|
gianleo67
|
lunedì 28 maggio 2012
|
alla ricerca della felicità perduta
|
|
|
|
Marco, ordinato e responsabile padre e marito, parte alla ricerca dell'inaffidabile fartello maggiore Giacomo, fuggito con alcuni denari ed un'auto della ditta di noleggio di famiglia. Nel suo viaggio attraverso l'Umbria si fa accompagnare da Elena, svagata e inquieta fidanzata del fratello. Impareranno a conoscersi. Delicata e sensibile commedia "on the road" che sviluppa una curiosa eterogenesi dei fini ed uno sguardo non banale sulla difficoltà (a qualunque età) di diventare adulti. E' un film leggero e intenso che attraversa con sguardo sognante e divertito un paesaggio interiore (il rapporto complementare tra i caratteri solo apparentemente divergenti dei due protagonisti) ed esteriore (la ricchezza architettonica e paesaggistica dell'Italia centrale con i suoi piccoli borghi medievali e i suoi dolci declivi) costruendo una 'mappa turistica' con cui orientarsi nel difficile cammino verso una irraggiungibile maturità dei sentimenti.
[+]
Marco, ordinato e responsabile padre e marito, parte alla ricerca dell'inaffidabile fartello maggiore Giacomo, fuggito con alcuni denari ed un'auto della ditta di noleggio di famiglia. Nel suo viaggio attraverso l'Umbria si fa accompagnare da Elena, svagata e inquieta fidanzata del fratello. Impareranno a conoscersi. Delicata e sensibile commedia "on the road" che sviluppa una curiosa eterogenesi dei fini ed uno sguardo non banale sulla difficoltà (a qualunque età) di diventare adulti. E' un film leggero e intenso che attraversa con sguardo sognante e divertito un paesaggio interiore (il rapporto complementare tra i caratteri solo apparentemente divergenti dei due protagonisti) ed esteriore (la ricchezza architettonica e paesaggistica dell'Italia centrale con i suoi piccoli borghi medievali e i suoi dolci declivi) costruendo una 'mappa turistica' con cui orientarsi nel difficile cammino verso una irraggiungibile maturità dei sentimenti. Apparato descrittivo-narrativo che si avvale di una regia attenta e curiosa e di una fotografia sfumata e romantica. Piccola e veniale concessione al bozzettismo nel delineare il ruolo (divertente) di un Rubini autostoppista invadente e inconcludente e degli svagati personaggi di contorno. Bravino Scarpati nel ruolo di bambolone dagli occhi sgranati, precisino e represso; meravigliosa presenza la Buy che attraversa la scena come una irrisolta e romantica Regina di Cuori. Il convitato di pietra (il fuggiasco fratello Giacomo) ricercato e vituperato per tutto il film, diviene l'invisibile e imprendibile fantasma dell'incosciente e saggia aspirazione ad una irraggiungibile felicità. Uno degli esempi più misconosciuti e meritevoli del panorana cinematografico nostrano degli ultimi due decenni.Sensibile.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a gianleo67 »
[ - ] lascia un commento a gianleo67 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
arkadico
|
lunedì 5 aprile 2010
|
italianità sonnolenta
|
|
|
|
Mah, un film noioso che non decolla. Quand'è che i registi la finiranno di fare film che riguardano solo esperienze della loro vita e che agli altri nono interessa? Non dico che bisogna emulare gli americani, ma questa italianità solo un Pieraccioni o un Virzì o un Britti possono ravvivarla.
|
|
|
[+] lascia un commento a arkadico »
[ - ] lascia un commento a arkadico »
|
|
d'accordo? |
|
|
|