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lucavon95
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lunedì 20 febbraio 2017
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film carino... nulla di più ed è un vero peccato
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questo film per me è stata una gran delusione perchè aveva tutte le carte in regola per essere un ottimo film.
l'inizio parte bene e ha dei bei momenti ,alcuni molto riusciti ma dopo questi arrivato tante cavolate, sopratutto nella logica discutibile dei personaggi e nella loro caratterizzazione e il film si alterna così in maniera un pochino fastidiosa fino al finale abbastanza moscio a livello di storia ma molto interessante a livello di contenuti.
il film infatti da un bel messaggio sulla violenza fisica e psicologica subita da bambini e sul dolore che lascia dentro di noi ma anche la forza che ci lascia dentro nel superare quel momento, però cè un "ma" perchè la tensione sarebbe stato costruita molto meglio se James Mcavoy non avesse forzato così tanto la sua recitazione ,in alcuni momenti infatti ,dove il suo personaggio poteva essere veramente inquietante rovina tutto con espressioni del viso molto caricate e una caratterizzazione delle identità abbastanza superficiale dal punto di vista recitativo,infatti solo alcune identità sono caratterizzate bene e hanno il giusto approfondimento, non so come sia in lingua originale ma qui il doppiatore di McAvoy non ha aiutato tanto la sua recitazione rendendo ancora più macchiette le varie identità , un altra cosa che ha fatto affossare alcune scene che potevano essere veramente interessanti è la logica dei personaggi ,in alcuni momenti sfocia quasi nel assurdo, come le 2 bimbette viziate dove in una scena ridacchiano davanti al cellulare dentro una macchina e si rendono conto dopo più di mezz'ora (ovviamente dando a Mcavoy il tempo di prepararsi a rapirle tutto tranquillo) che nella loro auto è entrato uno sconosciuto, oppure il momento in cui vogliono tanto fare le battagliere "power girl" e aggredire una persona che potrebbe tranquillamente sbudellarle sul momento e poi si fanno catturare nel modo più stupido possibile, senza contare che quando hanno la possibilità di scappare non scappano.
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questo film per me è stata una gran delusione perchè aveva tutte le carte in regola per essere un ottimo film.
l'inizio parte bene e ha dei bei momenti ,alcuni molto riusciti ma dopo questi arrivato tante cavolate, sopratutto nella logica discutibile dei personaggi e nella loro caratterizzazione e il film si alterna così in maniera un pochino fastidiosa fino al finale abbastanza moscio a livello di storia ma molto interessante a livello di contenuti.
il film infatti da un bel messaggio sulla violenza fisica e psicologica subita da bambini e sul dolore che lascia dentro di noi ma anche la forza che ci lascia dentro nel superare quel momento, però cè un "ma" perchè la tensione sarebbe stato costruita molto meglio se James Mcavoy non avesse forzato così tanto la sua recitazione ,in alcuni momenti infatti ,dove il suo personaggio poteva essere veramente inquietante rovina tutto con espressioni del viso molto caricate e una caratterizzazione delle identità abbastanza superficiale dal punto di vista recitativo,infatti solo alcune identità sono caratterizzate bene e hanno il giusto approfondimento, non so come sia in lingua originale ma qui il doppiatore di McAvoy non ha aiutato tanto la sua recitazione rendendo ancora più macchiette le varie identità , un altra cosa che ha fatto affossare alcune scene che potevano essere veramente interessanti è la logica dei personaggi ,in alcuni momenti sfocia quasi nel assurdo, come le 2 bimbette viziate dove in una scena ridacchiano davanti al cellulare dentro una macchina e si rendono conto dopo più di mezz'ora (ovviamente dando a Mcavoy il tempo di prepararsi a rapirle tutto tranquillo) che nella loro auto è entrato uno sconosciuto, oppure il momento in cui vogliono tanto fare le battagliere "power girl" e aggredire una persona che potrebbe tranquillamente sbudellarle sul momento e poi si fanno catturare nel modo più stupido possibile, senza contare che quando hanno la possibilità di scappare non scappano.
il film infatti non trova un equilibri a livello di credibilità perchè parte in modo realistico ma verso il finale diventa inrealistico ma questo è un pò lo stile del regista però trovo che qui non è stato ben calibrato, la controparte femminile invece è stata veremente stupefacente a parte le due bimbette viziate che fanno la parte delle "vittime sacrificabili" ,la terza ragazza Anya Taylor già vista in "the witch" è stata veramente brava nella sua interpretazione addirittura in alcuni momenti riesce ad essere molto più credibile di McAvoy.
in conclusione è un film interessante ma nella categoria "carino ma niente di che".
ps. il cameo finale è piacevole ma non aggiunge niente anzi sembra messo lì per salvare un pò il finale moscio del film.
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eugenio
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domenica 29 gennaio 2017
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shyamalan e le personalità multiple
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Shyamalan torna al thriller-horror. Percorre le sinuose vie del male, sottende il filone dello splatter e sorprende lo spettatore ancora una volta regalandogli un particolare cameo al termine del film.
Si muove lungo i binari della psicologia, Split, nelle insondabili capacità che una mente malata, dotata di ben ventitrè personalità (con tanto di spazzolino) sa gestire e nella movenza espressiva, quasi tutta sulle spalle del bravo attore protagonista James McAvoy, di rendere impresso al pubblico immagini cariche di inquietudine e disturbante dissociazione grazie soprattutto a un movimento claustrofobico della macchina da presa.
Splitnel volto squilibrato e animalesco del protagonista farebbe impallidire Norman Bates di Pyscho.
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Shyamalan torna al thriller-horror. Percorre le sinuose vie del male, sottende il filone dello splatter e sorprende lo spettatore ancora una volta regalandogli un particolare cameo al termine del film.
Si muove lungo i binari della psicologia, Split, nelle insondabili capacità che una mente malata, dotata di ben ventitrè personalità (con tanto di spazzolino) sa gestire e nella movenza espressiva, quasi tutta sulle spalle del bravo attore protagonista James McAvoy, di rendere impresso al pubblico immagini cariche di inquietudine e disturbante dissociazione grazie soprattutto a un movimento claustrofobico della macchina da presa.
Splitnel volto squilibrato e animalesco del protagonista farebbe impallidire Norman Bates di Pyscho. Altro che singola personalità: qui Shyamalan non ci fa mancare nulla. Tra di esse si nascondono comportamenti effeminati, tormentati, infantili (forse la migliore interpretazione è quella del bambino di nove anni), che emergono malauguratamente alla luce dinanzi agli occhi sconvolti delle tre giovani donne, Casey, Claire e Marcia sequestrate all’uscita da una festa, dallo psicopatico individuo.
Abile nel tratteggiare tematiche assai delicate come il disturbo di personalità multipla, spingendolo all’eccesso verso aree di pseudo-scienza, Split segue i dettami del precedente The visit a livello di troupe (fatta eccezione di McAvoy) di quasi-esordienti, in un prodotto da B movies che sconvolge e inorridisce.
Nulla può la dottoressa Fletcher che ha in cura appunto l’individuo, nulla potranno le tre donne (di cui una socialmente solitaria a causa di un trauma che l’ha segnata nella sua infanzia come vedremo in sapienti flash-back) imprigionate in un’atmosfera da Silenzio degli innocenti, le segrete di uno zoo, nulla potrà lo spettatore che avvinghiato alla poltrona, è costretto a seguire l’evoluzione delle ventitrè personalità sino alla metamorfosi finale, totalizzante e distruttiva dalla quale non pare esserci via di ritorno o redenzione.
Animali e uomini, uno dei temi della pellicola, una delle metamorfosi di Split, verso il cambio pelle definitivo, evidenzia un male socialmente insito nell’umanità, come il disturbo mentale accompagnandolo alla tesi suffragata dalle parole della dottoressa (e del cineasta) secondo cui tale disturbo non sia da combattere ma possa diventare nel tempo uno strumento eletto per andare oltre i limiti del pensiero e conoscenza umani. Attraverso rabbia e sacrificio, il “mostro” si rivela nella sua insana mole di violenza, riconoscendo in altri suoi simili violentati e tormentati, la sua ragione di essere e di salvarsi, in un’anti-prometeica visione che nega l’afflato della conoscenza a favore di una società di “esseri speciali”.
Shyamalan è da ammirare: dopo molte cadute che gli costarono fischi e delusioni nelle sue recenti pellicole, dimostra di sapersi rialzare, ispirandosi al filone di molte serie truculente americane ma riuscendo a elaborare una sua personale teoria di pseudo-scienza che fa tanto Unbreakable (non a caso citato). Peccato che le cartucce a disposizione vengano tutte consumate dopo la prima ora e che il paventato colpo di scena (ad eccezione dell’ultimissimo fotogramma finale) appartenga per molti versi al filone del già visto. Ma va bene così. Bentornato Shyamalan!
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flyanto
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lunedì 30 gennaio 2017
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23 individui in uno
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Ritorna nelle sale cinematografiche il regista M. Night Shyamalan con il suo ultimo film "Split". La spaccatura" o, meglio, la "scissione" a cui si riferisce il titolo originale (e fortunatamente lasciato uguale anche nella versione italiana) è quella che vive quotidianamente il protagonista della storia (James McAvoy) in cui convivono ben 23 personalità diverse che si alternano, prevalendo una sull'altra. Ma ve n'è una, la più violenta e, cioè, quella provvista di un istinto animale primordiale e feroce, che sta per sovrapporsi preponderantemente e definitivamente sulle altre più "mansuete" e questo turba la psiche stessa del soggetto in questione.
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Ritorna nelle sale cinematografiche il regista M. Night Shyamalan con il suo ultimo film "Split". La spaccatura" o, meglio, la "scissione" a cui si riferisce il titolo originale (e fortunatamente lasciato uguale anche nella versione italiana) è quella che vive quotidianamente il protagonista della storia (James McAvoy) in cui convivono ben 23 personalità diverse che si alternano, prevalendo una sull'altra. Ma ve n'è una, la più violenta e, cioè, quella provvista di un istinto animale primordiale e feroce, che sta per sovrapporsi preponderantemente e definitivamente sulle altre più "mansuete" e questo turba la psiche stessa del soggetto in questione. Nel frattempo questo giovane uomo, nonostante sia in cura presso una psichiatra al fine di riuscire, se non a guarire, a gestire i propri molteplici "individui" che gli dimorano dentro, rapisce tre ragazze e le tiene per giorni prigioniere nei sotterranei dove egli vive. Con il passare del tempo ovviamente la situazione degenera in maniera notevole in quanto l'uomo è sempre meno in grado, provocato anche dalle sue vittime che vogliono scappare a tutti i costi, di gestire il suo disturbo psichico e di giungere ad uno stato di esasperazione e di gravità tali da provocare un finale quanto mai violento e distruttorio....
Nonostante le premesse della storia nel suo insieme siano buone ed interessanti, il film in realtà si dimostra assai deludente in quanto scontato, poco approfondito psicologicamente e basato tutto principalmente sugli effetti "speciali" che vengono mostrati a seguito dei vari cambi di personalità del protagonista. Volendo presentarsi come un thriller terrifico la pellicola non raggiunge affatto questo obiettivo e si presenta come telefilm televisivo mal costruito ed in cui manca la suspense incalzante man mano che la vicenda si svolge e, pertanto, poco avvincente e quanto mai prevedibile nel suo finale. Un vero peccato perchè, come ripeto, le potenzialità per essere un'opera suggestiva e coinvolgente c'erano tutte, ma Shyamalan non è riuscito a renderla tale e non è bastata a sollevarla nemmeno la innegabile ed evidente bravura di James McAvoy, che a questo punto rimane l'unica nota di encomio del film, nel presentarsi fisicamente e caratterialmente con molteplici sfaccettature proprie di una personalità poliedricamente disturbata nella psiche. Altro non vi è da aggiunge, purtroppo!
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gdahlia
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lunedì 30 gennaio 2017
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un grande rischio per shyamalan
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Rendere credibile un film che pretende inizialmente di raccontare una storia con rigore quasi scientifico per poi stravolgerla drasticamente non è cosa da poco. "Split" è un film da vedersi con mente aperta, altrimenti si rischia di rimanere smarriti e delusi. Shyamalan infatti non solo stravolge una storia realmente accaduta, ma si giostra abilmente tra un genere e l'altro spiazzando il pubblico. E' stato sorprendente vedere l'abilità di McAvoy nel riuscire ad immedesimarsi in ben 9 personalità diverse facendoci quasi dimenticare che si tratta sempre dello stesso personaggio, inoltre è riuscito a far risultare disturbanti delle scene che, se mal recitate, sarebbero cadute nel ridicolo.
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Rendere credibile un film che pretende inizialmente di raccontare una storia con rigore quasi scientifico per poi stravolgerla drasticamente non è cosa da poco. "Split" è un film da vedersi con mente aperta, altrimenti si rischia di rimanere smarriti e delusi. Shyamalan infatti non solo stravolge una storia realmente accaduta, ma si giostra abilmente tra un genere e l'altro spiazzando il pubblico. E' stato sorprendente vedere l'abilità di McAvoy nel riuscire ad immedesimarsi in ben 9 personalità diverse facendoci quasi dimenticare che si tratta sempre dello stesso personaggio, inoltre è riuscito a far risultare disturbanti delle scene che, se mal recitate, sarebbero cadute nel ridicolo. Il rischio maggiore è il finale che non può essere facilmente compreso da chi non ha conoscenze pregresse sul regista, ma la suspance e la tensione sono tali da rendere il film apprezzabile anche agli occhi dello spettatore più inesperto
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amarolucano
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lunedì 6 febbraio 2017
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split
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Apprezzo molto M.N. Shyamalan per le sue opere quasi sempre originali e sorprendenti, e anche stavolta secondo me ha fatto centro.
Come consuetudine del regista, nonostante il genere sia spesso in bilico tra thriller e horror, il sangue e la violenza non vengono quasi mai utilizzati.
In Split si preferisce approfondire la psiche del personaggio con le sue innumerevoli sfaccettature, eppure nonostante la mancanza di azione/eventi di rilievo, il film regala tensione, inquietudine, curiosità per tutta la sua (lunga) durata.
Merito della sceneggiatura ben costruita e di attori di spessore.
Non mi sorprendono i voti bassi che ha ottenuto il film in questo forum, d'altronde non è un film adatto alle masse che cercano nei thriller/horror emozioni più dirette, senza alcun tipo di impegno.
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tmpsvita
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mercoledì 8 febbraio 2017
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il vero ritorno shyamalan
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M. Night Shyamalan torna ufficialmente a piacere sia al pubblico che alla critica, dopo il discreto film The Visit, lo fa con grande stile con un altro film a dir poco interessante e molto particolare. Un lavoro che mette a dura prova le capacità recitative di James McAvoy, nonostante ciò lo supera egregiamente, è ci regala la migliore interpretazione della sua carriera. Trama molto originale, complessa da realizzare e criptica al punto giusto. Un Film coinvolgente fino alla fine, anche grazie al giusto ritmo dato dalla regia e dal montaggio, ma nel guardalo mi aspettavo ( e speravo) di provare un po' più di ansia. Comunque M. Night Shyamalan non delude i suoi fans, con inquadrature eleganti, precise e studiate.
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M. Night Shyamalan torna ufficialmente a piacere sia al pubblico che alla critica, dopo il discreto film The Visit, lo fa con grande stile con un altro film a dir poco interessante e molto particolare. Un lavoro che mette a dura prova le capacità recitative di James McAvoy, nonostante ciò lo supera egregiamente, è ci regala la migliore interpretazione della sua carriera. Trama molto originale, complessa da realizzare e criptica al punto giusto. Un Film coinvolgente fino alla fine, anche grazie al giusto ritmo dato dalla regia e dal montaggio, ma nel guardalo mi aspettavo ( e speravo) di provare un po' più di ansia. Comunque M. Night Shyamalan non delude i suoi fans, con inquadrature eleganti, precise e studiate. Per non parlare della sua, oramai immancabile, firma ovvero: il twist finale che in questo caso lascia davvero senza parole. VOTO: 7/10.
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juri84
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giovedì 9 febbraio 2017
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intenso ma si perde in un bicchier d'acqua.delusio
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È davvero un peccato.In questa pellicola risiedevano diverse speranze di assistere ad un film unico,particolare,introspettivo,profondo,riflessivo,provocatorio,e per quasi tutto lo spettacolo bisogna ammettere che di fatto lo è,ma poi quando avviene la svolta narrativa del film,la "bestia",fa crollare come un castello di sabbia l'integrità della sceneggiatura e precipitare l'armonia del disordine del protagonista,combattuto da personalità più o meno preponderanti e supponenti,riducendola ad un super uomo,un prodotto atteso ed annunciato,dotato di energie,capacità e forza sovrumane,degno di un x men,capace di arrampicarsi sui muri,allargare le grate di metallo di una bella,di restare indifferente a due colpi di fucile.
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È davvero un peccato.In questa pellicola risiedevano diverse speranze di assistere ad un film unico,particolare,introspettivo,profondo,riflessivo,provocatorio,e per quasi tutto lo spettacolo bisogna ammettere che di fatto lo è,ma poi quando avviene la svolta narrativa del film,la "bestia",fa crollare come un castello di sabbia l'integrità della sceneggiatura e precipitare l'armonia del disordine del protagonista,combattuto da personalità più o meno preponderanti e supponenti,riducendola ad un super uomo,un prodotto atteso ed annunciato,dotato di energie,capacità e forza sovrumane,degno di un x men,capace di arrampicarsi sui muri,allargare le grate di metallo di una bella,di restare indifferente a due colpi di fucile.ecco,il pasticcio è servito.tutto il bello del film,la straordinaria e potenzialmente pericolosa introspezione psichica e le sue sfaccettature,unite al disturbo dissociativo compulsivo della personalità,si riducono ad una sovrumanità fisica inutile,dannosa e fantascientifica che non serve a nulla nella dinamica del film se non quella di lasciare spazio ad un irrealismo che danneggia l'intero lavoro minuzioso della pellicola,rendendo il finale piuttosto amaro e surreale.non ci sono colpi di scena particolari che attraversano il film,e non c'è il grande colpo di scena finale,piuttosto piatto,senza sensazionalismi.un'occasione persa che onestamente poteva non essere tale.peccato.interpretazione a di poco superlativa di McAvoy,superbo,davvero geniale.una mimica facciale che lascia lo spettatore stupefatto.è davvero lui la vera "bestia"!Grandioso.La sua bravura compensa le lacune della sceneggiatura.
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lucavon95
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lunedì 20 febbraio 2017
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film carino... e questo è un gran peccato.
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questo film è stata una gran delusione perchè aveva tutte le carte in regola per essere un ottimo thriller. il film parte bene e durante il corso del film ha molti momenti veramente riusciti, poi inciampa su cavolate una dietro l'altra, poi fa vedere qualcosa di interessante e poi cade di nuovo, proprio il fatto di essere così discontinuo ha reso la storia troppo inverosimile e poco inquietante ed intrigante, un altro fattore è la logica dei personaggi che in alcuni punti sfocia nel assurdo, un esempio è la scena dove le ragazze sono in macchina la terza davanti e le 2 bimbette viziate dietro a ridacchiare sul cellulare e ci mettono più mezz'ora a capire che nella loro macchina è entrato uno sconosciuto, per non parlare di quando dopo 2 minuti dal rapimento, vogliono subito fare le guerriere e attaccare il rapitore fregandosene altamente che il rapitore può tranquillamente sbudellarle senza problemi da un momento al altro e poi si fanno ricatturare in modo stupido, non a caso sono personaggi per niente caratterizzati e ridotte a semplici "vittime sacrificabili da film horror".
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questo film è stata una gran delusione perchè aveva tutte le carte in regola per essere un ottimo thriller. il film parte bene e durante il corso del film ha molti momenti veramente riusciti, poi inciampa su cavolate una dietro l'altra, poi fa vedere qualcosa di interessante e poi cade di nuovo, proprio il fatto di essere così discontinuo ha reso la storia troppo inverosimile e poco inquietante ed intrigante, un altro fattore è la logica dei personaggi che in alcuni punti sfocia nel assurdo, un esempio è la scena dove le ragazze sono in macchina la terza davanti e le 2 bimbette viziate dietro a ridacchiare sul cellulare e ci mettono più mezz'ora a capire che nella loro macchina è entrato uno sconosciuto, per non parlare di quando dopo 2 minuti dal rapimento, vogliono subito fare le guerriere e attaccare il rapitore fregandosene altamente che il rapitore può tranquillamente sbudellarle senza problemi da un momento al altro e poi si fanno ricatturare in modo stupido, non a caso sono personaggi per niente caratterizzati e ridotte a semplici "vittime sacrificabili da film horror". il protagonista è interpretato da James McAvoy che funziona come volto da psicopatico e ha i suoi momenti di grande recitazione come una scena in particolare dove cambia identità in poche e impercettibili movenze facciali,però non riesce ad essere veramente inquietante (in sala addirittura la gente rideva quando lui era in scena), colpa la sua espressività facciale a volte troppo caricata e la sua caratterizzazione delle varie identità alcune troppo poco approfondite e ridotte a macchiette senza contare che il suo doppiaggio non aiuta per niente la recitazione, in tutta questa carrellata di scivoloni il film ha pure un finale molto moscio a livello di storia ma carico di un messaggio forte e interessante. infatti la cosa che mi è piaciuta del film è la sua riflessione sul tema della violenza psicologica e fisica subita in età infantile, alle ferite che essa può lasciare ma anche alla grande forza che lascia in ognuno di noi, senza tralasciare la grandissima Anya TaylorJoy che qui come protagonista femminile ha veramente dato un gran prova di sè e della sua bravura in alcuni momenti riesce persino ad essere più veritiera di Mcavoy, la regia invece è precisa e suggestiva molto bella anche la fotografia anche se non ha nessun momento memorabile, alcune identità sono ben caratterizzate e riescono a trasmettere molto di più rispetto alle altre, il personaggio della psicologa niente da dire , è la classica psicologa dei film thriller. in conclusione è un peccato che una storia così interessante sia stata così poco sfruttata, manca un colpo di scena vero che ribalti la situazione, invece il film si accontenta di essere un film carino di serie B nulla di più.
ps. il cameo a fine film è apprezzabile e intrigante ma non aggiunge niente di più, è messo lì solo per salvare un pò il finale del film.
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alberto
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venerdì 19 maggio 2017
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thriller singolare
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M.Night Shyamalan è un regista molto discusso. E’ considerato da molti un maestro del thriller e i suoi marchi di fabbrica sono i colpi di scena finali, tra i quali è indimenticabile quello de “Il sesto senso”, considerato il suo capolavoro. Ciononostante una gran parte di pubblico considera le sue pellicole lente e salvabili solo per queste svolte finali inaspettate. E a mettere ancora più ambiguo il suo operato sono stati i suoi lavori di fantascienza “L’ultimo dominatore dell’aria” e “After Earth”, entrambi stroncati da critica e pubblico.
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M.Night Shyamalan è un regista molto discusso. E’ considerato da molti un maestro del thriller e i suoi marchi di fabbrica sono i colpi di scena finali, tra i quali è indimenticabile quello de “Il sesto senso”, considerato il suo capolavoro. Ciononostante una gran parte di pubblico considera le sue pellicole lente e salvabili solo per queste svolte finali inaspettate. E a mettere ancora più ambiguo il suo operato sono stati i suoi lavori di fantascienza “L’ultimo dominatore dell’aria” e “After Earth”, entrambi stroncati da critica e pubblico. Ma nel 2014, con “The visit”, il regista indiano torna alle sue origini “tese” e riconquista i suoi fan. Ora con questo nuovo lungometraggio ha confermato che lui deve fare thriller, nient’altro, dato che difficilmente si troveranno concorrenti ai suoi livelli. Qui, in veste anche, come (quasi) sempre, di sceneggiatore, dà vita ad una storia interessantissima, che già dall’inizio è in grado di trascinare lo spettatore in quel terribile incubo che si trovano ad affrontare tre adolescenti, due smorfiosette e un’emarginata: essere imprigionati in un luogo claustrofobico, che potrebbe trovarsi dall’altra parte del mondo o sotto casa, in compagnia di un uomo con il cervello un tantino affollato, considerando che ospita ben 23 personalità, tra cui uno ossessionato dalla pulizia, un bambino di 9 anni e un eccentrico stilista, che va/vanno e viene/vengono da una psicologa e fanno continuamente riferimento ad un nuovo membro di quel cervello che potrebbe risolvere molte questioni esistenziali. Ovviamente il primo merito va a James McCavoy, il Professor X della nuova trilogia degli “X-Men”, che compie un’interpretazione semplicemente spaventosa (nel senso buono), impressionando solo con giochi di sguardi, di mosse e di smorfie; ma si difende bene anche la Thomasin di “The witch” Anya Taylor-Joy, capace di trasmettere l’inquietudine della situazione. Un’inquietudine che insieme alla tensione diventa la parola chiave della pellicola, che si avvale di una ben riuscita costruzione della suspence, a tal punto da esplodere nel finale spaventoso e sospeso; infatti il sequel è assicurato e la scena dei titoli di coda MEZZO SPOILER lascia presuppore un Shyamalan Cinematic Universe che farà invidia a quei presuntuosi della Marvel.
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liuk!
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venerdì 26 maggio 2017
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quasi 3 stelle
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Split inizia come thriller psicologico di pregiata fattura, con un protagonista disturbato da 23 differenti personalità che interagiscono tra di loro. Per circa il 70% di visione va tutto bene, la narrazione scorre veloce, destando interesse nello spettatore.
Poi accade l'impensabile, la pellicola vira sul fantastico, facendo diventare il cattivo un super cattivo con poteri paranormali. La sorpresa lascia l'amaro in bocca e ci si trova immancabilmente a rivedere tutto in chiave crltica. Il finale, aperto, vorrebbe far presagire un ulteriore capitolo dove Split si fonde con Il Predestinato andando a formare una trilogia basata su supereroi improbabili. Non se ne sentiva il bisogno, senza dubbio anche per il fatto che sono passati troppi anni dal precedente titolo.
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Split inizia come thriller psicologico di pregiata fattura, con un protagonista disturbato da 23 differenti personalità che interagiscono tra di loro. Per circa il 70% di visione va tutto bene, la narrazione scorre veloce, destando interesse nello spettatore.
Poi accade l'impensabile, la pellicola vira sul fantastico, facendo diventare il cattivo un super cattivo con poteri paranormali. La sorpresa lascia l'amaro in bocca e ci si trova immancabilmente a rivedere tutto in chiave crltica. Il finale, aperto, vorrebbe far presagire un ulteriore capitolo dove Split si fonde con Il Predestinato andando a formare una trilogia basata su supereroi improbabili. Non se ne sentiva il bisogno, senza dubbio anche per il fatto che sono passati troppi anni dal precedente titolo.
Complessivamente quindi un discreto titolo massacrato dalla pretestuosità del regista di volerlo legare ad una sua opera precedente.
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