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alberto58
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giovedì 16 gennaio 2025
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bellissima roma. sceneggiatura coraggiosa.
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Edoardo Leo è romano, ama la sua città e fa un film in cui Roma è illustrata a livello internazionale con una fotografia splendida ed una stupenda scelta di location.
Roma vista da un romano che la ama e si vede.
La storia colpisce per gli alti e bassi, che diventano vorticisi nel finale, i sentimenti contrastanti che spingono ad azioni contraddittorie, in effetti è questo che capita perché una persona che si ama si può odiare con la stessa forza. E' c'è anche l'amicizia nel film con i suoi sentimenti contrastanti, come dice Cocciante "Un amico se lo sveglindi notte è capitato già, scende in pigiamae prende anche le botte e poibte le rida'".
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Edoardo Leo è romano, ama la sua città e fa un film in cui Roma è illustrata a livello internazionale con una fotografia splendida ed una stupenda scelta di location.
Roma vista da un romano che la ama e si vede.
La storia colpisce per gli alti e bassi, che diventano vorticisi nel finale, i sentimenti contrastanti che spingono ad azioni contraddittorie, in effetti è questo che capita perché una persona che si ama si può odiare con la stessa forza. E' c'è anche l'amicizia nel film con i suoi sentimenti contrastanti, come dice Cocciante "Un amico se lo sveglindi notte è capitato già, scende in pigiamae prende anche le botte e poibte le rida'". Insomma un bel film, gradevole, utile vederlo in coppia e magari parlarne perché tante coppie ci si riconosceranno.
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m
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domenica 12 novembre 2023
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vale!
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Leo, Fresi e Gerini: 3 fuoriclasse del cinema italiano contemporaneo. La dimostrazione è in questo film o meglio documentario sulla separazione. Nieto assomiglia molto a Liz Solari o ad Andrea Osvart per l'accento, insomma tendono più alla dizione che all'interpretazione. Nota di merito a Edoardo Leo per la scelta di un personaggio diverso dai soliti ruoli (tranne per Dante in "Era ora").
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matteo
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venerdì 30 dicembre 2022
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noioso, senza guizzi, senza stile
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Difficile trovare qualcosa di buono in questo film, almeno quanto guardarlo per intero. Banale il soggetto, piatta la sceneggiatura e i personaggi. Una storia noiosa che cerca di arricchire la scena con le bellezze di Roma, ma la fotografia è talmente mediocre da rendere scialbe perfino le meraviglie della nostra città. Complicato trovare qualcosa di buono in questo lavoro. Per favore non fatelo mai più
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giuseppe tumolo
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martedì 27 dicembre 2022
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certo è sempre un dramma lasciarsi!
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Che brutto poter dire di un rapporto, durato a volte anni, che “Siamo solo andati a cena fuori”, ancor più da digerire queste cene se davvero fossimo convinti che sia stato solo questo.
Ci sono forse molte cose più tristi di questo?
Eppure alcune coppie, che forse conosco solo superficialmente, credo questa frase non se la dicano solo per ipocrisia di fondo, su cui è impiantato tutto il loro rapporto.
Ipocrisia mascherata da rispetto. Ma più che ipocrisia è una questione di comodo, come quando abbiamo un vecchio maglione che ci sta ormai stretto, perché forse siamo ingrassati o comunque non siamo più quelli di una volta, ma non abbiamo voglia di buttarlo perché ci secca o perché non sapremmo come sceglierne un altro.
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Che brutto poter dire di un rapporto, durato a volte anni, che “Siamo solo andati a cena fuori”, ancor più da digerire queste cene se davvero fossimo convinti che sia stato solo questo.
Ci sono forse molte cose più tristi di questo?
Eppure alcune coppie, che forse conosco solo superficialmente, credo questa frase non se la dicano solo per ipocrisia di fondo, su cui è impiantato tutto il loro rapporto.
Ipocrisia mascherata da rispetto. Ma più che ipocrisia è una questione di comodo, come quando abbiamo un vecchio maglione che ci sta ormai stretto, perché forse siamo ingrassati o comunque non siamo più quelli di una volta, ma non abbiamo voglia di buttarlo perché ci secca o perché non sapremmo come sceglierne un altro. Ed ecco allora che molte coppie si portano avanti stancamente rapporti cotti da anni, che dovrebbero aver interrotto già da tempo, se non anche solo per il rispetto di quello che è stato un tempo. Anzi fanno di tutto sui social per palesare che hanno il "vento in poppa", come ad esempio le stupide foto del profilo di FB condiviso. Ovviamente, se anche una volta non era niente può continuare tranquillamente ad essere niente anche dopo, per tutto il tempo a da venire.
Ho avuto la conferma che i film di Edoardo Leo sono uno spasso, anche quando trattano di cose abbastanza serie ed importanti. Certo è sempre un dramma comunicarlo a chi si vuol lasciare, la persona che un tempo si è amato, seppur per un breve o lungo periodo. Film spassoso, e neanche poi tanto se vedendolo ci accorgiamo che la trama non è poi tanto lontana dalla nostra vita, che magari stiamo vivendo.
Si trascorrono 110 minuti tra alti e bassi, ritrovarsi a sperare che poi non accada per davvero il peggio. Come contrappasso c’è anche la storia di un’altra coppia apparentemente ormai cotta, sull’orlo della fine che invece dimostra di essere ben altro.
Sorridendo ci fa riflettere sul nostro vivere quotidiano in rapporto con l’altro sesso, in cui ingenuamente diamo per scontato molte cose che poi per l’altro/a proprio scontate non sono. Il tutto, per gli amanti del genere, condito con frasi ad effetto come quella che ho menzionato all’inizio, od anche del tipo “Tu non vuoi stare con me, tu hai paura di stare senza di me”; oppure la più dura fra tutte che viene ripetuta proprio nel finale del film:
- “Ti assicuro che ci sarò sempre per te, lo sai, per sempre!"
con la conseguente ovvia risposta dell'interlocutore:
- "madonna quanto è banale”,
che molti dicono come epilogo tirandosi fuori da un rapporto di coppia.
Insomma ve lo consiglio solo se felicemente accompagnati, vi aiuterà forse a migliorare il rapporto. Nel caso il vostro rapporto ha cominciato già a far intravedere le prime crepe ve ne sconsiglio la visione: ne uscirete, non dico distrutti, ma sicuramente con le idee sul vostro rapporto diverse da come siete entrati.
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felicity
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domenica 5 giugno 2022
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un cinema che parla di noi stessi
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Lasciarsi un giorno a Roma conferma ancora la sensibilità e la capacità di raccontare storie in sottrazione del cinema di Edoardo Leo. Il lungometraggio del regista e attore romano è una specie di Storia di un matrimonio che però non è claustrofobico ma ha bisogno d’aria, sospeso tra i vicoli di una Roma magica e illuminata. Si allontana da un cinema di scrittura e anzi sembra molto vissuto. La storia tra Tommaso e Zoe è vera e credibile, incarnata da due attori che vivono sulla pelle le paure e le delusioni. Nella paura di Tommaso, più di essere lasciato piuttosto che di non essere più amato e nella distanza della protagonista con tutte le altre persone, Leo costruisce un abile e appassionato film di intermittenze sentimentali che mette ancora a nudo la vita della coppia.
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Lasciarsi un giorno a Roma conferma ancora la sensibilità e la capacità di raccontare storie in sottrazione del cinema di Edoardo Leo. Il lungometraggio del regista e attore romano è una specie di Storia di un matrimonio che però non è claustrofobico ma ha bisogno d’aria, sospeso tra i vicoli di una Roma magica e illuminata. Si allontana da un cinema di scrittura e anzi sembra molto vissuto. La storia tra Tommaso e Zoe è vera e credibile, incarnata da due attori che vivono sulla pelle le paure e le delusioni. Nella paura di Tommaso, più di essere lasciato piuttosto che di non essere più amato e nella distanza della protagonista con tutte le altre persone, Leo costruisce un abile e appassionato film di intermittenze sentimentali che mette ancora a nudo la vita della coppia.
Lasciarsi un giorno a Roma si perde un po’ invece nella crisi parallela, quella tra il sindaco di Roma e il vicepreside rispettivamente interpretati da Claudia Gerini e Stefano Fresi. Anche Lì Leo conferma la sua capacità nel mettere a nudo i problemi della coppia, ma scivola nella scena nella dichiarazione d’amore del marito.
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uppercut
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martedì 24 maggio 2022
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ahi, que dolor!
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Lasciare è difficile. Anche il proprio film. Mamma mia, mai visto tanto attaccamento al set. Ma possibile che qualcuno della produzione non si sia accorto che forse bastava un finale soltanto (triste o commovente che sia, bello per i lettori o per l'autore, non importa...) ma UNO! Sino a metà hai speranza che il film sia di quelli che sanno chiudersi sugli ottanta minuti (amabilissimi film...!) e l'idea di non aver perso tempo a guardarlo (complice soprattutto la fotografia) piano piano si fa largo largo e mica per scerzo, per dirla alla spagnola (uno dei quattro genialissimi tormentoni che si reiterano ogni due dialoghi spaccando veramente i marones, per dirla sempre alla spagnola.
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Lasciare è difficile. Anche il proprio film. Mamma mia, mai visto tanto attaccamento al set. Ma possibile che qualcuno della produzione non si sia accorto che forse bastava un finale soltanto (triste o commovente che sia, bello per i lettori o per l'autore, non importa...) ma UNO! Sino a metà hai speranza che il film sia di quelli che sanno chiudersi sugli ottanta minuti (amabilissimi film...!) e l'idea di non aver perso tempo a guardarlo (complice soprattutto la fotografia) piano piano si fa largo largo e mica per scerzo, per dirla alla spagnola (uno dei quattro genialissimi tormentoni che si reiterano ogni due dialoghi spaccando veramente i marones, per dirla sempre alla spagnola...). Poi, però, i minuti, le decine di minuti, le mezz'ore passano sempre più insostenibili, con una donna di carriera che fa il verso all'altra (ma non ne bastava una, alla faccia della co-produzione...?) e un maschio sofferente che tira un cazzotto all'altro (davvero la scena più incomprensibile del film). Ricordate quando c'erano quelli che sapevano scrivere i film...? Con tanta, tanta umiltà, senso della misura, mestiere imparato nel tempo... Ahi, que dolor!
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raffa
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giovedì 3 febbraio 2022
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un bel film
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Film molto piacere scorre molto bene divertente ma fa riflettere ironico e soprattutto non banale. Complementi...film da vedere
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jonnylogan
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giovedì 27 gennaio 2022
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c''eravamo tanto amati
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Zoe e Tommaso convivono da molti anni. Agli occhi di tutti sembrano una coppia solida ma Zoe, donna in carriera in una multinazionale che produce videogiochi, consegna alla posta del cuore di una rivista i suoi dubbi sul loro rapporto affettivo. Zoe però non sa che a rispondere alle lettere della rivista è proprio Tommaso che inizia con lei una fitta corrispondenza.
Il tema della crisi di coppia è stato più volte protagonista al cinema e Edoardo Leo, arrivato alla sua sesta pellicola da regista, affida il medesimo tema, supportato da una sceneggiatura scritta a otto mani, a una narrazione malinconica, ovvero il crepuscolo di una coppia che potrebbe ancora riprendersi e attraverso la quale è facile intravedere le conseguenza del recente lockdown dal quale molti sono usciti con numerose incertezze.
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Zoe e Tommaso convivono da molti anni. Agli occhi di tutti sembrano una coppia solida ma Zoe, donna in carriera in una multinazionale che produce videogiochi, consegna alla posta del cuore di una rivista i suoi dubbi sul loro rapporto affettivo. Zoe però non sa che a rispondere alle lettere della rivista è proprio Tommaso che inizia con lei una fitta corrispondenza.
Il tema della crisi di coppia è stato più volte protagonista al cinema e Edoardo Leo, arrivato alla sua sesta pellicola da regista, affida il medesimo tema, supportato da una sceneggiatura scritta a otto mani, a una narrazione malinconica, ovvero il crepuscolo di una coppia che potrebbe ancora riprendersi e attraverso la quale è facile intravedere le conseguenza del recente lockdown dal quale molti sono usciti con numerose incertezze. Le vite di Zoe e Tommaso, a ruoli invertiti rispetto agli stereotipi comuni, lei donna in carriera, lui scrittore a caccia del romanzo che possa renderlo celebre, sono quelle di una coppia in balia della più classica crisi, con amici storici, fra i quali spiccano Umberto e Elena, rispettivamente Stefano Fresi e Claudia Gerini, lui docente calato nel ruolo di ‘mammo’, per sopperire alle assenze di lei. E lei sindaco della capitale, perennemente impegnata fra una seduta consigliare e un’inaugurazione. Tutti quanti pronti a creare quel microcosmo di relazioni comune a tutti. E che proprio come tutti sono immersi nelle rispettive crisi personali, con figli che crescono, lavori che non consentono di incontrarsi, e desideri che non sono più condivisi. È quindi fra le strade della capitale, in mezzo a cene consumate in compagnia e spesso in fretta e il segreto mai svelato di essere Marquez, colui che risponde alla posta del cuore della rivista alla quale Zoe affida i propri dubbi, che si arriva a capire, e anche a condividere, le scelte di una coppia che si analizza e che arriva al più classico dei ‘dunque’.
Tutti i protagonisti sono calati alla perfezione in una storia sentimentale travestita da commedia e per una volta, come spesso avviene quando si posiziona dietro la macchina da presa, Edoardo Leo si manifesta nella sua parte più seria e riflessiva a dimostrazione di essere ormai arrivato a una maturazione artistica completa e compiuta.
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gian2403
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giovedì 13 gennaio 2022
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come è difficile lasciarsi
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Un film Intelligente, divertente a tratti, elegante, sentimentale e coraggioso che parla di come è difficile la fine di una relazione, delle fragilità dell'uomo moderno che spesso vive all'ombra di donne in carriera, della enorme incomunicabilità delle coppie di oggi.
Oggi la coppia formata da 40/50 enni spesso si interroga sulla propria relazione , ma non confrontandosi cerca risposte in se stessi o addirittura all'esterno della coppia. come la protagonista che chiede di capire se ama ancora o no il suo uomo scrivendo e poi chattando con quello che lei pensa un estraneo,ma è lo stesso compagno. e su questop inganno si articola tutto il film.
lui scopre veramente cosa pensa di lui in modo molto crudo e lei si innamora del suo stesso compagno sotto mentite spoglie.
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Un film Intelligente, divertente a tratti, elegante, sentimentale e coraggioso che parla di come è difficile la fine di una relazione, delle fragilità dell'uomo moderno che spesso vive all'ombra di donne in carriera, della enorme incomunicabilità delle coppie di oggi.
Oggi la coppia formata da 40/50 enni spesso si interroga sulla propria relazione , ma non confrontandosi cerca risposte in se stessi o addirittura all'esterno della coppia. come la protagonista che chiede di capire se ama ancora o no il suo uomo scrivendo e poi chattando con quello che lei pensa un estraneo,ma è lo stesso compagno. e su questop inganno si articola tutto il film.
lui scopre veramente cosa pensa di lui in modo molto crudo e lei si innamora del suo stesso compagno sotto mentite spoglie.
Un fil che fa riflettere , spesso ci chiediamo:
sono felice? siamo felici inieme? e quando le risposte non sono chiare o addirittura non ci sono sorge un'altra domanda:
”è più la paura di lasciarsi che la voglia di stare insieme?"
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