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onufrio
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sabato 10 giugno 2017
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1928. polo nord.
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In una sorta di processo alquanto particolare, il Comandante Umberto Nobile ripercorre in compagnia di tutti i protagonisti della vicenda, la tragica odissea avvenuta nel maggio del 1928 quando durante una spedizione al Polo Nord rimasero vittime di un incidente che li constrinse a sopravvivere in condizione estreme. Racconto minuzioso e dettagliato dal quale traspare tutta la sofferenza di quegli uomini e di quella tragedia, scene a volte crude ma reali che danno profondità al film rendendolo un piccolo capolavoro nel suo genere, arricchito per altro da un cast di tutto rispetto.
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ale veviemo
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sabato 28 dicembre 2013
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un capolavoro....imperdibile!!!
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Un film straordinario con tutti gli ingredienti vincenti: sontuosa l'interpretazione degli attori, avvincente la trama, suggestive la scenografia e la fotografia, per non parlare del percorso narrativo che si struttura attraverso un processo a metà tra il sogno e l'immaginazione. E proprio questa atmosfera oniroide è la caratteristica che rende la pellicola unica e strepitosa: un improbabile processo che si svolge nel salotto di una casa che dà sul Colosseo con superstiti e vittime che rappresentano non solo gli accusatori super-egoici del Generale Nobile, ma anche i fantasmi reali e psichici atti a creare un ambiente psichedelico. Lo spettatore ad un certo punto inizia quasi a dubitare della condotta del Generale Nobile ma l'assoluzione, o meglio la non-accusa di Amundsen, ci illumina sullo straordinario eroismo del Generale Nobile che pur di salvare i suoi uomini, rinuncia alla propria reputazione e alla credibilità pubblica, condannando sè stesso a portare l'imperituro fardello di essere "un comandante che non comanda".
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Un film straordinario con tutti gli ingredienti vincenti: sontuosa l'interpretazione degli attori, avvincente la trama, suggestive la scenografia e la fotografia, per non parlare del percorso narrativo che si struttura attraverso un processo a metà tra il sogno e l'immaginazione. E proprio questa atmosfera oniroide è la caratteristica che rende la pellicola unica e strepitosa: un improbabile processo che si svolge nel salotto di una casa che dà sul Colosseo con superstiti e vittime che rappresentano non solo gli accusatori super-egoici del Generale Nobile, ma anche i fantasmi reali e psichici atti a creare un ambiente psichedelico. Lo spettatore ad un certo punto inizia quasi a dubitare della condotta del Generale Nobile ma l'assoluzione, o meglio la non-accusa di Amundsen, ci illumina sullo straordinario eroismo del Generale Nobile che pur di salvare i suoi uomini, rinuncia alla propria reputazione e alla credibilità pubblica, condannando sè stesso a portare l'imperituro fardello di essere "un comandante che non comanda". Ed eroismo è uno dei concetti chiave del film: Nobile, il marconista, Malmgren, l'aviatore sovietico, il comandante della nave rompighiaccio, tutti perfettamente umanizzati dal regista e contrapposti all'accidia e alla negligenza di chi avrebbe potuto fare e non ha fatto.
Anche l'aspetto romantico ha una sua collocazione ben definita: non una melenza parentesi amorosa tra un uomo e una donna, ma una relazione non ancora sessualizzata ma sufficientemente matura per convincere, con mezzi anche discutibili, gli altri a soccorere i dispersi, divenendo così un elemento propulsore della storia in quanto Eros è qua sinonimo di VITA.
Tuttavia, alla fine di quella intensa serata, mi chiedo, il Generale Umberto Nobile riuscirà a dormire nonostante i popri dubbi e le angoscie "fantasmatiche"?
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viva il cinema settanta!
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domenica 30 novembre 2008
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un capolavoro dell'artigianato ital degli anni '70
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Non sono mai stato d'accordo con chi lo ha considerato "B"movie per tanti anni: basta da solo il cast e la superba colonna sonora.E non è vero che la Cardinale è lì solo per familismo, ce ne fossero oggi di film così. Del resto un film deve trasmettere emozione al dilà della ricostruzione critica del fatto tipica di quell'epoca a cui certamente non furono estranei gli ambienti della sinistra nostrana e dei coproduttori sovietici. Non per questo critichiamo Natasha o Waterloo di Bondarciuk !!!
Leotato56@gmail.com
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rikitikitawi
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venerdì 5 settembre 2008
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un capolavoro per palati fini
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Il film sa rendere viva la tragedia di quegli uomini in un crescendo di emozioni.
Regia superba , ricostruzione spettacolare ed avvincente.
Regge anche la ricostruzione alla Spoon River.
E su tutto la colonna sonora di Morricone - bellissima - che sublima ed esalta la liricità del film
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