Il maestro

Un film di Andrea Di Stefano. Con Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno, Dora Romano.
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Drammatico, durata 125 min. - Italia 2025. - Vision Distribution uscita giovedì 13 novembre 2025. MYMONETRO Il maestro * * * - - valutazione media: 3,26 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
eugenio domenica 12 aprile 2026
lo sport come riflessione di vita Valutazione 3 stelle su cinque
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Un adolescente Felice Milella (dal volto di Menichelli) che segue rigide regole ferree nel tennis imposte dal genitore ingegnere con grandi aspettative verso questo campioncino in erba, ottimo talento (di difesa) forse troppa rigidità sia mentale che comportamentale. E un ex "maestro", ottavo ai finali del foro Italico, ora obliato, Raul Gatti (dal volto di Pierfrancesco Favino) che nasconde grande malinconia interiore per via di un doloroso passato e che diverrà per Felice quasi un secondo padre, cialtrone e appeso a un passato con qualche vittoria mai più recuperata pronto ad allenarlo per far emergere e valorizzare, a prezzo di grande sacrificio, quel talento nascosto. [+]

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lu pichi giovedì 9 aprile 2026
lo consiglio Valutazione 3 stelle su cinque
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Film che mi è piaciuto, due persone diverse il ragazzo è robottico abituato al lavoro e alla disciplina, ha un padre che lavora alla Sip che ha riposto tutte le speranze, anche di una vita migliore, sul figlio, il maestro tutto il contrario un tipo a cui piacciono le donne, divertirsi e che si è giocato tutto compreso la carriera perché indisciplinato, è depresso e si cura con il carbolithium uno stabilizzante dell'umore, i due dovranno capirsi, coesistere, trovare una quadra e questa esperienza migliorerà entrambi. Una volta tanto un film sportivo non termina con la celebrazione della vittoria ma mette al centro della sua storia un percorso che trasforma sconfitte e fallimenti in ricette positive per e la crescita e la ripartenza. [+]

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the adrenalin addict giovedì 22 gennaio 2026
quando lo sport si fa relazione! Valutazione 5 stelle su cinque
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Ma chi l'ha detto che lo sport ad alti livelli ? lavoro duro tutti i giorni, ? allenarsi sempre, con costanza, con disciplina, tornare a casa entro certi orari, mangiare solo certe cose ed entro certi limiti, andare a letto presto, frequentare solo gli amici giusti?
Felice sembra a primo impatto la "vittima" di un fanatico del tennis (l'ingegner Pietro Milella) che vuole a tutti i costi portare in auge il talento del figlio, anche a costo di sacrificare una sacrosanta vacanza che da tempo la sua famiglia attendeva. Dico "a primo impatto" perch?, se ci pensiamo bene, ? solo cos? che nascono i veri campioni! Direi che tutto rientra nella normalit?.
Al contrario, Raul Gatti sembra inizialmente un uomo normale, come tutti, e invece, fin da subito notiamo di lui qualcosa che ci fa sorridere. [+]

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angelo76 domenica 14 dicembre 2025
un film freddo Valutazione 1 stelle su cinque
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Un film che non comunica emozioni, freddo e di maniera. Peccato per il buon Favino. 

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ugothebest1990 sabato 13 dicembre 2025
film imbarazzante Valutazione 1 stelle su cinque
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'Il maestro' 125 minuti in cui:

I dialoghi sembrano scritti da un robot. [+]

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mercoledì 10 dicembre 2025
un film che fa riflettere
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Non sono pienamente d'aacordo. Il film ha di buono che aggira i luoghi comuni sulla parabola vincente di un giovane giocatore di tennis, fa emergere i lati problematici di Gatti, della famiglia di Felice e del ragazzo stesso. Pi? agra che dolce, la storia. Tratteggia il dramma esistenziale di Gatti senza esagerazioni, anche quando avrebbe l'opportunit? di virare verso la tragedia.

Marcello luberti

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jonnylogan martedì 9 dicembre 2025
meglio lendl o vilas? Valutazione 3 stelle su cinque
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Raul: “Ma chi è il tuo tennista preferito?”
 
Felice: “Ivan Lendl”
 
Raul: “Troppo robotico. Mai una sbavatura. Meglio Guillermo Vilas, uno che aggrediva il campo e si godeva la vita. Anche se il giorno dopo aveva una finale dello Slam, lo trovavi a ballare la sera prima”
 
Dopo L’ultima notte d’amore (id.; 2023) il regista, e attore, Andrea Di Stefano domanda una nuova prova da protagonista a Pierfrancesco Favino trasformandolo nuovamente in un personaggio problematico, ma senza quell’aurea da irreprensibile uomo di famiglia e graduato, che impersonava nel precedente film rispetto al quale questo si discosta anche per un'ambientazione decisamente meno crepuscolare e semmai ondivaga, esattamente come lo stato d'animo dei protagonisti. [+]

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concetta martedì 2 dicembre 2025
bel film con favino Valutazione 4 stelle su cinque
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Molto bello, intenso, Favino grandioso, cast eccellente anche il piccolo attore. Bel messaggio.

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gabriella martedì 2 dicembre 2025
se vuoi sbagliare, chiedi consiglio a tutti Valutazione 4 stelle su cinque
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 Un paio di settimane ho assistito a una serata con lo scrittore Francesco Vidotto ed era emerso , tra i vari discorsi, quello del fallimento, dove lui affermava che il carattere si costruisce sulle sconfitte, così come un bel volto è fatto di rughe profonde, argomento che è anche il focus del film in questione. Andrea Di Stefano torna a dirigere Pierfrancesco Favino dopo “ L’ultima notte di Amore”, abbandonando le tematiche cupe per una commedia dolceamara tra campi da tennis rossi e un affascinante itinerario tra Marche e Lazio durante un’estate degli anni 80, che creano un’atmosfera nostalgica ( grazie anche a una fotoggrafia smorzata e polverosa) il senso di viaggio sia fisico che interiore dei due protagonisti . [+]

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anna rosa domenica 30 novembre 2025
due attori meravigliosi ...
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...che compensano con la loro bravura certe debolezze nella costruzione della storia: quella di uno che da giovane era stato una promessa del tennis ma che invecchiando (male) ? caduto nel vortice della depressione e "non ha costruito nulla" , e quella di un giovanissimo che ? convinto di poter diventare un campione a forza di sacrifici, soprattutto perch? a ci? convinto dal padre. Alla fine "il maestro" qualcosa gli insegner?: non farsi illusioni sul proprio talento, non temere di deludere il sogno dei suoi genitori, e soprattutto pensare autonomamente e aggredire la vita con forza, rifiutando di giocare in difesa per non correre rischi.

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