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figliounico
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martedì 24 dicembre 2024
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il tramonto
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Petri come Pasolini. Entrambi spiriti eletti, anime tormentate e veggenti. Artisti vissuti nel presentimento della propria fine, poeti che hanno annunciato inascoltati la fine del mondo contemporaneo, la sua imminente dissoluzione. Uomini contro, intellettuali senza padrone. La decadenza dei costumi resa nella sua essenza ossia nel totale disfacimento morale, rappresentato come orrore puro, che si fa carne torturata nelle 120 giornate di Sodoma, vuoto morale e putridume che viene a galla, immondizia sparsa dappertutto, in Buone notizie. Sesso e morte, le sole cose che contano oramai, e tuttavie stravolte nel loro significato, tutto il resto un chiacchiericcio inutile, un bla bla continuo e senza senso.
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Petri come Pasolini. Entrambi spiriti eletti, anime tormentate e veggenti. Artisti vissuti nel presentimento della propria fine, poeti che hanno annunciato inascoltati la fine del mondo contemporaneo, la sua imminente dissoluzione. Uomini contro, intellettuali senza padrone. La decadenza dei costumi resa nella sua essenza ossia nel totale disfacimento morale, rappresentato come orrore puro, che si fa carne torturata nelle 120 giornate di Sodoma, vuoto morale e putridume che viene a galla, immondizia sparsa dappertutto, in Buone notizie. Sesso e morte, le sole cose che contano oramai, e tuttavie stravolte nel loro significato, tutto il resto un chiacchiericcio inutile, un bla bla continuo e senza senso. La morte quasi esorcizzata e ovunque presente, reiterata nei funerali di personaggi illustri trasmessi in televisione, il sesso che ossessiona la mente del protagonista, diventato un alibi perfetto per la fuga dal reale, non ha pi? nulla di naturale. Un film straziante, un grido di dolore soffocato, struggente nel tramonto che non si fa mai in tempo a guardare, che troppo velocemente scompare, bellissimo, in uno squallido orizzonte di periferia, come la vita stessa inafferrabile che svanisce prima che riusciamo a goderne autenticamente, prima che la possiamo capire. Tutto assurdo, sembra dire Petri, tutto reso assurdo dal potere che ha trasformato il mondo in un letamaio e gli uomini pazzi e ridicoli burattini e senza scopo la loro vita. Un discorso che continua quello di Pasolini evocato suggestivamente attraverso il suo alter ego, Ninetto Davoli, che gioca felice a pallone tra i sacchi di spazzatura, unica speranza di riscatto con il suo vitalismo innocente da bambino.
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inesperto
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martedì 11 maggio 2021
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eccentrico, surreale, grottesco
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Eccessivamente complesso; un pot-pourri di spunti rendono farraginoso il senso che dovrebbe saltar fuori dalla pellicola. Forse uno dei meno riusciti di Elio Petri. Un uomo cinico e triviale (interpretato dal grande Giancarlo Giannini) lavora come funzionario televisivo, immerso quotidianamente nelle pessime notizie di cronaca nera trasmesse dai tg. A casa, il rapporto con la moglie è strano e difficoltoso. Un amico che non vede da 15 anni, Gualtiero, spunta all'improvviso nella sua vita, confidandogli di temere d'essere ucciso, ma senza saper dire da dove provenga la minaccia. D'accordo con la consorte di lui, il nostro lo fa ricoverare al manicomio. Il tutto in una Roma invasa dalla spazzatura (presagio di quel che poi sarà).
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Eccessivamente complesso; un pot-pourri di spunti rendono farraginoso il senso che dovrebbe saltar fuori dalla pellicola. Forse uno dei meno riusciti di Elio Petri. Un uomo cinico e triviale (interpretato dal grande Giancarlo Giannini) lavora come funzionario televisivo, immerso quotidianamente nelle pessime notizie di cronaca nera trasmesse dai tg. A casa, il rapporto con la moglie è strano e difficoltoso. Un amico che non vede da 15 anni, Gualtiero, spunta all'improvviso nella sua vita, confidandogli di temere d'essere ucciso, ma senza saper dire da dove provenga la minaccia. D'accordo con la consorte di lui, il nostro lo fa ricoverare al manicomio. Il tutto in una Roma invasa dalla spazzatura (presagio di quel che poi sarà). E' una trama di scarsa incisività purtroppo, permeata di sessualità e nonsense, che non riesce a trasmettere compiutamente la propria denuncia.
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