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"The Hunt") Craig Zobel, da un racconto di Richard Connell di quasi un secolo fa, screenplay di Nick Cuse, Damon Lindelof, 2020; terza traspoizione fi,mica del racconto, racconta di un gurppo di persone, che si trovano senza spere come e perche'in Croazia, in un luogo che e'una"factory", in circostanze pre.belliche e poi direttamente, beliche. Morti, ferti, finte"apparizioni"di profughi o meglio presunti tali, la scopere delle villenza sotte4sa, probabilmente qui ben piu'presente che nelle trasposizoni d'antan.. SI copre che una parte dei/dlele partecipanti al"play"erano o meglio sono militari gia'impeganti/e i missioni anche direttamente belliche(Afghanistan , per ex.
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"The Hunt") Craig Zobel, da un racconto di Richard Connell di quasi un secolo fa, screenplay di Nick Cuse, Damon Lindelof, 2020; terza traspoizione fi,mica del racconto, racconta di un gurppo di persone, che si trovano senza spere come e perche'in Croazia, in un luogo che e'una"factory", in circostanze pre.belliche e poi direttamente, beliche. Morti, ferti, finte"apparizioni"di profughi o meglio presunti tali, la scopere delle villenza sotte4sa, probabilmente qui ben piu'presente che nelle trasposizoni d'antan.. SI copre che una parte dei/dlele partecipanti al"play"erano o meglio sono militari gia'impeganti/e i missioni anche direttamente belliche(Afghanistan , per ex.)e le conseguenze non si fanno attendere. Decisamente una stroria che ha anche delgi antefatti, che vengono poi citati e "riportati"alll'attualit', ossia al momento in cui si svole la vicende, con le"rivelazionI"del caso, che sono tali(ma non sempre chiarissime, invero)agli spettataotri. Jeux aux massacre pour epater les bourgeois... o meglio i molto ricchi che finanziano queste "iniziative". Non so se abbia ragione Donald Trump denunciando le responsabilita'dei"liberals"che hanno prodotto, finanziato, realizzato il film, ma 'e'certo che il film denuncia la violenza sottesa al mondo capitalista, in speice quello degili States, dove alcune affermazioni"ironiche"di alcuni/e protagonisti(e sono sintomatiche,: in quesot quadro si inserisce per esempio la storiella raccontata da una protagonista come"fiaba"raccontatale dalla mamma, delle lepre e della tarataruga e delle sfida inscenata e messa in attol con il finale, truculento, per cui la lepre si rivela una brutale, ferocissima assassina. smebra la versione "dark"o meglio"gore"del famoso paradosso di Zenone, per cui la tartaruga batte il pie'veloce Achille nella corsa, paradossalmnete, appunto, metttendo dietro di se'infinti segmenti, versus la corsa veloce(ma?dle pie'veloce, appunto. Intepreti notevoli Betty Gilpin, Emma Roberts, Ike Battnholtz and others. Eugen
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"The Hunt") Craig Zobel, da un racconto di Richard Connell di quasi un secolo fa, screenplay di Nick Cuse, Damon Lindelof, 2020; terza traspoizione fi,mica del racconto, racconta di un gurppo di persone, che si trovano senza spere come e perche'in Croazia, in un luogo che e'una"factory", in circostanze pre.belliche e poi direttamente, beliche. Morti, ferti, finte"apparizioni"di profughi o meglio presunti tali, la scopere delle villenza sotte4sa, probabilmente qui ben piu'presente che nelle trasposizoni d'antan.. SI copre che una parte dei/dlele partecipanti al"play"erano o meglio sono militari gia'impeganti/e i missioni anche direttamente belliche(Afghanistan , per ex.)e le conseguenze non si fanno attendere. Decisamente una stroria che ha anche delgi antefatti, che vengono poi citati e "riportati"alll'attualit', ossia al momento in cui si svole la vicende, con le"rivelazionI"del caso, che sono tali(ma non sempre chiarissime, invero)agli spettataotri. Jeux aux massacre pour epater les bourgeois... o meglio i molto ricchi che finanziano queste "iniziative". Non so se abbia ragione Donald Trump denunciando le responsabilita'dei"liberals"che hanno prodotto, finanziato, realizzato il film, ma 'e'certo che il film denuncia la violenza sottesa al mondo capitalista, in speice quello degili States, dove alcune affermazioni"ironiche"di alcuni/e protagonisti(e sono sintomatiche,: in quesot quadro si inserisce per esempio la storiella raccontata da una protagonista come"fiaba"raccontatale dalla mamma, delle lepre e della tarataruga e delle sfida inscenata e messa in attol con il finale, truculento, per cui la lepre si rivela una brutale, ferocissima assassina. smebra la versione "dark"o meglio"gore"del famoso paradosso di Zenone, per cui la tartaruga batte il pie'veloce Achille nella corsa, paradossalmnete, appunto, metttendo dietro di se'infinti segmenti, versus la corsa veloce(ma?dle pie'veloce, appunto. Intepreti notevoli Betty Gilpin, Emma Roberts, Ike Battnholtz and others. Eugen
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"The Hunt") Craig Zobel, da un racconto di Richard Connell di quasi un secolo fa, screenplay di Nick Cuse, Damon Lindelof, 2020; terza traspoizione fi,mica del racconto, racconta di un gurppo di persone, che si trovano senza spere come e perche'in Croazia, in un luogo che e'una"factory", in circostanze pre.belliche e poi direttamente, beliche. Morti, ferti, finte"apparizioni"di profughi o meglio presunti tali, la scopere delle villenza sotte4sa, probabilmente qui ben piu'presente che nelle trasposizoni d'antan.. SI copre che una parte dei/dlele partecipanti al"play"erano o meglio sono militari gia'impeganti/e i missioni anche direttamente belliche(Afghanistan , per ex.)e le conseguenze non si fanno attendere. Decisamente una stroria che ha anche delgi antefatti, che vengono poi citati e "riportati"alll'attualit', ossia al momento in cui si svole la vicende, con le"rivelazionI"del caso, che sono tali(ma non sempre chiarissime, invero)agli spettataotri. Jeux aux massacre pour epater les bourgeois... o meglio i molto ricchi che finanziano queste "iniziative". Non so se abbia ragione Donald Trump denunciando le responsabilita'dei"liberals"che hanno prodotto, finanziato, realizzato il film, ma 'e'certo che il film denuncia la violenza sottesa al mondo capitalista, in speice quello degili States, dove alcune affermazioni"ironiche"di alcuni/e protagonisti(e sono sintomatiche,: in quesot quadro si inserisce per esempio la storiella raccontata da una protagonista come"fiaba"raccontatale dalla mamma, delle lepre e della tarataruga e delle sfida inscenata e messa in attol con il finale, truculento, per cui la lepre si rivela una brutale, ferocissima assassina. smebra la versione "dark"o meglio"gore"del famoso paradosso di Zenone, per cui la tartaruga batte il pie'veloce Achille nella corsa, paradossalmnete, appunto, metttendo dietro di se'infinti segmenti, versus la corsa veloce(ma?dle pie'veloce, appunto. Intepreti notevoli Betty Gilpin, Emma Roberts, Ike Battnholtz and others. Eugen
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"The Hunt") Craig Zobel, da un racconto di Richard Connell di quasi un secolo fa, screenplay di Nick Cuse, Damon Lindelof, 2020; terza traspoizione fi,mica del racconto, racconta di un gurppo di persone, che si trovano senza spere come e perche'in Croazia, in un luogo che e'una"factory", in circostanze pre.belliche e poi direttamente, beliche. Morti, ferti, finte"apparizioni"di profughi o meglio presunti tali, la scopere delle villenza sotte4sa, probabilmente qui ben piu'presente che nelle trasposizoni d'antan.. SI copre che una parte dei/dlele partecipanti al"play"erano o meglio sono militari gia'impeganti/e i missioni anche direttamente belliche(Afghanistan , per ex.)e le conseguenze non si fanno attendere. Decisamente una stroria che ha anche delgi antefatti, che vengono poi citati e "riportati"alll'attualit', ossia al momento in cui si svole la vicende, con le"rivelazionI"del caso, che sono tali(ma non sempre chiarissime, invero)agli spettataotri. Jeux aux massacre pour epater les bourgeois... o meglio i molto ricchi che finanziano queste "iniziative". Non so se abbia ragione Donald Trump denunciando le responsabilita'dei"liberals"che hanno prodotto, finanziato, realizzato il film, ma 'e'certo che il film denuncia la violenza sottesa al mondo capitalista, in speice quello degili States, dove alcune affermazioni"ironiche"di alcuni/e protagonisti(e sono sintomatiche,: in quesot quadro si inserisce per esempio la storiella raccontata da una protagonista come"fiaba"raccontatale dalla mamma, delle lepre e della tarataruga e delle sfida inscenata e messa in attol con il finale, truculento, per cui la lepre si rivela una brutale, ferocissima assassina. smebra la versione "dark"o meglio"gore"del famoso paradosso di Zenone, per cui la tartaruga batte il pie'veloce Achille nella corsa, paradossalmnete, appunto, metttendo dietro di se'infinti segmenti, versus la corsa veloce(ma?dle pie'veloce, appunto. Intepreti notevoli Betty Gilpin, Emma Roberts, Ike Battnholtz and others. Eugen
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felicity
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lunedì 21 febbraio 2022
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violenza e irriverenza, ironia e ferocia
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The Hunt è un mix di ingredienti, o meglio brandelli di carne umana. Perché sì, questo film è un concentrato di violenza e irriverenza, ironia e ferocia cinematografica che non lascia spazio all’immaginazione. Ma la visione non è fine a se stessa, poiché affronta in modo imponente una sorta d’intrighi
politici trattati con acuta sottigliezza e ignominie proprie dell’essere umano che serpeggiano tutt’oggi nella versione reale del nostro mondo.
Le inquadrature adottate da Zobel, a volte in piani stretti e ben serrati, assicurano un ritmo incalzante e sfrenato, promettendo allo spettatore un divertissement visivo che merita di essere fruito.
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The Hunt è un mix di ingredienti, o meglio brandelli di carne umana. Perché sì, questo film è un concentrato di violenza e irriverenza, ironia e ferocia cinematografica che non lascia spazio all’immaginazione. Ma la visione non è fine a se stessa, poiché affronta in modo imponente una sorta d’intrighi
politici trattati con acuta sottigliezza e ignominie proprie dell’essere umano che serpeggiano tutt’oggi nella versione reale del nostro mondo.
Le inquadrature adottate da Zobel, a volte in piani stretti e ben serrati, assicurano un ritmo incalzante e sfrenato, promettendo allo spettatore un divertissement visivo che merita di essere fruito.
Il tema principale è la caccia all’uomo; espediente trito e ritrito nell’ambito della narrativa generale che necessita – ogni volta che qualcuno decida di farne il fulcro della propria idea – di un’originalità nuova di zecca. E The Hunt questa sua personale e anticonvenzionale interpretazione dell’argomento di cui sopra l’ha trovata eccome. Perché, tra commedia nera e grottesco, azione e survival dai connotati politici, The Hunt slitta verso uno sviluppo narrativo astuto e peculiare. Quello che Zobel crea per le macchine da presa, infatti, non è solamente un esercizio di stile o l’ennesimo mero tripudio grafico all’insegna dello splatter e del gore, ma una vera e propria ascesa tematica e narrativa interessante.
E quando tutto sembra ormai palesato e scontato, il racconto prende una piega che al posto di rovinare l’abito lo esalta come un capo d’alta moda – ed è proprio questa piacevole sensazione di spiazzamento e di smarrimento il suo punto di forza.
Il finale del film si snoda in un rocambolesco climax avvincente nel quale svariati plot twist s’annidano dietro l’angolo, per terminare con un notevole catfight.
The Hunt è un film positivamente disturbante, in cui non coesistono Bene o Male, Paradiso o Inferno, Principesse o Mostri, ma solo i cacciati (personaggi che farebbero un favore al mondo se scomparissero dalla faccia della Terra) e i cacciatori (gente benestante e annoiata che uccide per svago); in pratica due fazioni di una stessa società, folle e marcia fino al midollo che se ne daranno di santa ragione per novanta sanguinolenti minuti di pura tensione.
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carloalberto
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martedì 14 dicembre 2021
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sorprendente satira contro il politically correct
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L’ambientazione in un mondo apparentemente distopico ricorda Hunger Games di Ross, il tema della caccia, con vittime e predatori che si alternano nei rispettivi ruoli, rinvia al La decima vittima di Petri, la lotta all’ultimo sangue tra l’eroina e la sua antagonista è molto simile alla scena iniziale di Kill Bill:Volume 1 di Tarantino. Nonostante ciò, quest’adattamento per il cinema di Craig Zobel di un racconto di Connell del 1924, La partita più pericolosa, ad opera di uno sceneggiatore di talento, Damon Lindelof, lo stesso di Prometheus e World War Z, è un’opera originale e addirittura unica nel suo genere grazie ad un plot paradossale in cui un’elite di illuminati progressisti dà la caccia ad un gruppo di beceri conservatori.
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L’ambientazione in un mondo apparentemente distopico ricorda Hunger Games di Ross, il tema della caccia, con vittime e predatori che si alternano nei rispettivi ruoli, rinvia al La decima vittima di Petri, la lotta all’ultimo sangue tra l’eroina e la sua antagonista è molto simile alla scena iniziale di Kill Bill:Volume 1 di Tarantino. Nonostante ciò, quest’adattamento per il cinema di Craig Zobel di un racconto di Connell del 1924, La partita più pericolosa, ad opera di uno sceneggiatore di talento, Damon Lindelof, lo stesso di Prometheus e World War Z, è un’opera originale e addirittura unica nel suo genere grazie ad un plot paradossale in cui un’elite di illuminati progressisti dà la caccia ad un gruppo di beceri conservatori. La satira di costume contro l’asfissiante ideologia dei sostenitori del politically correct a tutti i costi è una cosa nuova per Hollywood ed il film, a metà strada tra una black comedy e l’horror splatter, sorprende e diverte anche per questo.
Betty Gilpin è la straordinaria interprete della protagonista che con il suo aspetto dimesso ed il volto perennemente imbambolato si pone agli antipodi dello stereotipo della classica eroina dei film di genere.
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mr.rizzus
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lunedì 8 febbraio 2021
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capolavoro!
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brunopepi
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venerdì 18 settembre 2020
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come il virus di oggi perseguitando l''uomo
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Dodici sconosciuti che si risvegliano e si ritrovano in un parco senza sapere come siano arrivati là e senza conoscerne la località, diventando d'immediato bersagli mortali di una vera e propria battuta di caccia...all'uomo però. Consiglio di vederlo più come un film piacevole che scorre fra il grottesco, il thriller e qualche battuta ironica dentro una situazione drammatica, piuttosto che seguire le varie opinioni o critiche di improbabili scenari politici della più recente lotta tra democratici e repubblicani in un ambiente dove si è addirittura arrivati a stabilirne una similitudine con vicissitudini dell'attuale governo Trump.
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Dodici sconosciuti che si risvegliano e si ritrovano in un parco senza sapere come siano arrivati là e senza conoscerne la località, diventando d'immediato bersagli mortali di una vera e propria battuta di caccia...all'uomo però. Consiglio di vederlo più come un film piacevole che scorre fra il grottesco, il thriller e qualche battuta ironica dentro una situazione drammatica, piuttosto che seguire le varie opinioni o critiche di improbabili scenari politici della più recente lotta tra democratici e repubblicani in un ambiente dove si è addirittura arrivati a stabilirne una similitudine con vicissitudini dell'attuale governo Trump. Un confronto spietato tra milionari oziosi e convinti appartenenti a una stessa élite con un sottile richiamo alla destra e la gente di tutti i giorni della società americana senza distinguerne sesso, colore di pelle, occupazione, età...tutti bersagli di un complotto relativamente svelato nel finale. Ma se di metafora dovessimo parlare, proporrei più quel che si sta vivendo oggi fuggendo, isolandoci, proteggendoci da un nemico invisibile, comune e spietato quale il nefando virus che ci circonda...questo virus che come in una caccia all'uomo ci riporta al film. Sorprendente il contrasto tra la prima parte dove non si individualizzano i veri protagonisti racchiusi in un cast corale mentre, mentre nella seconda fuoriescono quei personaggi per un finale degno del Kill Bill di Tarantino. Nel complesso, partendo in sordina, godibile attraverso un buon ritmo che quasi non concede pause.
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[+] godetevi il film, senza voler fare troppe dietrolo
(di andrea candelo)
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kyotrix
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venerdì 11 settembre 2020
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bella sorpresa
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Ho iniziato a guardarlo distratto, mi aspettavo solito filmetto sui soliti massacri. In parte lo è, ma in realtà ben diverso, è simpatico, divertente, e le espressioni della protagonista mi strappavano sempre un sorriso. La frase finale del film, lo commenta nella maniera giusta: - Com'è? - Uno sballo, cazzo! ^_^ . Lo consiglio
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rizric
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domenica 28 giugno 2020
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spettacolare e divertente!
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Pur utilizzando un espediente già rivisto e per certi versi classico, The Hunt si rivela un film che miscela diversi generi, tra action, horror plasmati i insieme con una tonalità che vira molto sulla black comedy, mettendo sul piatto una riflessione del momento attuale e politico della scena statunitense. La metafora è chiarissima e proprio giocando su tale chiarezza che Zobel mette di fronte un'ala liberal sadica ed assassina e delle potenziali vittime che, a parte la protagonista, sono talmente odiosi che riesce difficile empatizzare con loro. Sorprendente nei primi minuti dove dove potenziali protagonisti.....non si rivelano tali, qualche buon ribaltamento di clichè ed un finale che cita esplicitamente Kill Bill.
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Pur utilizzando un espediente già rivisto e per certi versi classico, The Hunt si rivela un film che miscela diversi generi, tra action, horror plasmati i insieme con una tonalità che vira molto sulla black comedy, mettendo sul piatto una riflessione del momento attuale e politico della scena statunitense. La metafora è chiarissima e proprio giocando su tale chiarezza che Zobel mette di fronte un'ala liberal sadica ed assassina e delle potenziali vittime che, a parte la protagonista, sono talmente odiosi che riesce difficile empatizzare con loro. Sorprendente nei primi minuti dove dove potenziali protagonisti.....non si rivelano tali, qualche buon ribaltamento di clichè ed un finale che cita esplicitamente Kill Bill. Non perfetto, ma comunque molto buono con una Betty Gilpin tosta e bastarda come poche e dal buon ritmo che concede poche pause.
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