La ragione per cui esiste Saturday Night è solo secondariamente raccontare la prima puntata e quindi l’origine e l’impresa che è stata creare Saturday Night Live, trasmissione comica americana che da cinquant'anni va in onda con le modalità, nel giorno e nel momento della giornata che il suo titolo spiega.
La prima ragione è in realtà il desiderio di catturare l’energia frenetica della creazione di qualcosa di diverso e imprevedibile. Tutto nel film, dalla scrittura alla messa in scena, è finalizzato a restituire quell’energia caotica che, in maniera un po’ banale e convenzionale, il film collega agli anni ’70, all’essere giovani e al talento, come se esistesse solo quel tipo di talento, quello impossibile da arginare nelle regole.
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La ragione per cui esiste Saturday Night è solo secondariamente raccontare la prima puntata e quindi l’origine e l’impresa che è stata creare Saturday Night Live, trasmissione comica americana che da cinquant'anni va in onda con le modalità, nel giorno e nel momento della giornata che il suo titolo spiega.
La prima ragione è in realtà il desiderio di catturare l’energia frenetica della creazione di qualcosa di diverso e imprevedibile. Tutto nel film, dalla scrittura alla messa in scena, è finalizzato a restituire quell’energia caotica che, in maniera un po’ banale e convenzionale, il film collega agli anni ’70, all’essere giovani e al talento, come se esistesse solo quel tipo di talento, quello impossibile da arginare nelle regole. Ripetendo alcuni luoghi comuni e senza osare niente.
Saturday Night è alla fine un crowd-pleaser, la cui missione è fare di tutto per accattivarsi gli spettatori. Ma lo sa fare, e ci riesce. Più volte durante il film ci si può trovare a desiderare che trovi un po’ più di gravitas, così che possa piacere di più, o almeno anche a un livello più serio invece di limitarsi a quello molto epidermico e divertente. Ma non accadrà. Saturday Night è un film da cui si esce con un sorriso, ma che non ha anche la capacità di rimanere impresso a lungo.
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