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paul hackett
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giovedì 10 aprile 2025
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weeping willow, almeno per me
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Violento, poetico, delicato, aggressivo, lento, ovattato, animalesco. Da padre di una figlia, sottolineo il femminile, ho pianto, mi sono commosso per il personaggio interpretato da Robert Pattinson, inquieto, misterioso ma anche sensibile e dolce, padre solo nello Spazio e così sorprendentemente materno. E' un Sci-fi Prison-movie con forte mano autoriale, cast speciale: Robert Pattison meraviglioso il quale non rinuncia a queste sofisticate produzioni indipendenti, la splendida Mia Goth musa indie sulla falsa riga della Chloè Sevigny anni '90, Juliette Binoche carnale che trasuda sensualità come in poche altre occasioni sulle schermo. I protagonisti fanno i conti con il loro spaventoso e imperdonabile passato, alcuni cercheranno di compensare i loro delitti, forse ci riescono ma il dolore e il ricordo intollerabile resta.
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Violento, poetico, delicato, aggressivo, lento, ovattato, animalesco. Da padre di una figlia, sottolineo il femminile, ho pianto, mi sono commosso per il personaggio interpretato da Robert Pattinson, inquieto, misterioso ma anche sensibile e dolce, padre solo nello Spazio e così sorprendentemente materno. E' un Sci-fi Prison-movie con forte mano autoriale, cast speciale: Robert Pattison meraviglioso il quale non rinuncia a queste sofisticate produzioni indipendenti, la splendida Mia Goth musa indie sulla falsa riga della Chloè Sevigny anni '90, Juliette Binoche carnale che trasuda sensualità come in poche altre occasioni sulle schermo. I protagonisti fanno i conti con il loro spaventoso e imperdonabile passato, alcuni cercheranno di compensare i loro delitti, forse ci riescono ma il dolore e il ricordo intollerabile resta. Poi c'è Willow, la speranza, forse per miliardi di vite o forse solo per il papà. Di Claire Denis la splendida regia.
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dandy
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giovedì 28 dicembre 2023
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no life in space...
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Al suo primo film di fantascienza,la regista(che co-sceneggia)mescola echi di Bataille e del cinema di genere(da "Solaris" a "2001-Odissea nello spazio" al più recente "Moon")che sa trattare temi non nuovi in maniera personale e a suo modo unico.L'ambientazione minimalista e l'atmosfera claustrofobica accentuano il senso di oppressione dei protagonisti,più che mai insignificanti nel vuoto cosmico che li circonda(al pari della loro condizione di reietti irrecuperabili sulla Terra)e funziona la contrapposizione tra l'umanità e il calore di Monty verso la figlia Willow(efficace e straniante la parte iniziale dove sono i soli ad apparire)e la degenerazione del resto dell'equipaggio di fonte all'inevitabile,dove spicca l'ambigua Dibbs.
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Al suo primo film di fantascienza,la regista(che co-sceneggia)mescola echi di Bataille e del cinema di genere(da "Solaris" a "2001-Odissea nello spazio" al più recente "Moon")che sa trattare temi non nuovi in maniera personale e a suo modo unico.L'ambientazione minimalista e l'atmosfera claustrofobica accentuano il senso di oppressione dei protagonisti,più che mai insignificanti nel vuoto cosmico che li circonda(al pari della loro condizione di reietti irrecuperabili sulla Terra)e funziona la contrapposizione tra l'umanità e il calore di Monty verso la figlia Willow(efficace e straniante la parte iniziale dove sono i soli ad apparire)e la degenerazione del resto dell'equipaggio di fonte all'inevitabile,dove spicca l'ambigua Dibbs.Non tutto funziona,i passaggi sulla Terra sono superflui e come in altri film della regista lo stile non è per tutti.Ma è notevole nel mettere in scena gli aspetti intimi dei personaggi,i loro lati sgradevoli e le pulsioni(non) latenti,talvolta rischiando il ridicolo(la masturbazione della dottoressa)ma con quel tipo di disinvoltura e libertà quasi sempre assenti nel cinema americano.Molto bravi gli attori,Pattinson in testa.
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rush
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mercoledì 9 giugno 2021
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un buco nell''acqua, altro che buco nero
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Come da titolo (mio sopra) davvero un buco nell'acqua...o se preferite rimanere in tema davvero un buco nero...sono un gran appassionato del genere ma era meglio leggersi il Televideo piuttosto...
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duccio
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lunedì 12 aprile 2021
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un buco nero di film - 2
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II parte
Mi vengono in mente altre incongruenze di sceneggiatura per non dire di montaggio. Come mai ad un certo punto li vediamo allacciarsi le cinture per il passaggio nel buco nero per poi ritrovarli un secondo dopo normalmente in giro per i corridoi senza che si sia capito se sono passati o no ? (Evidentemente no). Ce ne sono tante altre di assurdità, anche senza entrare nel merito della ridicola stanza del piacere da cui percolano fuori liquidi irreali. Ma la perla, anzi le perle stanno nel finale. Dunque, fatemi capire, una volta morti tutti Monte si trova con risorse, prodotti alimentari e sanitari scarsissimi, a crescere una ragazzina di 14 anni, come se nulla fosse.
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II parte
Mi vengono in mente altre incongruenze di sceneggiatura per non dire di montaggio. Come mai ad un certo punto li vediamo allacciarsi le cinture per il passaggio nel buco nero per poi ritrovarli un secondo dopo normalmente in giro per i corridoi senza che si sia capito se sono passati o no ? (Evidentemente no). Ce ne sono tante altre di assurdità, anche senza entrare nel merito della ridicola stanza del piacere da cui percolano fuori liquidi irreali. Ma la perla, anzi le perle stanno nel finale. Dunque, fatemi capire, una volta morti tutti Monte si trova con risorse, prodotti alimentari e sanitari scarsissimi, a crescere una ragazzina di 14 anni, come se nulla fosse. E questa sembra assolutamente normale, cresciuta terrestre in tutto e per tutto, dopo aver vissuto relegata in un buco sporco nel vuoto avendo conosciuto solo il padre e poche immagini sempre più deteriorate che arrivano dalla terra (ha già, le immagini arrivano e i messaggi no…) senza libri o altra formazione specifica per non parlare di una sana struttura fisica. A questo punto incontrano una seconda nave (che arriva precisa dove sono già loro) che ad una frettolosa indagine Monte scopre essere piena solo di cani...nonostante poco prima abbia estratto anch’essa un corridoio di passaggio. I wtf anche qui basterebbero per scrivere un saggio (non indaga oltre? Non cerca tracce umane? Non ha bisogno di altri strumenti, attrezzi, medicine, cibo dopo 20 anni di isolamento? Ecc.) ma lasciamo perdere. Dopo questo inutile incontro i due decidono ovviamente di buttarsi nel buco nero, dopo che l’altra navetta si era sfracellata, dicendosi però che andrà tutto bene. Un film così irritante non poteva che avere una finale altrettanto irritante, infatti , da grande intellettuale, la regista non prende impegni e con un paio di luci alla 2001 se la cava lasciandoci tutti con un palmo di naso. Se Nolan ci aveva incasinato il cervello chiedendoci qualche sforzo di meningi, richiedendo anche una seconda visione del suo Interstellar, almeno ci aveva provato a dare un senso, rischiando. Questa fa la superiore e ci saluta con una pagina bianca. Inaccettabile.
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duccio
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lunedì 12 aprile 2021
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un vero buco nero di film...
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Da dove cominciare…? Cominciamo dai critici. I critici che mettono subito le mani avanti prendendosela con i gli esperti di fantascienza che si potrebbero inalberare per le incongruità tecnico scientifiche del film. Intendiamoci subito, la “sospensione della credulità” non è un sofismo da nerd. Se non funziona infatti fa crollare tutto il castello. Meglio avrebbe fatto la regista ad ambientarlo in un manicomio criminale in una specie di dopobomba piuttosto che nello spazio. Le incongruenze sono tali che rendono inesistente anche tutto il castello filosofico e psicologico che sarebbe stato nelle sue intenzioni. Dimentichiamoci pure del martello che cade a picco, dei cadaveri lasciati fuori il portello che piombano in verticale (per poi ritrovarli un secondo dopo fluttuare nel vuoto), di questa gravità interna all’astronave (assai piccola peraltro) molto tirata via, del fatto che non si capisce cosa mangino, dell’assurdità di un transistor rilevatore di segni vitali da inviare alla terra quando dalla terra tanto non possono rifarsi vivi ( e perché loro possono scrivere alla terra?), di questa velocità a 99 % della luce che crea distorsioni solo quando fa comodo, dimentichiamoci pure dell’ambientazione che sembra più un corridoio di una palestra, di portelli e strumentazioni degne di Plan 9 from Outer Space, tratteniamo il riso sulla strumentazione medica (?) in dotazione, fra cui si nota anche un macinapepe (ebbene si), sui tristi apparecchi appesi ai muri per dare l’aria di astronave, che ricordano invece più lo scantinato di un condominio.
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Da dove cominciare…? Cominciamo dai critici. I critici che mettono subito le mani avanti prendendosela con i gli esperti di fantascienza che si potrebbero inalberare per le incongruità tecnico scientifiche del film. Intendiamoci subito, la “sospensione della credulità” non è un sofismo da nerd. Se non funziona infatti fa crollare tutto il castello. Meglio avrebbe fatto la regista ad ambientarlo in un manicomio criminale in una specie di dopobomba piuttosto che nello spazio. Le incongruenze sono tali che rendono inesistente anche tutto il castello filosofico e psicologico che sarebbe stato nelle sue intenzioni. Dimentichiamoci pure del martello che cade a picco, dei cadaveri lasciati fuori il portello che piombano in verticale (per poi ritrovarli un secondo dopo fluttuare nel vuoto), di questa gravità interna all’astronave (assai piccola peraltro) molto tirata via, del fatto che non si capisce cosa mangino, dell’assurdità di un transistor rilevatore di segni vitali da inviare alla terra quando dalla terra tanto non possono rifarsi vivi ( e perché loro possono scrivere alla terra?), di questa velocità a 99 % della luce che crea distorsioni solo quando fa comodo, dimentichiamoci pure dell’ambientazione che sembra più un corridoio di una palestra, di portelli e strumentazioni degne di Plan 9 from Outer Space, tratteniamo il riso sulla strumentazione medica (?) in dotazione, fra cui si nota anche un macinapepe (ebbene si), sui tristi apparecchi appesi ai muri per dare l’aria di astronave, che ricordano invece più lo scantinato di un condominio. Evitiamo di mostrare pietà per le “navette” che sembrano fatte di cartone e per i caschi delle tute che dietro hanno solo un coprinuca di stoffa…Si, siamo buoni, facciamo finta di niente. Ma non possiamo ignorare le spaventose voragini della sceneggiatura. I wtf straripano per tutto il film. Andiamo con ordine. Non si capisce come mai si siano mandati per una missione tanto importante degli ergastolani e dei tossici all’ultimo stadio e non degli astronauti volontari, ben sapendo che molto presto, non essendo allenati, si ammazzerebbero dopo una settimana tra di loro. Inoltre chi comanda la spedizione? La dottoressa? E con quali strumenti di coercizione? Una pillola da far prendere per cortesia? Visto poi quanto è odiata sarebbe durata meno di un gatto in autostrada…E come è possibile che questi disadattati sappiano pilotare delle navette? (o anche coltivare un orto?). Non vi è poi alcuna chiarezza sugli esperimenti genetici della dottoressa e non si capisce se i feti vengano prelevati prima della nascita naturale (e con che mezzi? Con il macina pepe in dotazione?). Anche l’analisi sociale del gruppo è assolutamente ridicola e tirata via. Secondo la mentalità molto ristretta della signora Denis quindi l’unico rapporto sessuale che avviene è solo un tentativo di stupro? Nessuna delle donne presenti ha necessità fisiche o si innamora dei maschi? In un ambiente ristretto e dopo anni di convivenza tutto ciò non è credibile (sempre che, come detto sopra, non si siano già massacrati al secondo mese di viaggio…). Il nostro silenzioso “eroe”, la cui espressività ricorda quella di una saponetta (cara la mia regista, non è che cinque minuti di inquadratura fissa su uno che sta zitto e guarda il muro fanno Bergman) ha un comportamento poco credibile per tutta la storia, per non parlare del finale, ma ci arriviamo tra poco. Di tutti gli altri personaggi non si capiscono i sentimenti, le vicende e di alcuni che fine facciano: l’uomo di colore si addormenta nell’orto? L’ultima ragazza, quella che poi prende la pala usata da Boyse per uccidere la supertossica pilota e prendere il suo posto (per far cosa?), scompare mentre sale una scaletta. Mi vengono in mente altre incongruenze di sceneggiatura per non dire di montaggio. Come mai ad un certo punto li vediamo allacciarsi le cinture per il passaggio nel buco nero (ma non tutti però…) per poi ritrovarli un secondo dopo tutti normalmente in giro per i corridoi senza che si sia capito se sono passati o no? (Evidentemente no). Ce ne sono tante altre di assurdità, anche senza entrare nel merito della ridicola stanza del piacere da cui percolano fuori liquidi irreali. Ma basta, ce n’è a sufficienza per mandare tutto a quel paese. Ma la perla, anzi le perle stanno nel finale. Dunque, fatemi capire, una volta morti tutti, l’ex vampirello Pattison si trova con risorse, prodotti alimentari e sanitari scarsissimi a crescere una ragazzina di 14 anni, come se fosse nulla. E questa sembra assolutamente normale, cresciuta terrestre in tutto e per tutto, dopo aver vissuto relegata in un buco sporco nel vuoto avendo conosciuto solo il padre e poche immagini sempre più deteriorate che arrivano dalla terra (ha già, le immagini arrivano e i messaggi no…) senza libri o altra formazione specifica per non parlare della struttura fisica. A questo punto incontrano una seconda nave (che arriva precisa dove sono già loro) che ad una frettolosa indagine Monte scopre essere piena solo di cani...nonostante poco prima abbia estratto anch’essa un corridoio di passaggio. I wtf anche qui basterebbero per scrivere un saggio (non indaga oltre? Non cerca tracce umane? Non ha bisogno di altri strumenti, attrezzi, medicine, cibo dopo 20 anni di isolamento? Ecc.) ma lasciamo perdere. Dopo questo inutile incontro i due decidono ovviamente di buttarsi nel buco nero, dopo che l’altra navetta si era sfracellata, dicendosi però che andrà tutto bene. Un film così irritante non poteva che avere una finale altrettanto irritante, infatti , da grande intellettuale, la regista non prende impegni e con un paio di luci alla" 2001 Odissea nello spazio" se la cava lasciandoci tutti con un palmo di naso. Se Nolan ci aveva incasinato il cervello chiedendoci qualche sforzo di meningi, richiedendo anche una seconda visione del suo Interstellar, almeno ci aveva provato a dare un senso, rischiando. Questa fa la superiore e ci saluta con una pagina bianca. Ma via via…
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chainbreaker
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mercoledì 13 gennaio 2021
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troppe incongruenze...
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Lento, troppo lento... L'idea non è nemmeno male. Però, quando si prepara un prodotto che si basa sulla finzione totale, bisogna comunque avere una coerenza e una "logica" anche nella fantasia. Molte situazioni sono contrastanti (spoiler): all'inizio butta fuori i cadaveri nello spazio (come andasse a buttare la spazzatura fuori casa...), quando poi con i flashback si scopre che sono tutti morti in momenti diversi e per varie cause... Benone! Abbiamo scoperto che il regista e lo sceneggiatore sono due fenomeni.
Altra chicca: viaggiano al limite della velocità della luce, e poi apre il boccaporto come fosse il portoncino di casa sua e fa uscire la navicella come fosse l'auto dal garage.
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Lento, troppo lento... L'idea non è nemmeno male. Però, quando si prepara un prodotto che si basa sulla finzione totale, bisogna comunque avere una coerenza e una "logica" anche nella fantasia. Molte situazioni sono contrastanti (spoiler): all'inizio butta fuori i cadaveri nello spazio (come andasse a buttare la spazzatura fuori casa...), quando poi con i flashback si scopre che sono tutti morti in momenti diversi e per varie cause... Benone! Abbiamo scoperto che il regista e lo sceneggiatore sono due fenomeni.
Altra chicca: viaggiano al limite della velocità della luce, e poi apre il boccaporto come fosse il portoncino di casa sua e fa uscire la navicella come fosse l'auto dal garage... Ma basta!! Ci prendete tutti per degli emeriti rincoglioniti?
Colpo finale? il solito finale (appunto) "improvviso", come va di moda adesso (ma perchè?). "Tagliamo qua senza nessun motivo".
Lo so io il motivo: non sapete più dove andare a parare! Ma voelte fare i "fighetti" con tutti questi film "troncati" violentemente.
Macellai.
Peccato veramente! Perchè l'idea di base doveva essere sviluppata decisamente meglio! Una vera occasione sprecata. Che rabbia! Do due stelle per l'idea, ma la realizzazione meriterebbe due schiaffoni, altro che stelle.
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mirkotommasicinema
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lunedì 28 dicembre 2020
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intenso e appagante
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Pattinson e sua figlia cercano di sopravvivere a bordo di una stazione spaziale dimenticata da Dio. Viaggio cinematografico fanta-sensoriale intenso e appagante.
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carloalberto
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domenica 27 dicembre 2020
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un parto travagliato
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Claire Denis tenta, non riuscendovi, di imitare, pur innovando, due classici della fantascienza del passato e del presente ed anzi si può dire che, come la protagonista del suo film, crei in provetta un ibrido, frutto artificioso del connubio impossibile di 2001:Odissea nello spazio ed Interstellar, ma del primo non ha la forza icastica, visionaria e suggestiva dell’immaginifico Kubrick e del secondo gli manca la complessità del plot incentrato sul rapporto drammatico padre-figlia.
Il parto travagliato dà vita a un’opera claustrofobica, cupa, senza un senso logico dall’inizio alla fine con un soggetto, pretenziosamente originale, che naufraga in una sceneggiatura incongruente, fatta di scarni dialoghi e personaggi stereotipati, in cui gli spazi vuoti e siderali, in cui viaggia similmente il container astronave, sono riempiti forzosamente con le morbose inquadrature delle masturbazioni meccaniche della Binoche e con il pianto ininterrotto della neonata, che catalizza da subito l’attenzione guadagnando il centro della scena con estrema facilità, grazie all’assenza, senza colpe, di un cast, in cui anche Mia Goth avrebbe meritato un personaggio più complesso, ridotto all’automazione e dal quale emerge, giocoforza, l’unico personaggio, non semplicemente abbozzato come gli altri, il Pattinson, ex vampiro della saga dei Twilight, col suo volto di bel tenebroso perennemente imbronciato.
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Claire Denis tenta, non riuscendovi, di imitare, pur innovando, due classici della fantascienza del passato e del presente ed anzi si può dire che, come la protagonista del suo film, crei in provetta un ibrido, frutto artificioso del connubio impossibile di 2001:Odissea nello spazio ed Interstellar, ma del primo non ha la forza icastica, visionaria e suggestiva dell’immaginifico Kubrick e del secondo gli manca la complessità del plot incentrato sul rapporto drammatico padre-figlia.
Il parto travagliato dà vita a un’opera claustrofobica, cupa, senza un senso logico dall’inizio alla fine con un soggetto, pretenziosamente originale, che naufraga in una sceneggiatura incongruente, fatta di scarni dialoghi e personaggi stereotipati, in cui gli spazi vuoti e siderali, in cui viaggia similmente il container astronave, sono riempiti forzosamente con le morbose inquadrature delle masturbazioni meccaniche della Binoche e con il pianto ininterrotto della neonata, che catalizza da subito l’attenzione guadagnando il centro della scena con estrema facilità, grazie all’assenza, senza colpe, di un cast, in cui anche Mia Goth avrebbe meritato un personaggio più complesso, ridotto all’automazione e dal quale emerge, giocoforza, l’unico personaggio, non semplicemente abbozzato come gli altri, il Pattinson, ex vampiro della saga dei Twilight, col suo volto di bel tenebroso perennemente imbronciato.
La lentezza spasmodica delle sequenze, le tante lacune del soggetto, che qualche sparuto flashback non riesce a colmare, la ricercata cripticità di alcune scene, come quella dell’astronave che sopraggiunge dalla terra piena di cani, lasciate alla libera interpretazione dello spettatore, sono a stento compensati dalla performance attoriale dei due protagonisti e dalla tenerezza della più giovane attrice del cast e senz’altro la migliore, ossia la bimba.
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kronos
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domenica 23 agosto 2020
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binoche a razzo
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Acclamata produzione di fantascienza "d'autore" europea, beatificata da gran parte della critica istituzionale, si presenta come l'ennesima (verrebbe da dire tipica) deludente pellicola da festival.
Partendo da un soggetto vagamente promettente, Claire Denis ha sviluppato uno script pretestuoso, prolisso e confuso, tanto da non poter nemmeno essere definito "ambizioso" o "presuntuoso". Confuso e basta.
Non aiuta il modesto comparto tecnico e l'aspect ratio 1.66:1 dei fotogrammi: l'estetica è da fiction TV, le scenografie e gli ambienti sono da riformatorio terrestre più che da astronave interstellare (la quale, nelle riprese in esterni, somiglia a una scatola di scarpe con motori a razzo). Si salvano le buone ricostruzioni digitali del buco nero, ma è pochino.
Discreto il cast di ragazzotti, mentre risulta impresentabile la perennemente inespressiva Juliette Binoche nella parte della mantide religiosa assetata di sesso. Per certe cose non ha decisamente più l’età … e forse nemmeno la regista.
Assolutamente inverosimile il budget dichiarato di otto milioni di dollari: sempre che non se li sia pigliati tutti la Binoche, per produrre una roba del genere basterebbe una colletta parrocchiale.
VOTO REALE: una stellina e mezzo
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raffaella moraschi
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mercoledì 12 agosto 2020
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valutazione film
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Film originale, nella trama e nello sviluppo. Crea sorpresa e uno sviluppo inatteso. Evidenzia lati oscuri e belli della natura umana.
La locandina mostra il braccino di un bambino che dà la manina a un astronauta e un bellissimo titolo "High life" ... per fortuna non sono andata con la mia figlia più piccola ... non mi sembra ci fosse scritto da qualche parte film adatto ad un pubblico adulto o vietato ai minori di 14 anni.
E' vero che non ci sono corpi nudi ma sicuramente i tentati stupri, gli assassini con pale e pezzi di vetro, corpi schiacciati dalla pressione, la confessione di una madre che ha ucciso i figli e il marito e la macchina erotica sarebbero stati di sicuro turbamento per chi ancora crede alla fatina dei denti .
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Film originale, nella trama e nello sviluppo. Crea sorpresa e uno sviluppo inatteso. Evidenzia lati oscuri e belli della natura umana.
La locandina mostra il braccino di un bambino che dà la manina a un astronauta e un bellissimo titolo "High life" ... per fortuna non sono andata con la mia figlia più piccola ... non mi sembra ci fosse scritto da qualche parte film adatto ad un pubblico adulto o vietato ai minori di 14 anni.
E' vero che non ci sono corpi nudi ma sicuramente i tentati stupri, gli assassini con pale e pezzi di vetro, corpi schiacciati dalla pressione, la confessione di una madre che ha ucciso i figli e il marito e la macchina erotica sarebbero stati di sicuro turbamento per chi ancora crede alla fatina dei denti ....
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