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marthy
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sabato 31 maggio 2025
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che brutto film
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Penso che la critica abbia fatto un grave errore a dare tanti premi a questo film. ? un film completamente antropicizzato, terribile! Tecnica cinematografica pessima. Se la gente va poco al cinema, penso sia per causa dell'offerta!
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aleluca
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martedì 15 aprile 2025
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nel flusso
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Era da tanto tempo che non guardavo un film di animazione ed è stato un grave errore. Spinto dal fatto che Flow ha recentemente conquistato un Oscar ed è un film privo di dialoghi, ho preso la decisione di guardarlo.
Un aspetto evidente è la scarsa cura nei dettagli grafici, chiaramente influenzata dal budget limitato disponibile per questo film. In alcune sequenze, lo stile visivo ricorda quella di un videogame datato. Tuttavia, chi ha prodotto il film, ha saputo trasformare una limitazione tecnica in un'opportunità creativa. I produttori, secondo il mio parere, sono riusciti a realizzare qualcosa di simile ad un opera di un sapiente artigiano, capace di trasformare la pellicola in un oggetto prezioso, unico nel suo genere.
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Era da tanto tempo che non guardavo un film di animazione ed è stato un grave errore. Spinto dal fatto che Flow ha recentemente conquistato un Oscar ed è un film privo di dialoghi, ho preso la decisione di guardarlo.
Un aspetto evidente è la scarsa cura nei dettagli grafici, chiaramente influenzata dal budget limitato disponibile per questo film. In alcune sequenze, lo stile visivo ricorda quella di un videogame datato. Tuttavia, chi ha prodotto il film, ha saputo trasformare una limitazione tecnica in un'opportunità creativa. I produttori, secondo il mio parere, sono riusciti a realizzare qualcosa di simile ad un opera di un sapiente artigiano, capace di trasformare la pellicola in un oggetto prezioso, unico nel suo genere. Inoltre, ho apprezzato particolarmente i movimenti e la varietà dei caratteri dei personaggi, elementi che hanno aumentato la nitidezza e la sensazione di realismo dell'intera pellicola.
Il film si distingue per una serie di colpi di scena, scene comiche e momenti drammatici che, seppure in assenza di dialoghi, lo rendono semplice da seguire. Tuttavia, ciò che più ho apprezzato sono stati quei momenti di apparente tranquillità che emergono nel corso della pellicola. Pur non avendo visto il film al cinema (cosa di cui mi pento), sono riuscito ad apprezzare gli splendidi paesaggi che fondono il reale, la fantasia e l’universo onirico. ll mondo plasmato dal regista reca tracce dell’ impronta umana, pur essendo completamente privo della sua presenza. Non viene fornita alcuna spiegazione sul motivo della sua assenza. Questo elemento aggiunge profondità alla trama rendendola ancora più affascinante.
Mi hanno colpito i ripetuti tentativi, sia del protagonista che di altri personaggi, di comprendere le immagini riflesse sia nello specchio d'acqua che in quello fisico. Mi hanno affascinato le scene che ritraggono i ripetuti annegamenti del protagonista, un gatto, nelle profondità del diluvio che ha invaso il paesaggio. Tutti questi elementi mi hanno suscitato l'impressione che si nascondesse qualcosa di diverso (in profondità) sotto l’apparente immagine riflessa dallo specchio d'acqua.
Raccomando vivamente di guardare il film, lasciandosi trasportare completamente nel suo mondo immaginario. Inoltre, spero che questo film possa resitere al passare del tempo. A mio avviso, i creatori hanno saputo colmare abilmente le varie lacune, trasformando ogni sfida in un'opportunità. Riflettendo bene, è proprio ciò che i protagonisti hanno vissuto lungo tutta la travagliata narrazione.
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aleluca
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martedì 15 aprile 2025
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nel flusso
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Era da tanto tempo che non guardavo un film di animazione ed è stato un grave errore. Spinto dal fatto che Flow ha recentemente conquistato un Oscar ed è un film privo di dialoghi, ho preso la decisione di guardarlo.
Un aspetto evidente è la scarsa cura nei dettagli grafici, chiaramente influenzata dal budget limitato disponibile per questo film. In alcune sequenze, lo stile visivo ricorda quella di un videogame datato. Tuttavia, chi ha prodotto il film, ha saputo trasformare una limitazione tecnica in un'opportunità creativa. I produttori, secondo il mio parere, sono riusciti a realizzare qualcosa di simile ad un opera di un sapiente artigiano, capace di trasformare la pellicola in un oggetto prezioso, unico nel suo genere.
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Era da tanto tempo che non guardavo un film di animazione ed è stato un grave errore. Spinto dal fatto che Flow ha recentemente conquistato un Oscar ed è un film privo di dialoghi, ho preso la decisione di guardarlo.
Un aspetto evidente è la scarsa cura nei dettagli grafici, chiaramente influenzata dal budget limitato disponibile per questo film. In alcune sequenze, lo stile visivo ricorda quella di un videogame datato. Tuttavia, chi ha prodotto il film, ha saputo trasformare una limitazione tecnica in un'opportunità creativa. I produttori, secondo il mio parere, sono riusciti a realizzare qualcosa di simile ad un opera di un sapiente artigiano, capace di trasformare la pellicola in un oggetto prezioso, unico nel suo genere. Inoltre, ho apprezzato particolarmente i movimenti e la varietà dei caratteri dei personaggi, elementi che hanno aumentato la nitidezza e la sensazione di realismo dell'intera pellicola.
Il film si distingue per una serie di colpi di scena, scene comiche e momenti drammatici che, seppure in assenza di dialoghi, lo rendono semplice da seguire. Tuttavia, ciò che più ho apprezzato sono stati quei momenti di apparente tranquillità che emergono nel corso della pellicola. Pur non avendo visto il film al cinema (cosa di cui mi pento), sono riuscito ad apprezzare gli splendidi paesaggi che fondono il reale, la fantasia e l’universo onirico. ll mondo plasmato dal regista reca tracce dell’ impronta umana, pur essendo completamente privo della sua presenza. Non viene fornita alcuna spiegazione sul motivo della sua assenza. Questo elemento aggiunge profondità alla trama rendendola ancora più affascinante.
Mi hanno colpito i ripetuti tentativi, sia del protagonista che di altri personaggi, di comprendere le immagini riflesse sia nello specchio d'acqua che in quello fisico. Mi hanno affascinato le scene che ritraggono i ripetuti annegamenti del protagonista, un gatto, nelle profondità del diluvio che ha invaso il paesaggio. Tutti questi elementi mi hanno suscitato l'impressione che si nascondesse qualcosa di diverso (in profondità) sotto l’apparente immagine riflessa dallo specchio d'acqua.
Raccomando vivamente di guardare il film, lasciandosi trasportare completamente nel suo mondo immaginario. Inoltre, spero che questo film possa resitere al passare del tempo. A mio avviso, i creatori hanno saputo colmare abilmente le varie lacune, trasformando ogni sfida in un'opportunità. Riflettendo bene, è proprio ciò che i protagonisti hanno vissuto lungo tutta la travagliata narrazione.
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joeruspante
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sabato 22 marzo 2025
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un cartone davvero emozionante
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Non amo molto i film d'animazione, ma devo dire che questo ? davvero ben fatto, considerando anche il budget utilizzato per crearlo. Ambientazione da sogno, colori e effetti grafici spettacolari. E poi il messaggio che vuole trasmettere questo film lascia spazio ad un interpretazione personale. Un film d'animazione da guardare assolutamente che arricchisce il bagaglio personale di qualsiasi tipo di spettatore. FANTASTICO!
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felicity
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mercoledì 19 marzo 2025
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le criticit? e i limiti di un gruppo
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Flow, pur figurando anche come testo ecologista, pone al centro del discorso il legame metaforico tra protagonista e natura: in un mondo ingoiato dai flutti, la crescita del gatto comincia dalla perdita dei suoi spazi, portandolo ad una sfida costante con l’acqua con cui più volte dovrà interagire. L’elemento liquido diventa la rappresentazione naturale del suo rapporto con lo strano gruppo con cui collabora per necessità: l’inesorabile sommersione dell’incipit, in cui tante sculture di gatto, saranno affogate, è il prodromo di questa avventura di sopravvivenza. Si passerà poi alla cauta fascinazione fino alla totale serenità dell’immersione, quando appunto i rapporti col gruppo avranno raggiunto un ottimo livello di collaborazione, per concludersi con le ondose e oscure acque dell’atto finale.
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Flow, pur figurando anche come testo ecologista, pone al centro del discorso il legame metaforico tra protagonista e natura: in un mondo ingoiato dai flutti, la crescita del gatto comincia dalla perdita dei suoi spazi, portandolo ad una sfida costante con l’acqua con cui più volte dovrà interagire. L’elemento liquido diventa la rappresentazione naturale del suo rapporto con lo strano gruppo con cui collabora per necessità: l’inesorabile sommersione dell’incipit, in cui tante sculture di gatto, saranno affogate, è il prodromo di questa avventura di sopravvivenza. Si passerà poi alla cauta fascinazione fino alla totale serenità dell’immersione, quando appunto i rapporti col gruppo avranno raggiunto un ottimo livello di collaborazione, per concludersi con le ondose e oscure acque dell’atto finale.
Per essere una favola a Flow manca volutamente l’intento didattico che Zilbalodis rimuove, anche in un finale coraggioso che sottolinea quanto le buone azioni abbiano scomode conseguenze.
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fabrizio friuli
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giovedì 13 marzo 2025
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gli avventurieri del mondo semi- sommerso.
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C' era una volta, un gatto completamente nero che vive in una grande casa nella quale non vi è un padrone, ma tante statue raffiguranti il gatto stesso e Ia mancanza del padrone ( e di ogni altro umano) è dovuta ad un' inondazione che ha quasi rivestito il mondo abitato da alcune specie di animali. Pur avendo un' indole schiva e solitaria, l' inondazione diventa più rischiosa e per sopravvivere, il gatto deve affrontare un' avventura con altre specie di animali diverse, ritrovatesi su di una barca a vela.
Flow è un lungometraggio animato alla quale è stato aggiunta una dose di avventura ed è ambientato in un mondo post apocalittico, dove ogni essere umano risulta essere scomparso ( o forse estinto ), tra l'altro, la componente dominante del film è la mancanza dei dialoghi tra i personaggi principali : il gatto, il cane di razza labrador, il roditore noto come capibara, il lemure catta e il volatile rapace noto come segretario ( un uccello africano con lunghe zampe che si alimenta di serpenti ), questi animali non parlano tra di loro perché si esprimono con brevi " espressioni " e talvolta quando emettono i versi, perché sono stati creati come se fossero animali veri.
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C' era una volta, un gatto completamente nero che vive in una grande casa nella quale non vi è un padrone, ma tante statue raffiguranti il gatto stesso e Ia mancanza del padrone ( e di ogni altro umano) è dovuta ad un' inondazione che ha quasi rivestito il mondo abitato da alcune specie di animali. Pur avendo un' indole schiva e solitaria, l' inondazione diventa più rischiosa e per sopravvivere, il gatto deve affrontare un' avventura con altre specie di animali diverse, ritrovatesi su di una barca a vela.
Flow è un lungometraggio animato alla quale è stato aggiunta una dose di avventura ed è ambientato in un mondo post apocalittico, dove ogni essere umano risulta essere scomparso ( o forse estinto ), tra l'altro, la componente dominante del film è la mancanza dei dialoghi tra i personaggi principali : il gatto, il cane di razza labrador, il roditore noto come capibara, il lemure catta e il volatile rapace noto come segretario ( un uccello africano con lunghe zampe che si alimenta di serpenti ), questi animali non parlano tra di loro perché si esprimono con brevi " espressioni " e talvolta quando emettono i versi, perché sono stati creati come se fossero animali veri. L' avventura del film sembra essere basata sulla stessa avventura vista nel film Vita di Pi ( del regista Ang Lee ) perché la maggior parte delle scene si svolgono su di una barca, tuttavia, ci sono le differenze tra i due film, ma sono entrambi accomunati anche dallo stesso modo di scorrere ( non molto dinamico, ma nemmeno eccessivamente " lento " ), purtroppo, il film presenta un neo che potrebbe essere considerato tale oppure no : la scena dove scompare o muore l' uccello segretario, in quella scena il personaggio scompare immergendosi in uno scenario astronomico nel quale viene risucchiato il gatto protagonista, dalla quale lui stesso ne esce isolato, il problema di quel momento è che sembra essere troppo surreale oppure ricorda anche la morte della tartaruga del film Kung Fu Panda, però, escludendo quella scena, Flow è un film più che soddisfacente che fa comprendere agli spettatori che nel mondo non bisogna restare da soli, infatti, nelle ultime scene, il gatto si allontana infelicemente, ma quando viene raggiunto dagli altri compagni di viaggio ( che sembrano essersi affezionati al gatto ) egli scopre cosa si prova ad avere accanto gli altri.
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eugenio
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mercoledì 12 marzo 2025
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tutto scorre, niente rimane uguale
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Flow, vincitore del premio Oscar come miglior animazione, in ottanta minuti condensa, senza dialoghi, una raffinata favola dai molteplici linguaggi interpretativi.
Ha un gatto nero come protagonista che per miracolo sopravvive a un'inondazione. Non ci sono umani, pare siano tutti morti dopo quest'apocalisse; solo i pochi animali superstiti, devono trovare un modo per aiutarsi reciprocamente a vivere.
Così su una barchetta, un capibara, un lemure ossessionato dai suoi oggetti, un cane e il micio vanno diretti chissà dove con un maestoso uccello come guida e timoniere. Tra miagolii di fondo e lo sciabordio delle acque, emerge la capacità di riuscire a fare squadra, aiutarsi e nutrirsi oltre l'istintiva diffidenza.
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Flow, vincitore del premio Oscar come miglior animazione, in ottanta minuti condensa, senza dialoghi, una raffinata favola dai molteplici linguaggi interpretativi.
Ha un gatto nero come protagonista che per miracolo sopravvive a un'inondazione. Non ci sono umani, pare siano tutti morti dopo quest'apocalisse; solo i pochi animali superstiti, devono trovare un modo per aiutarsi reciprocamente a vivere.
Così su una barchetta, un capibara, un lemure ossessionato dai suoi oggetti, un cane e il micio vanno diretti chissà dove con un maestoso uccello come guida e timoniere. Tra miagolii di fondo e lo sciabordio delle acque, emerge la capacità di riuscire a fare squadra, aiutarsi e nutrirsi oltre l'istintiva diffidenza. Ma il film del regista lettone Zilbalodis, oltre all'evidente discorso ecologista, sulla necessità di comprendere gli sprechi, rinunciare al nostro ego, va oltre.
Si pone come favola religiosa di chi sa di non sapere e di non capire del tutto ma che ha necessità di sopravvivere. Con consapevolezza che ciascuno di noi deve acquisite. in questo mondo dove il cambiamento climatico è sempre più crisi urgente. Un gioiellino.
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jean
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lunedì 10 marzo 2025
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una avventura emozionante per chi ama i gatti e no
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Trama:
Dopo una terribile alluvione, in cui l’umanità sembra essere scomparsa, un gatto cerca di sopravvivere al costante innalzamento dell’acqua.
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Trama:
Dopo una terribile alluvione, in cui l’umanità sembra essere scomparsa, un gatto cerca di sopravvivere al costante innalzamento dell’acqua. Trova rifugio su una barca a vela, ma deve condividerlo con un Labrador fin troppo allegro, un Capibara pigro, un Lemure cleptomane e un Serpentario ferito.
Recensione:
Flow di Gints Zilbalodis, é un film d’animazione insolito per l’assenza di dialoghi, in cui lo spettatore deve lasciarsi completamente trasportare dal potere delle immagini e della musica.
Realizzato con un software Open Source, modellazione in 3D e un programma rendering, e caratterizzato da un design stilizzato,la produzione è comunque riuscita mescolare una trama avventurosa con paesaggi quasi "fiabeschi" e a puntare tutto sulla futura “amicizia“ tra questi animali, trasportando lo spettatore in un emozionante viaggio.
Il film d’animazione (rivelazione agli ultimi Oscar 2025), non solo ha fatto irruzione sulla scena della premiazione con un budget ridotto e una pubblicità quasi inesistente,ma ha anche dato lo smacco vincendo il premio Oscar come miglior film d’animazione,battendo le major più "collaudate“ é ben rodate “,come la Walt Disney,Pixar e la DreamWorks Animation, proprio come quando Davide, con la sua fionda, a battuto il gigante Golia.
Sì perché la piccola produzione Baltica ha compiuto un impresa storica, essendo il primo film lettone a vincere un premio Oscar.
Uscito in Italia il 7 Novembre,dopo aver stupito agli Oscar, sarà di nuovo distribuito al cinema; per per tutti coloro che se lo sono persi,ora c’è una buona ragione per andarserlo a recuperare.
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giancarlo.rizzo
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venerdì 7 marzo 2025
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non ? un film
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Non c'è una storia, non c'è una trama, quindi non è un film. Forse è un documentario, non lo so. Comunque a metà ho staccato, annoiato a morte, io, amante dell'animazione, del disegno, dell'illustrazione.
C'è un gran lavoro dietro, tutto in 3D: le ambientazioni sono spettacolari, molto realistiche, gli animali sono anche in 3D ma resi con effetto disegnato.
Quindi l'Oscar ha premiato l'immagine, non certo il film.
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mont_blanc
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giovedì 28 novembre 2024
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quando wall-e incontra vita di pi. e non c'è niente da salvare.
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E' un film apocalittico/postapocalittico, ma soprattutto fantastico. Mi ha ricordato un po' "Vita di Pi", per alcuni aspetti, o il più noto Diluvio Universale, ma non così estremo. E' muto, o meglio, non ci sono animali parlanti. Essi fanno però i loro versi. Le immagini mi sono piaciute moltissimo e qui rimando al trailer. Oddio, oddio, qualcuno ha notato delle scalettature? A volte la tecnica usata produce effetti indesiderati. Mi è saltata all'occhio in una sola occasione, e si trattava della gestione del colore. Pochi secondi.
In un mondo dove gli umani sono scomparsi, un mondo che di primo acchitto sembra il nostro, ma non lo è (basti pensare che gli animali protagonisti sono stati pescati da diversi continenti), gli animali fuggono da uno sconvolgimento naturale idrico incredibile.
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E' un film apocalittico/postapocalittico, ma soprattutto fantastico. Mi ha ricordato un po' "Vita di Pi", per alcuni aspetti, o il più noto Diluvio Universale, ma non così estremo. E' muto, o meglio, non ci sono animali parlanti. Essi fanno però i loro versi. Le immagini mi sono piaciute moltissimo e qui rimando al trailer. Oddio, oddio, qualcuno ha notato delle scalettature? A volte la tecnica usata produce effetti indesiderati. Mi è saltata all'occhio in una sola occasione, e si trattava della gestione del colore. Pochi secondi.
In un mondo dove gli umani sono scomparsi, un mondo che di primo acchitto sembra il nostro, ma non lo è (basti pensare che gli animali protagonisti sono stati pescati da diversi continenti), gli animali fuggono da uno sconvolgimento naturale idrico incredibile. La figura centrale è un gattino. Gli animali si comportano solitamente in modo abbastanza naturale, con il vento della regia che li ammanta e li accompagna con uno spirito un filo più consapevole e primate. La critica l'ha esaltato. Ma personalmente hanno davvero esagerato. Il film è sicuramente interessante, con delle location bellissime e varie. Per gli occhi e le orecchie è solitamente una festa. Il trailer mi ha conquistato per quello, oltre che per il soggetto gatto. Come detto, gli animali si comportano come tali, per se e fra di loro, con i loro atteggiamenti, suoni e diffidenze tipici, però con un velo, un accompagnamento di umanizzazione. Senza il film non sarebbe stato possibile. Il film ha dei significati allegorici, ma non tutti sono chiari e si fatica (non si riesce) a capire il senso di diverse cose. Alla fine lascia un po' perplessi. Un po' come l'ultimo Coppola.
Ah!, Giusto! Il titolo italiano. Il film si chiama Flow. Straume nell'originale lettone. Solo flusso. Ma perché gli italiani ci hanno messo un sottotitolo fuorviante che lascia intendere una sorta di missione? "Un mondo da salvare." No, per nulla. Si cerca solo di sopravvivere. Forse è un tentativo teorista di mettere davanti uno dei presunti intenti allegorici del film? Se si, creano un fraintendimento con le aspettative naturali di un simile titolo. Male il ogni caso. Non si mette il carro davanti ai buoi.
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