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cristiano
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sabato 12 settembre 2020
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un film ingiustamente dimenticato
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Come ha gia scritto l'utente della prima recensione lasciata qui anni fa, questo è un film che va visto nell'abbandono. Oltre il film in se stesso. C'è un qualcosa che lo rende ipnotico, perduto, senza tempo. Sicuramente riesce (almeno per quanto mi riguarda) a toccare delle corde profonde dell'anima. C'è il tema dell'estate e della morte, che è dentro ad ogni estate. C'è la colonna sonora che in alcuni punti diventa quasi la narratrice principale. C'è una vacanza che si prolunga, che non riesce a finire. Lo sguardo triste e bellissimo di Senta Berger. C'è il sogno e la passione irrefrenabile per la velocità e il lato oscuro.
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Come ha gia scritto l'utente della prima recensione lasciata qui anni fa, questo è un film che va visto nell'abbandono. Oltre il film in se stesso. C'è un qualcosa che lo rende ipnotico, perduto, senza tempo. Sicuramente riesce (almeno per quanto mi riguarda) a toccare delle corde profonde dell'anima. C'è il tema dell'estate e della morte, che è dentro ad ogni estate. C'è la colonna sonora che in alcuni punti diventa quasi la narratrice principale. C'è una vacanza che si prolunga, che non riesce a finire. Lo sguardo triste e bellissimo di Senta Berger. C'è il sogno e la passione irrefrenabile per la velocità e il lato oscuro. E c'è l'ineluttabilità del fato. Il tutto visto con gli occhi di un bambino.
In tempi come questi abbiamo bisogno di ritrovare e rivedere piccoli film come questo, di cui non esiste neanche una versione in dvd. Totalmente invisibile. Lo vidi anni fa in un passaggio estivo su raitre e fino a qualche tempo fa girava su youtube la versione russa (in italiano, ma commentata in russo). Oggi purtroppo è sparita anche quella.
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francesco_alexandre
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domenica 7 dicembre 2008
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il fascino dell'infanzia
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Il fascino dell'infanzia consiste nel perdersi, nell'abbandonarsi alle piccole cose, che sembrano così grandi e preziose agli occhi di un bambino. Esse non sono solo i giocattoli, che inondano stanze che diventano magiche, ma sono anche quei bellissimi (puri)sentimenti che in età adulta non si provano più. La madre di Gianluca, in questo film, afferma di voler restare al mare, anche se l'estate è finita, perché è stata una "bellissima estate", e intende prolungarla, goderne ancora le emozioni. Potrebbe sembrare una frase banale, ma per apprezzarla, occorre ritornare bambini, e riscoprire quel fascino di cui ho scritto sopra.
Il film non è un immenso capolavoro, alla regia non c'è il Luigi Comencini di "Incompreso", ma il Sergio Martino "abile tecnico dei generi", che non penetra mai a fondo nelle cose, ma che le gestisce con stile, e niente più.
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Il fascino dell'infanzia consiste nel perdersi, nell'abbandonarsi alle piccole cose, che sembrano così grandi e preziose agli occhi di un bambino. Esse non sono solo i giocattoli, che inondano stanze che diventano magiche, ma sono anche quei bellissimi (puri)sentimenti che in età adulta non si provano più. La madre di Gianluca, in questo film, afferma di voler restare al mare, anche se l'estate è finita, perché è stata una "bellissima estate", e intende prolungarla, goderne ancora le emozioni. Potrebbe sembrare una frase banale, ma per apprezzarla, occorre ritornare bambini, e riscoprire quel fascino di cui ho scritto sopra.
Il film non è un immenso capolavoro, alla regia non c'è il Luigi Comencini di "Incompreso", ma il Sergio Martino "abile tecnico dei generi", che non penetra mai a fondo nelle cose, ma che le gestisce con stile, e niente più. Ecco, per poter apprezzare non solo la frase della madre, ma anche l'intero film, occorre un successivo sforzo, un abbandono. Ovvero il lasciarsi cullare dalle immagini, immedesimarsi nelle emozioni dei protagonisti bambini, entrare nelle atmosfere, e riscoprire un mondo che non temo di definire fiabesco, anche se caratterizzato da una tematica tragica. Mi rivolgo in particolare a quelli che erano bambini negli anni 60 e 70, che avevano il privilegio di emozionarsi con poche cose, con solo un'automobilina, una bambola, un libro o un tramonto... Oggi ciò non è più possibile. Ed è anche per questo che, oggi, sommersi da inutilità come i videogiochi e film "vuoti" di contenuto e ricchi solo di effetti speciali, non si riesce più ad apprezzare film come questo. O come "L'ultima neve di primavera", "Bianchi cavalli d'agosto", "L'ultimo sapore dell'aria, "Il venditore di palloncini"...
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