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E' un film che rimane. Per una ragione. Perché c'è una vera rivolta. Una rivolta esistenziale contro la famiglia alto-borghese, contro l'America popolare "squallida e consumistica, devastata e stanca"...
Ed è una vera rivolta, perché nasce dal dolore di corrispondenze mancate. Corrispondenze sentimentali: con la cameriera ingenuamente e popolarmente volgare e quella più sottilmente conformistica con la cognata; corrispondenze culturali: con un padre oggi silente, con un fratello pieno di sè e cieco verso ciò che accade oltre lui.
Ed è una rivolta che nasce non dall'estetismo, ma dall'impossibilità di, e che tuttavia (con la cameriera per esempio) si assume delle responsabilità.
Jack Nicholson interpreta una figura complessa: ironico e angosciato con quella cifra recitativa, che diventerà una sua caratteristica, ossia lo scatto improvviso, veloce, tagliente ora beffardo, ora tormentato.
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