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eugen
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martedì 17 marzo 2026
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comedia dramatica, drama "comico"
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Poniendo cuidado en la expresion"drama"y"comedia", se puede decir que"Frankie and Johnny"de Gerry Marshall(1991)sea al mismo tiempo drama con eelemtos comicos y comedia con elementos dramaticos No a caso las caracteristicas de los protaognistas(Michelle pfieiffer y Al Pacino(, que son sos actores verdaderos, el sentido completo de la palabra, nos autoriza de usar las dos exresiones paradigmatcas, que son endiadicas, que se tienen juntas, para asi'decir. Representacion muy eficaz , tambien', de una grande ciudad made in the USA entre final de los anos Ochenta y los anos 199o. Eugen
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eugen
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venerdì 5 settembre 2025
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pelicula melancolica pero de cualidad
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"Franky and Johnny"Pelicula de Garrry Marshall,-19991- de la ovra teatral"Frankie and Johnny in the Clari de Lune"de Terrence Mc Nally, con intepretes principlaes Bob De Niro y Michelle Pfeiffer nos monstra un ambiente pobre donde un hombre y una mujer se encuentra y, despues de vario tiempo(ella no quiere, teneniendo miedo de nueva delusion grave, el es el amador que se propone como posibile marido)se aman. Todo es narrado con muicha "prudencia"yn sin "agresiones verbales", pero de manera dramatica de Narshall, director de peliculas de valor que monstra de ,mamera clara pero tambien llena de todos los problemas que pueden llegar ante de una relacion de amor, como sensaciones y sentimientos sean una realidad psicologica compleja y por parte dificil.
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"Franky and Johnny"Pelicula de Garrry Marshall,-19991- de la ovra teatral"Frankie and Johnny in the Clari de Lune"de Terrence Mc Nally, con intepretes principlaes Bob De Niro y Michelle Pfeiffer nos monstra un ambiente pobre donde un hombre y una mujer se encuentra y, despues de vario tiempo(ella no quiere, teneniendo miedo de nueva delusion grave, el es el amador que se propone como posibile marido)se aman. Todo es narrado con muicha "prudencia"yn sin "agresiones verbales", pero de manera dramatica de Narshall, director de peliculas de valor que monstra de ,mamera clara pero tambien llena de todos los problemas que pueden llegar ante de una relacion de amor, como sensaciones y sentimientos sean una realidad psicologica compleja y por parte dificil. Los intepretes principlaes(incluidos al menos tambien Kate Nelligan y Hector Elizondo) se mueven muy bien en un espacio pequeno(el restaurante donde los dos"amantes"trabajan y la csa de Franky), en el respecto de la rpoveniencia teatral de la pelicula, norma estetica que no se dee olvidar en la relacion entre teatro y cine,a. Eugen
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greyhound
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martedì 24 settembre 2019
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come un fulmine nel buio della notte
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La trama di questa pellicola è apparentemente chiara, perlomeno a causa della traduzione del titolo che è stata fatta in Italia; si tratta di una classica storia d’amore. In realtà ciò che è portato sullo schermo è una vera e propria descrizione riguardante due individui, minuziosamente dettagliati e “studiati”, ognuna con le proprie fragilità e i propri punti di forza. Non è un caso, infatti, che il titolo originale sia “Frankie e Johnny”, nomi dei protagonisti e titolo della canzone omonima (peraltro inserita nella colonna sonora).
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La trama di questa pellicola è apparentemente chiara, perlomeno a causa della traduzione del titolo che è stata fatta in Italia; si tratta di una classica storia d’amore. In realtà ciò che è portato sullo schermo è una vera e propria descrizione riguardante due individui, minuziosamente dettagliati e “studiati”, ognuna con le proprie fragilità e i propri punti di forza. Non è un caso, infatti, che il titolo originale sia “Frankie e Johnny”, nomi dei protagonisti e titolo della canzone omonima (peraltro inserita nella colonna sonora).
L’ambientazione è la New York della fine anni ’80 – inizio ’90, come ci fanno intuire alcuni elementi descritti al suo interno (si pensi ai videoregistratori e relative VHS), ma la collocazione temporale non è per niente rilevante alfine della storia narrata. Ciò in virtù del fatto che le interazioni tra i personaggi e, in particolar modo la dinamica sviluppantesi tra Michelle Pfeiffer e Al Pacino, si adatterebbe a qualsiasi realtà spaziotemporale. Questo concetto è rafforzato anche dal ruolo stranamente in ombra (per un film prodotto da Hollywood) della città newyorkese, che rimane sullo sfondo; utilizzata se non altro per sottolineare l’isolamento e lo straniamento dei suoi abitanti.
Ma qual è l’elemento che caratterizza principalmente la pellicola?
Indubbiamente, come già ricordato in precedenza, l’evoluzione di Frankie e Johnny, entrambi soggetti che a causa di ragioni difformi si trovano in difficoltà nei rapporti con l’altro, affrontano la vita con modalità opposte, ma che sotto la superficie non sono altro che facce della stessa medaglia. Due individui soli che non anelano altro che trovare un equilibrio.
Johnny è solare, ciarliero, desideroso di recuperare il tempo perso durante la permanenza in prigione; per questo non impiega molto tempo a farsi ben volere nel nuovo luogo di lavoro. Tuttavia, come ben presto si scoprirà, la sua anima è afflitta da un grande peso, ossia il rapporto incrinato con i suoi figli e la conseguente paura di apparire un perdente (in particolar modo se paragonato con il nuovo compagno dell’ex moglie). Frankie si caratterizza per essere, invero, completamente all’opposto rispetto al suo nuovo collega. Chiusa, fredda con qualsiasi persona che tenti di avvicinarsi oltre una rigida distanza di sicurezza, convinta che indossare una spessa corazza sia l’unico strumento per difendersi dalla durezza della vita. Ma soprattutto, desiderosa di sottrarsi all’abbraccio che Johnny vorrebbe, non solo metaforicamente, darle.
L’essenza della pellicola giace proprio nel dialogo verbale e non che s’instaura tra i due, rendendo la loro convivenza giornaliera decisamente accidentata, per non dire complicata. La diversità nell’interpretare la vita, il modo di affrontare gli eventi che si presentano loro e il rapporto che sussiste con i rispettivi passati caratterizzerà il loro rapporto e le fasi che lo contraddistinguono. Non è un caso, infatti, che nel momento in cui lo spettatore si troverà di fronte a un cambiamento nella loro interazione non saprà mai a ciò a cui sarà messo di fronte: un avanzamento o un arretramento?
Con il trascorrere della pellicola, però, si assisterà alla creazione di un legame sempre più profondo (che porterà anche a comprendere la ragione del distacco con cui la Pfeiffer interpreta la vita) e alla sempre maggiore convinzione delle proprie intenzioni da parte dell’uomo. Un fatto che condurrà la donna, sempre più stupita, a interrogarsi riguardo le ragioni di questo comportamento, ma al contempo a rimanerne affascinata.
In definitiva “Paura d’amare” può essere considerato a ragion veduta come un film romantico, sebbene proprio per le ragioni precedentemente descritte, una definizione di tal tipo rimane riduttiva. Ciò in quanto alla sua conclusione lo spettatore potrà usufruire di alcuni utili spunti, il più rilevante dei quali è il fatto che molto spesso la famigerata “soul sister” (il corrispettivo inglese per anima gemella) giace dove meno ci si potrebbe attendere. Sovente la chiave è saper guardare, leggere i segnali e rispondere con la delicatezza necessaria, così come Johnny e Frankie sono stati in grado, alla fine, di fare.
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manuezozzò
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venerdì 25 marzo 2016
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bastano gli attori
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Jonnnie (Al Pacino), ex galeotto divorziato con figli, e Frankie (Michelle Pfeiffer), delusa dalla vita e da uomini traditori e violenti, si innamorano nel ristorante in cui lavorano entrambi: il lento e insistente corteggiamento a cui Johnnie sottoporrà Frankie riuscirà ad abbatterne le difese e a convincerla a riaprirsi alla vita.
Garry Marshall non sarà né Fellini, né Spielberg, né Wilder; eppure le sue pellicole riescono quasi sempre a catturare l'attenzione dello spettatore. Non è un caso che il suo "Pretty Woman", ad oltre un quarto di secolo, faccia sempre, in ogni prima serata televisiva (quante ne possiamo contare?) incetta di ascolti.
Per assurdo, Paura d'amare può essere considerato anche superiore al suo illustre predecessore.
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Jonnnie (Al Pacino), ex galeotto divorziato con figli, e Frankie (Michelle Pfeiffer), delusa dalla vita e da uomini traditori e violenti, si innamorano nel ristorante in cui lavorano entrambi: il lento e insistente corteggiamento a cui Johnnie sottoporrà Frankie riuscirà ad abbatterne le difese e a convincerla a riaprirsi alla vita.
Garry Marshall non sarà né Fellini, né Spielberg, né Wilder; eppure le sue pellicole riescono quasi sempre a catturare l'attenzione dello spettatore. Non è un caso che il suo "Pretty Woman", ad oltre un quarto di secolo, faccia sempre, in ogni prima serata televisiva (quante ne possiamo contare?) incetta di ascolti.
Per assurdo, Paura d'amare può essere considerato anche superiore al suo illustre predecessore. Non si tratta di un capolavoro, beninteso, ma di una bella - e niente affatto banale - storia d'amore interpretata da due mostri sacri (ricordate INNAMORARSI di Ulu Grosbard?) che valgono il prezzo del biglietto. Qualche eccesso di melassa qua e là e un improbabile ristorante multietnico non guastano una pellicola estremamente godibile. Straordinaria, peraltro, la prova di attori; Al Pacino svolge alla grande il suo compitino, ma la Pfeiffer vince ai punti, dando al proprio personaggio un'aria di genuina sofferenza, senza però mai apparire innaturale o patetica.
Ottimi i personaggi di contorno, tra i quali non poteva mancare Hector Elizondo, aficionado dei film di Marshall.
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simone magli
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venerdì 16 maggio 2014
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grande prova dei protagonisti
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Una commedia molto romantica ed emozionante con due attori splendidi che danno il massimo. Tutti abbiamo una grande paura di vivere appieno e quindi di amare e farsi amare, ma il film c'invita a seguire il nostro cuore, anziché perdere tempo adagiandoci nel quieto vivere.
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lucia2292
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martedì 20 agosto 2013
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sempre pacino!
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Ad ogni film di Pacino non posso che dare dalle 4 stelline in su.
Premettendo che non vedo molto Pacino nei film romantici o comici, la trama è molto semplice e lineare.
Un film tranquillo, diverso dal solito, ma che, nonostante tutto, fa molto bene al cuore.
Poi vabbè Pacino èè Pacino, lui potrebbe intepretare qualsiasi ruolo!
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antonio gay
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domenica 6 maggio 2012
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non darsi per vinti
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Tutta la carica per ricominciare di Al Pacino, il sogno americano, con sensibilità ed intelligenza, portando in alto gli altri insieme a sè stesso. E' vero ...grande capacità di disegnare la gente comune; calde e struggenti, nella loro semplicità e buon senso, le attrici non protagoniste. Toccante la cerimonia funebre. La Pfeiffer forte come attrice drammatica. Incisivi i dialoghi e stringente il ritmo.
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picassa
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venerdì 6 aprile 2012
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non tanto credibile ma piacevole
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lei è troppo triste e imbruttita, lui è troppo allegro e ottimista
ma funziona lo stesso
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fra007
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lunedì 5 settembre 2011
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brutto
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storia di un ex galeotto con la voglia rifarsi una vita e una donna con una forte delusione d'amore alle spalle. Al pacino completamente fuori parte.
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ciukki
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mercoledì 5 agosto 2009
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se non fosse per quei due...
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SE NON FOSSE PER mICHELLE PFEIFFER E AL PACINO,SI SAREBBE NELLA MELASSA E BASTA;MA I DUE BASTANO-E LA STORIA PERALTRO E'CONDIVISIBILE,SVELTA,SEMPLICE-PER ASSICURARE DIVERTIMENTO CORRETTO ANCHE SE NON EMOZIONI INDIMENTICABILI
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