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cipocipo
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lunedì 16 marzo 2026
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onest? e maestria registica rarissime!!
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È una commedia drammatica sincera come non ce n’erano da lustri in Italia e oltre. Onesta e a tratti fiabesca, incentrata sulle complessità relazionali e la crescita emotiva.
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È una commedia drammatica sincera come non ce n’erano da lustri in Italia e oltre. Onesta e a tratti fiabesca, incentrata sulle complessità relazionali e la crescita emotiva.
Il film esplora l'amore, le sue fragilità e la difficoltà di crescere senza modelli di riferimento solidi. La storia ruota attorno al quattordicenne Bruno che, per conquistare la ragazza che ama, accetta l'aiuto dell'odiato compagno della madre, Luca, scoprendo però che le loro relazioni sono tutt'altro che esemplari.
Ho infinitamente apprezzato la sincerità del racconto e le interpretazioni dei protagonisti, ottimi.
È un film iper godibile ed emozionante. La regia pulita e impeccabile, sapiente, solida, completamente in controllo in ogni momento, con una maturità veramente sorprendente per un esordio cinematografico. La regia mi ha stupito anche per la profondità degli approfondimenti psicologici dei personaggi. E infatti ne risultano davvero eccellenti tutti gli attori, sia protagonisti che attori secondari, ma in particolare sono da premio Matteo Olivetti e Guglielmo Acquaro.
Insomma il film è una sorprendente opera prima, che alterna momenti di commedia a riflessioni più profonde sulle relazioni umane, con un tocco a volte quasi fiabesco.
Lo consiglio caldamente per chi cerca una narrazione emozionante e sincera ripeto SINCERA (come ormai non ce ne sono più) sulla formazione sentimentale e le dinamiche familiari moderne.
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stefania cascone
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sabato 21 marzo 2026
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il coraggio delle emozioni fragili
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Tre regole infallibili è un film che affronta con sorprendente lucidità il territorio fragile dell’adolescenza e quello, non meno complesso, dell’età adulta. Al centro della narrazione c’è Bruno, un ragazzo che vive il suo primo innamoramento per Flavia mentre osserva con diffidenza la nuova relazione della madre Claudia con Luca. È un triangolo emotivo che non cerca mai il conflitto facile: il film preferisce la sfumatura, il non detto, la tensione che nasce dagli sguardi più che dalle parole.
La regia dimostra una notevole sensibilità nel trattare la crescita come un processo condiviso: non solo quella di Bruno, ma anche quella degli adulti che lo circondano.
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Tre regole infallibili è un film che affronta con sorprendente lucidità il territorio fragile dell’adolescenza e quello, non meno complesso, dell’età adulta. Al centro della narrazione c’è Bruno, un ragazzo che vive il suo primo innamoramento per Flavia mentre osserva con diffidenza la nuova relazione della madre Claudia con Luca. È un triangolo emotivo che non cerca mai il conflitto facile: il film preferisce la sfumatura, il non detto, la tensione che nasce dagli sguardi più che dalle parole.
La regia dimostra una notevole sensibilità nel trattare la crescita come un processo condiviso: non solo quella di Bruno, ma anche quella degli adulti che lo circondano. Claudia è una madre che tenta di ricostruire un equilibrio senza rinunciare alla propria identità di donna; Luca è un adulto che prova a entrare in punta di piedi in una famiglia che non gli appartiene; Flavia incarna la spontaneità e la vulnerabilità dei sentimenti acerbi. Nessuno è idealizzato, nessuno è demonizzato: il film lavora sulle crepe, sulle esitazioni, sulle piccole verità che emergono quando si smette di recitare un ruolo.
La fotografia merita una menzione speciale: trasforma il paesaggio siciliano in un organismo narrativo vivo, capace di riflettere la stessa fragilità e potenza emotiva dei personaggi. Non è semplice cornice, ma spazio interiore, luogo di risonanza. La luce naturale modella i volti con una delicatezza quasi documentaria, mentre la composizione alterna spazi aperti che amplificano la vulnerabilità adolescenziale a interni più compressi, dove la tensione familiare trova densità e peso.
Il film funziona proprio perché non cerca soluzioni definitive: preferisce mostrare come il dialogo, quando finalmente arriva, possa trasformare il conflitto in occasione di crescita. È un’opera che parla con sincerità a un pubblico trasversale, capace di riconoscersi tanto nelle incertezze dei ragazzi quanto in quelle degli adulti.
Tre regole infallibili è, in definitiva, un racconto educativo senza essere pedagogico, poetico senza essere retorico, realistico senza cadere nel naturalismo. Un film che osserva l’essere umano con rispetto e che, proprio per questo, riesce a toccare corde profonde.
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marco pisciottani
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mercoledì 25 marzo 2026
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film bello come pochi in circolazione
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Bellissimo. Scritto con infinita cura, diretto con rigore formale e forza poetica, montato con grande maestria. Nei toni, nella struttura e nello sviluppo dei personaggi la narrazione è sempre in equilibrio tra malinconia e sguardo divertito, slancio ironico e allusioni di grande profondità psicologica, quando non psicanalitica. Il risultato è una storia incredibilmente stratificata nei significati e nei messaggi, eppure sempre perfettamente godibile e assolutamente piacevole.
Densa di simbolismi che non mancheranno di soddisfare i più attenti ai dettagli, e che hanno il raro dono di non risultare di maniera, o forzati, o non funzionali alla narrazione, la storia ci offre anche uno sguardo generoso sulla Natura, osservata, indagata e resa con una devozione che è insieme tenera, misteriosa e solenne.
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Bellissimo. Scritto con infinita cura, diretto con rigore formale e forza poetica, montato con grande maestria. Nei toni, nella struttura e nello sviluppo dei personaggi la narrazione è sempre in equilibrio tra malinconia e sguardo divertito, slancio ironico e allusioni di grande profondità psicologica, quando non psicanalitica. Il risultato è una storia incredibilmente stratificata nei significati e nei messaggi, eppure sempre perfettamente godibile e assolutamente piacevole.
Densa di simbolismi che non mancheranno di soddisfare i più attenti ai dettagli, e che hanno il raro dono di non risultare di maniera, o forzati, o non funzionali alla narrazione, la storia ci offre anche uno sguardo generoso sulla Natura, osservata, indagata e resa con una devozione che è insieme tenera, misteriosa e solenne.
La storia è netta e decisa nel definire il suo mondo, eppure molto persuasiva nell'invitarci a farne parte. Varcata questa soglia è un piacere abbandonarsi al racconto. Il quale, con facilità e padronanza davvero disarmanti, ci fa passare dal riso alla commozione, dal divertimento alla riflessione, in un crescendo di sorprese, colpi di scena (sì, anche in film come questi possono esserci i colpi di scena!) e intensità emotiva che da tanto non si vedeva in film di questo genere. Da antologia del cinema il finale che, per la sua rara bellezza, la sua malinconica potenza e la sua significatività si può candidare senza ombra di dubbio, e a pieno titolo, come sequenza da antologia del cinema.
E' un film che ha il raro dono di poter essere visto e rivisto senza mai stancarsi. E parlo per esperienza diretta, personale. A ogni visione si scoprono significati nuovi diversi; si notano dettagli così importanti e rivelatori che non ci si capacita di aver tralasciato nella visione precedente; si mettono meglio a fuoco i diversi messaggi voluti (e non voluti!) del film. Una vera e propria esperienza che ogni volta ci gratifica non solo e non tanto per il piacere della scoperta nel film, ma anche e soprattutto perché, non senza sorpresa, ci si accorge di aver scoperto, proprio grazie al film, qualcosa di se stessi.
Bellissimo, e consigliatissimo.
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