sua guida il giovane Josè Dolores (Evaristo Marquez) ed utilizza come pretesto la rapina di una banca locale che suscita, man mano, la solidarietà armata di tutti i locali durante la fase di repressione. Dall’altro lato Walker cerca anche di incitare le mire indipendentiste di un influente gruppo di colonizzatori. Egli potrà così portare a termine il suo obiettivo: rovesciare il governo coloniale e favorire il libero commercio inglese con il territorio. Queimada diviene repubblica. Tuttavia, si rivela impossibile conciliare le volontà di dominio economico dei bianchi con le aspirazioni di libertà dei neri. Saranno le prime a prevalere, e senza ulteriori spargimenti di sangue: gli indigeni accettano il nuovo governo e depongono le armi. Dopo dieci anni Walker viene richiamato a Queimada per sedare una nuova rivolta indigena, capeggiata ancora dallo stesso Dolores contro lo strapotere delle multinazionali dello zucchero. L’Inglese porta a termine il lavoro deponendo il governo – ormai fantoccio – e convocando l’esercito britannico a distruggere gli indigeni. Anche Josè Dolores viene catturato. Walker, mosso da contrastanti sentimenti verso di lui, tenta alla fine di liberarlo, ma incontra la sua ferma opposizione… La consueta maestria pontecorviana sforna un’altra pellicola di precisione didattica. Le usanze, le aspirazioni, i volti, i soprusi patiti dai colonizzati sono catturati dalla macchina da presa con un’efficacia ed una verosimiglianza quasi documentaristica. Carismatico il grande Marlon Brando nella parte di un personaggio a tutto tondo, cinico, freddo, machiavellico, pienamente confacente alle sue corde e la cui apatica distruttività nichilista richiama alla mente, per certi versi, il Kurtz conradiano da lui stesso interpretato in Apocalypse Now. Anche qui però la sua apparente algidità si rompe in un finale – di forte carica filosofica e politica – in cui assiste, incredulo, negli occhi di Josè, persino al subordinarsi dell’attaccamento alla vita a quel desiderio di libertà, vera ed autentica, da attuarsi nell’indipendente riscatto degli oppressi. Bellissimo.
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serpico
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mercoledì 17 giugno 2009
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brando magistrale
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grande regia di pontecorvo .che dire brando superlativo
l'assoluto del cinema.
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francesca meneghetti
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mercoledì 28 novembre 2007
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ripensando la civiltà occidentale
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E' un vecchio film. L'avrò visto almeno cinque o sei volte con miei studenti (mi torna utile a spiegare la lotta per l'indipendenza e l'abolizione della schiavitù nel sud America e il sistema della piantagione) ma ne resto sempre affezionata. Un po' per il fascino di Marlon Brando, all'apice della sua bellezza. Un po' per la passione che mi suscitano sempre gli oppressi quando combattono contro l'ingiustizia. Certo, il film ha dei difetti (un certo schematismo ideologico, che era per altro nell'aria nel '69, quando è stato girato; una certa lentezza del ritmo).
Però le musiche e i ritmi afro, l'ambientazione tropicale sono godibili. Ho notato, nell'ultima visione, due punti forti: il doppio gioco di Walker (mediatore culturale, diremmo oggi, tra la ricca e civile Inghilterra, i creoli borghesi dell'isola e gli schiavi) non lo fa detestare, anzi lo rende intrigante e lascia pensare che ammiri e persino ami Josè Dolores.
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E' un vecchio film. L'avrò visto almeno cinque o sei volte con miei studenti (mi torna utile a spiegare la lotta per l'indipendenza e l'abolizione della schiavitù nel sud America e il sistema della piantagione) ma ne resto sempre affezionata. Un po' per il fascino di Marlon Brando, all'apice della sua bellezza. Un po' per la passione che mi suscitano sempre gli oppressi quando combattono contro l'ingiustizia. Certo, il film ha dei difetti (un certo schematismo ideologico, che era per altro nell'aria nel '69, quando è stato girato; una certa lentezza del ritmo).
Però le musiche e i ritmi afro, l'ambientazione tropicale sono godibili. Ho notato, nell'ultima visione, due punti forti: il doppio gioco di Walker (mediatore culturale, diremmo oggi, tra la ricca e civile Inghilterra, i creoli borghesi dell'isola e gli schiavi) non lo fa detestare, anzi lo rende intrigante e lascia pensare che ammiri e persino ami Josè Dolores. Del resto, con il suo cinismo ostentato, rivela spietatamente le loghiche del profitto e dell'oppressione.
L'altro elemento interessante è il senso profondo della civiltà. Walker sa fare bene le cose, ma non sa dove sta andando. Josè Dolores non sa "come fare" ma sa dove andare e pensa che se la civiltà ignora i suoi fini è meglio essere incivili. E' quello che sostiene in fondo anche Galimberti a proposito della società tecnologica: considera solo l'efficacia e l'efficienza di un processo. Non si interroga sul punto di arrivo, e nemmeno sulla legittimità dello stesso.
Nota bene: secondo Galimberti l'esempio più lampante di questo modo di fare ci viene dai campi di sterminio nazisti.
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bino
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sabato 21 luglio 2007
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stupendo
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Il film all'inizio sembra noioso ma dopo cambia e diventa un film con molte uccisioni, anche se é un peccato per la morte di jose Dolores (Evaristo Marquez) e William Walker (Marlon Brando).
Ma soprattutto l'interpretazione di Marlon Brando.
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bino
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sabato 14 luglio 2007
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bello
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all'inizio sembra noioso ma dopo cambia tutto diventa un film con molte uccisioni, anche se è un peccato la fine per la morte di jose e william.
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