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ivan il matto
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mercoledì 7 maggio 2025
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sesso, bugie e...spionaggio satellitare
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In gergo spionistico “Black Bag” indica un’operazione segreta, spesso non autorizzata, condotta da una spia o agente segreto normalmente sotto copertura, della quale non si può o non si deve rivelare il contenuto. Da un input del genere il regista Steven Soderbergh e lo sceneggiatore David Koepp imbastiscono un’ apparente e sofisticata ‘spy story’ che però allarga lo sguardo ai rapporti di coppia ed alle dinamiche psicologiche ad esse connessi. La vicenda si dipana in una Londra tecnologica e postmoderna dai toni apparentemente glaciali, ma qui e là lo spettro di Hitchcock fa capolino indicando la strada al regista di Atlanta.
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In gergo spionistico “Black Bag” indica un’operazione segreta, spesso non autorizzata, condotta da una spia o agente segreto normalmente sotto copertura, della quale non si può o non si deve rivelare il contenuto. Da un input del genere il regista Steven Soderbergh e lo sceneggiatore David Koepp imbastiscono un’ apparente e sofisticata ‘spy story’ che però allarga lo sguardo ai rapporti di coppia ed alle dinamiche psicologiche ad esse connessi. La vicenda si dipana in una Londra tecnologica e postmoderna dai toni apparentemente glaciali, ma qui e là lo spettro di Hitchcock fa capolino indicando la strada al regista di Atlanta. Un ardito piano sequenza iniziale ci introduce immediatamente “in medias res”, Fassbender, agente di alto rango per i servizi segreti britannici, deve trovare chi ha messo le mani (una talpa) sul segretissimo sistema satellitare ‘severus’, sperando che ciò non distrugga il suo matrimonio. Seguendo l’attore protagonista di origine tedesca, in un locale dal facile intrattenimento, un informatore lo avverte che c’è un traditore fra i suoi colleghi e gli consegna una lista di 5 nomi tra cui anche quello di Kathryn (Cate Blanchett), sua moglie. Esaltando i consueti toni del blu e del giallo che spesso illuminano le sue pellicole, Soderbergh fa ampio ricorso a dialoghi di impianto teatrale, limitando l’azione a poche ed essenziali sequenze, per mettere in scena un’intricata vicenda di tradimenti, dubbi, apparenze e rivelazioni, riferimenti tecnologici che sfuggono ai più e temi cari al citato ‘maestro della suspense’ (Il sospetto 1941, Notorius 1948, Caccia al ladro 1955). In soli 93 minuti, il cinema di genere (spionistico, dramma, melò), con tanto di omaggio al classico agente 007 della tradizione britannica risalente a Ian Fleming, in virtù della presenza nell’opera di un ex come Pierce Brosnan, si alterna ad intense “folate” bergmaniane, quando in scena agiscono tre coppie di spie professionali, con tanto di psicologa nell’esercizio delle sue funzioni. Allora “spy story” o “scene da un matrimonio”? Con tanto di focus sulla vita di coppia contemporanea, stretta nella morsa lavoro/privacy, fiducia nel focolare domestico o fedeltà al paese natale? In più di 35 anni di onorata carriera Soderbergh ha alternato generi con disinvoltura, dal folgorante esordio premiato a Cannes del drammatico “Sesso bugie e videotape” (1989), all’Oscar del thriller “Traffic” (2000), al grande successo internazionale della commedia “Ocean’s eleven” (2001)….stavolta ci consegna un bel rebus, a quale genere apparterrà “Black Bag”?
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[+] bel film
(di alex2044)
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felicity
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venerdì 15 agosto 2025
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spy comedy tesa, complessa ma molto controllata
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Black Bag è un’intricata vicenda di tradimenti, dubbi, apparenze e rivelazioni, una sorta di Sesso, bugie e videotape visto 35 anni dopo con le sue naturali evoluzioni, in cui i video sono stati soppiantati dallo spionaggio satellitare per realizzare una spy comedy tesa, complessa ma sempre molto controllata.
Black Bag è una commedia sulla manipolazione travestita da mystery.
Ha il ritmo dialogico di una screwball inserita in una miscela schizoide, fondata su personaggi eccessivi, inquietantemente ambigui o così tanto professionalmente distaccati che assolvono anche le relazioni intime come se si trattasse di un microfilm da trafugare.
Sarebbe sufficiente pensare al Notorious hitchcockiano o a Sciarada di Stanley Donen, per capire quanto di quel sapore classico che Soderbergh omaggia continuamente, pur fingendo di guardare sempre avanti, ci sia nel vincolo tra spionaggio e romanticismo.
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Black Bag è un’intricata vicenda di tradimenti, dubbi, apparenze e rivelazioni, una sorta di Sesso, bugie e videotape visto 35 anni dopo con le sue naturali evoluzioni, in cui i video sono stati soppiantati dallo spionaggio satellitare per realizzare una spy comedy tesa, complessa ma sempre molto controllata.
Black Bag è una commedia sulla manipolazione travestita da mystery.
Ha il ritmo dialogico di una screwball inserita in una miscela schizoide, fondata su personaggi eccessivi, inquietantemente ambigui o così tanto professionalmente distaccati che assolvono anche le relazioni intime come se si trattasse di un microfilm da trafugare.
Sarebbe sufficiente pensare al Notorious hitchcockiano o a Sciarada di Stanley Donen, per capire quanto di quel sapore classico che Soderbergh omaggia continuamente, pur fingendo di guardare sempre avanti, ci sia nel vincolo tra spionaggio e romanticismo. Procedono in parallelo, garantendosi rettitudine e segretezza ma aprendosi inevitabilmente all’inganno e al tradimento.
In Black Bag si sovrappongono, lasciando che il margine di un aspetto diventi lo squarcio sulla rivelazione dell’altro, come dimostrano le due sequenze più lunghe, in cui le chiacchiere di una cena e l’esame al poligrafo svelano più corna che non i colpevoli dell’alto tradimento ai danni della nazione.
Per raccontare questa sovrapposizione, Soderbergh indaga ancora una volta le dinamiche dello sguardo. Uno sguardo attivo, che non si pone solo al servizio della narrazione e della performance degli attori, ma che indica direttamente la modalità attraverso cui la storia va decifrata, ribadendo il regime di ambiguità e indeterminazione in atto.
Black Bag si basa tutto su questa reversibilità dell’osservazione: chi guarda, chi pensa di predisporre un’istanza di controllo, a sua volta viene guardato senza che se ne avveda, in un circolo vertiginoso difficile da districare almeno quanto lo è la matassa dell’intrigo spionistico allestito.
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imperior max
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lunedì 12 maggio 2025
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sar? scemo io, ma l'ho trovato poco coinvolgente...
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BLACK BAG ? DOPPIO GIOCO.
Steven Soderbergh ritorna dietro la macchina da presa alle prese con uno spy-drama.
George Woodhouse, agente segreto londinese, viene incaricato dal suo superiore Meacham per scovare una talpa nel SIS che ha fatto trapelare delle informazioni molto delicate da un software top-secret, nome in codice Severus. ? in gioco la sicurezza nazionale e forse globale. Meacham gli d? una lista di cinque sospettati, quattro suoi amici e colleghi e in particolare sua moglie Kathryn, anche lei un?agente segreto. Mettendo al corrente la moglie, ma senza dirle troppo, invita a cena le altre due coppie e mette nelle pietanze una sostanza che frena le inibizioni. Dopo di che accadranno risvolti di trama, sospetti e bugie trapelate che porteranno alla risoluzione del mistero.
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BLACK BAG ? DOPPIO GIOCO.
Steven Soderbergh ritorna dietro la macchina da presa alle prese con uno spy-drama.
George Woodhouse, agente segreto londinese, viene incaricato dal suo superiore Meacham per scovare una talpa nel SIS che ha fatto trapelare delle informazioni molto delicate da un software top-secret, nome in codice Severus. ? in gioco la sicurezza nazionale e forse globale. Meacham gli d? una lista di cinque sospettati, quattro suoi amici e colleghi e in particolare sua moglie Kathryn, anche lei un?agente segreto. Mettendo al corrente la moglie, ma senza dirle troppo, invita a cena le altre due coppie e mette nelle pietanze una sostanza che frena le inibizioni. Dopo di che accadranno risvolti di trama, sospetti e bugie trapelate che porteranno alla risoluzione del mistero.
Allora, stavolta mi ? difficile questa recensione per un semplice motivo. Non ho capito molto della trama. Per carit?, il film ? girato anche bene, inizia alla grande con un piano sequenza che tallona il nostro George da dietro, ci sono varie scene dialogate interessanti e alcune con una bella tensione. I personaggi sono anche descritti con parsimonia e sono interpretati bene. I vari indizi e particolare narrativi sono incastrati in modo da far quadrare il tutto. Cosa interessante, non ci sono scene d?azione, solo un paio di morti, ma soprattutto ci si basa sul capire quali sono le cose vere dalle cose false. Inoltre la durata non ? neanche eccessiva nella sua ora e mezza.
Mi spiace solo che gli intrighi non coinvolgono mai del tutto, i personaggi sono freddi, le vicende a volte non si capisce perch? accadono e le motivazioni finali sono buttate l?. Inoltre il ritmo cade parecchie volte, la musica fa? il minimo sindacale e il personaggio di Pierce Brosnan ? quasi non pervenuto.
Non lo so?, stavolta devo rivederlo un?altra volta per capirlo, anche perch? se il soggetto ? preso da Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese capisco anche perch? non sia cos? coinvolgente e interessante?
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