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felicity
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domenica 12 luglio 2026
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viaggio raffinato e ben confezionato
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La donna della cabina numero 10 è un thriller psicologico che unisce mistero e introspezione, raccontando la discesa mentale di una giornalista alle prese con un crimine negato e un ambiente che tenta di zittirla.
Pur muovendosi in un’atmosfera elegante e claustrofobica, il film non riesce a mantenere alta la tensione né a sorprendere, tradendo una certa prevedibilità e una scrittura poco incisiva nei personaggi secondari.
Keira Knightley sostiene la narrazione, ma la regia lineare e la messa in scena controllata impediscono al racconto di affondare davvero nel mistero. Ne risulta un viaggio raffinato e ben confezionato, che però resta a galla, mancando di quella scossa capace di far tremare le acque.
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La donna della cabina numero 10 è un thriller psicologico che unisce mistero e introspezione, raccontando la discesa mentale di una giornalista alle prese con un crimine negato e un ambiente che tenta di zittirla.
Pur muovendosi in un’atmosfera elegante e claustrofobica, il film non riesce a mantenere alta la tensione né a sorprendere, tradendo una certa prevedibilità e una scrittura poco incisiva nei personaggi secondari.
Keira Knightley sostiene la narrazione, ma la regia lineare e la messa in scena controllata impediscono al racconto di affondare davvero nel mistero. Ne risulta un viaggio raffinato e ben confezionato, che però resta a galla, mancando di quella scossa capace di far tremare le acque.
In La donna della cabina numero 10 le congetture si confondono in un cast di facce belle e poco memorabili.
Tutti, dai ricchissimi ospiti ai misteriosi membri dell’equipaggio, sembrano sapere qualcosa, ma nessuno è davvero interessante. Nemmeno la colpa, che dovrebbe essere il motore invisibile del film, riesce a sedimentare. Ci sono momenti in cui si intravede quello che avrebbe potuto essere.
Bella la fotografia, ma resta tutto confinato nell’idea del “thriller da salotto extra-lusso” in cui tocca per forza sospendere l’incredulità per uscirne vivi. Ogni tanto si intravedono una soggettiva sfocata, un sorriso che sembra nascondere un movente, un viso che scompare dietro un riflesso, un urlo coperto dal rumore del motore. Ma non basta.
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giovanni stengel
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lunedì 19 gennaio 2026
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grasso che cola con keyra
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Un thriller discretamente fatto. Godibile.
Non è grande cinema ma rispetto a quello che oggi viene celebrato è grasso che cola.
Mi ha ricordato molto Flightplan del 2005 e non a caso Keyra Knightley, bellissima, ricorda un po' la Jodie Foster di 20 anni fa sotto vari aspetti. Alcuni personaggi e scene un po' grotteschi ma l'intreccio regge e fila con anche alcune interpretazioni buone. Ne guarderei altri 10 così ma siamo pieni di "No Other Choice" purtroppo, dove il virtuosismo stucchevole e la confusione di idee passano per arte sublime (ma il cervello è ormai all' ammasso quando si parla bene pure degli Avengers).
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