Negli anni di massimo fulgore del western all'italiana Mario Bava gioca a ridicolizzare il genere. Lo fa con molto anticipo sui futuri Trinità e soci. C'è chi sostiene che questo taglio più che a una scelta stilistica sia da attribuire alla sua insofferenza nei confronti del genere. La leggenda vuole anche che nel primo giorno di riprese Bava abbia buttato via il copione scritto da Mario Di Nardo per "lavorare a braccio". L'intento di burlarsi un po' di Leone è evidente. La storia è ricalcata su quella de Il buono, il brutto, il cattivo e anche le musiche fanno il verso a quelle di Morricone ma vengono utilizzate in situazioni paradossali.
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Negli anni di massimo fulgore del western all'italiana Mario Bava gioca a ridicolizzare il genere. Lo fa con molto anticipo sui futuri Trinità e soci. C'è chi sostiene che questo taglio più che a una scelta stilistica sia da attribuire alla sua insofferenza nei confronti del genere. La leggenda vuole anche che nel primo giorno di riprese Bava abbia buttato via il copione scritto da Mario Di Nardo per "lavorare a braccio". L'intento di burlarsi un po' di Leone è evidente. La storia è ricalcata su quella de Il buono, il brutto, il cattivo e anche le musiche fanno il verso a quelle di Morricone ma vengono utilizzate in situazioni paradossali. Sempre la leggenda vuole che l'idea dei due personaggi abbia poi ispirato l'hollyvoodiano Harley Davidson & Marlboro Man. Geniali sono i trucchi fotografici nei quali Bava è maestro. Il talento si evidenzia soprattutto nelle scene in cui vengono aggiunti aspri picchi simili a quelli della Monumental Valley alle collinette della distesa di Tor Caldara ad Anzio:
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