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Documentario che diede il via alla rivoluzione del bodybuilding,ai tempi considerato come un fenomeno underground e addirittura alla stregua di un freakshow.Girato con non poche difficoltà(a un certo punto finirono i soldi e per la post produzione Butler organizzò una mostra di culturisti Whitney Museum of American Art a NY con Candice Bergen in veste di commentatrice il cui esito fu ampiamente al di sopra delle aspettative)e inizialmente focalizzato sui progressi in palestra dell'attore Bud Cort,poi ritiratosi perchè si riteneva non idoneo,ha il suo punto di forza non solo nelle sequenze di allenamento e competiziona ma soprattutto nell'analizzare l'aspetto umano dei protagonisti,il modo in cui scherzano,si relazionano,fraternizzano dentro e fuori dalla palestra.A spiccare è il 28enne Schwarzy(prossimo al ritiro e che grazie al documentario troverà la notorietà per sfondare nel cinema)di cui già si evincono carisma e determinazione(sorprendente la nonchalance con cui commenta il retroscena sul funerale del padre)nonchè l'immensa simpatia con cui fa presa su tutti.Ma non meno intriganti sono le parti riservate al suo miglior amico di sempre Franco Columbu(memorabili le sue performance di forza a base di auto spostate con le mani e la borsa d'acqua calda fatta scoppiare soffiandoci dentro)e il rivale e futuro Hulk Lou Ferrigno,costantemente spronato dal padre e che a dispetto della competizione ha sempre interazioni idialliache con Arnold,quasi fossero fratelli.Più breve ma non meno interessante la parte di Mike Katz,bullizzato ed emarginato da bambino ed entrato nel bodybuilding dopo l'infortunio che pose fine alla sua carriera nel football.E oltre a tutto questo,un bel reperto di un'epoca perduta dal punto di vista sportivo.
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