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iltrequartista
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giovedì 25 maggio 2017
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beata ignoranza
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Gli Arteteca fanno simpatia e sono anche piuttosto godibili in sketch da cinque minuti.
La prima pellicola cinematografica che li vede coinvolti è oggettivamente priva di contenuti degni di nota.
La giovane coppia napoletana che interpretano è di un'ignoranza poco credibile,forse se avessero avuto almeno trenta anni in più avremmo potuto credere ad alcune scene come il pestaggio dell'autista o a quella della chiave elettronica,giusto per fare un paio di esempi.
Fortunatamente non c'è volgarità spicciola in una sceneggiatura che è alquanto ridicola.
Ripresi anche sulla tazza del gabinetto a loro insaputa,diventeranno famosi come i vari personaggi dei reality show che fondamentalmente prendono in giro per la loro ignoranza.
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Gli Arteteca fanno simpatia e sono anche piuttosto godibili in sketch da cinque minuti.
La prima pellicola cinematografica che li vede coinvolti è oggettivamente priva di contenuti degni di nota.
La giovane coppia napoletana che interpretano è di un'ignoranza poco credibile,forse se avessero avuto almeno trenta anni in più avremmo potuto credere ad alcune scene come il pestaggio dell'autista o a quella della chiave elettronica,giusto per fare un paio di esempi.
Fortunatamente non c'è volgarità spicciola in una sceneggiatura che è alquanto ridicola.
Ripresi anche sulla tazza del gabinetto a loro insaputa,diventeranno famosi come i vari personaggi dei reality show che fondamentalmente prendono in giro per la loro ignoranza.
L'ironia di fondo non è comunque ficcante ed ironica piuttosto conduce i nostri protagonisti a riscoprire il proprio amore in maniera alquanto banale.
Ed è proprio questo il limite complessivo della pellicola, che voleva puntare sulla semplicità della vita e dei protagonisti,ma che purtroppo sfocia nella banalità.
Ribadisco che Enzo e Monica fanno simpatia ma dovevano affidarsi ad una sceneggiatura e probabilmente ad un regista di livello più alto.
Speriamo nella prossima avventura.
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vivyami
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mercoledì 23 marzo 2016
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monica e enzo? inseparabili!
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Tra tutte le commedie italiane che escono come funghi al cinema, questa è quella che mi ha strappato più sorrisi. E' tutto il film ad essere strappa sorrisi, e forse è merito della complicità che c'è tra Monica ed Enzo, coppia anche nella vita: interpretano due ragazzi che, anche senza essere specchio dei napoletani nella loro totalità, sono buffi e realistici a sufficienza da essersi fatti apprezzare da me, che ho seguito le loro gag partecipe e divertita, talvolta anche intenerita. Unica pecca su cui non posso sorvolare (spoiler): il modo brusco e da stronza in cui Monica ha mollato Enzo e il modo velocissimo in cui si è "fatta perdonare", perché lì un briciolo di introspezione psicologica non avrebbe guastato, e non avrebbe stonato con la semplicità dei protagonisti, ma anzi avrebbe reso più realistica quella che è, sotto moltissimi aspetti, la vita realistica di una coppia.
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Tra tutte le commedie italiane che escono come funghi al cinema, questa è quella che mi ha strappato più sorrisi. E' tutto il film ad essere strappa sorrisi, e forse è merito della complicità che c'è tra Monica ed Enzo, coppia anche nella vita: interpretano due ragazzi che, anche senza essere specchio dei napoletani nella loro totalità, sono buffi e realistici a sufficienza da essersi fatti apprezzare da me, che ho seguito le loro gag partecipe e divertita, talvolta anche intenerita. Unica pecca su cui non posso sorvolare (spoiler): il modo brusco e da stronza in cui Monica ha mollato Enzo e il modo velocissimo in cui si è "fatta perdonare", perché lì un briciolo di introspezione psicologica non avrebbe guastato, e non avrebbe stonato con la semplicità dei protagonisti, ma anzi avrebbe reso più realistica quella che è, sotto moltissimi aspetti, la vita realistica di una coppia.
Monica e Enzo non fanno ridere abbondando di volgarità sessiste e non, puntando sull'aspetto fisico di lei o di lui o su atteggiamenti da bulletti tanto cari a un certo genere di comicità nostrana, e non cercano di catturare l'attenzione del pubblico a suon di scene piccanti o di prepotenze che riverberano di voyeurismo e presunzione. Fanno ridere perché una personalità forte (e dominante) come lei non è così comune nelle coppie di comici, perché un'umanità e una bontà come quella di lui riesce a rendere il personaggio del "bravo ragazzo distratto" più originale di uno stereotipo, e perché riempiono di creatività, colore e classe quelli che, se fossero stati interpretati da altri ragazzi meno talentuosi sarebbero stati manichini. Se conquistano l'approvazione del pubblico e lo rendono interessato alle loro vicende come coppia non lo fanno in preda a una passione da strapparsi i capelli e giurandosi amore eterno, eppure l'amore tra i due (assieme al senso di protezione, alle finte minacce, agli scherzi, alla dolcezza) è palpabile e reale, la complicità schizza alle stelle, e l'idea che l'uno sia il compagno di vita ideale per l'altro riesce a farsi strada non "perché così hanno deciso gli sceneggiatori e dobbiamo crederci sulla parola", ma perché si vede e si respira.
Una trama che sa di già sentito? Senza dubbio. Un film che è nato dalla televisione portando qualcosa di già esistente sul grande schermo senza uno slancio narrativo più elaborato e completo, ma diventando "le avventure degli Arteteca in un lungometraggio e non in uno sketch"? Forse. Ma è un prodotto al di sopra della media e a parer mio un'andata al cinema ci starebbe bene!
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