Una città minacciosa e notturna accoglie i delitti segnati ognuno con un pupazzo come sigillo. I personaggi sono adeguatamente ambigui,anche se i sospetti non tardano ad approdare nella giusta direzione:quella di una suggestiva,sinistra dimora abitata da un anziana vedova paraplegica. La signora,interpretata con grande bravura da Margaret Johnston,vive circondata di bambole che,più che un figlio sfuggente,sono la sua unica compagnia. E la folle,infatti,parla ai pupazzi come se fossero veri. L'aspetto più interessante della storia é il rapporto madre-figlio che,a mio parere,andava sviluppato meglio. Strano a dirsi,nonostante alcuni personaggi siano palesemente svalvolati,non sarà un trauma atavico la spiega dei crimini.