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giovanni morandi
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martedì 2 dicembre 2025
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il fotografo vendicatore
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Andreas Prochaska- 2014- Lo Straniero della Valle Oscura.
Un cavaliere misterioso fa il suo ingresso in un villaggio dominato dalla famiglia capitanata dall'anziano Brenner e dai suoi figli. Costoro spadroneggiano sulle vite di uomini e donne.
Il vecchio Brenner ha in uso una consuetudine "medievale" (jus primae noctis) e la esercita tranquillamente da anni.
Il nuovo arrivato è un americano e viene alloggiato presso due donne, una madre e una figlia che sta per sposarsi. Di lui si sa anche che è un fotografo che vuole fermarsi per l'inverno. La sua presenza non è ben vista dai Brenner e lo è ancor meno quando uno di loro viene ucciso.
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Andreas Prochaska- 2014- Lo Straniero della Valle Oscura.
Un cavaliere misterioso fa il suo ingresso in un villaggio dominato dalla famiglia capitanata dall'anziano Brenner e dai suoi figli. Costoro spadroneggiano sulle vite di uomini e donne.
Il vecchio Brenner ha in uso una consuetudine "medievale" (jus primae noctis) e la esercita tranquillamente da anni.
Il nuovo arrivato è un americano e viene alloggiato presso due donne, una madre e una figlia che sta per sposarsi. Di lui si sa anche che è un fotografo che vuole fermarsi per l'inverno. La sua presenza non è ben vista dai Brenner e lo è ancor meno quando uno di loro viene ucciso.
Questa pellicola di Andreas Prochaska per quanto riguarda i German Films Award (a cui il film anche se di produzione austriaca fa da riferimento) i premi nel 2014 sono stati sette. Meritati perché si tratta di un western del tutto anomalo ma perfettamente controllato. Anomalo in ragione del fatto che il cavaliere americano arriva nell'area alpina di lingua tedesca e questo consente di costruire un western che può tranquillamente disinteressarsi del fatto che il prologo ci abbia già fornito dei possibili indizi sulle ragioni della sua presenza in zona. Perché il senso sta altrove. Sta innanzitutto nell'immettere un film western in un'ambientazione assolutamente europea. Alcuni critici non hanno digerito questo particolare, anche perche' non si tratta di un film alla "Leone", tanto per intenderci
Non tanto per le cime alpine innevate ma piuttosto per la chiusura, molto ben rappresentata, di una comunità montana di boscaioli e cacciatori che non vogliono intromissioni anche perché hanno, in particolare, un sopruso ereditario appannaggio dei capi che non va assolutamente ceduto.
Quello che domina, anche nella fotografia, sono le lunghe ombre dell'inverno, i passi calzati di stivali nella neve ghiacciata, oscurità profonde da cui erano solcate le notti, proprio nelle vallate alpine, prima dell'avvento dell'elettricità.
Per me, con indubbi limiti per la strana, per quanto originale ambientazione europea, sembra un ottimo film, dove la tensione, scandita da quel metronomo usato per calcolare il tempo di esposizione per le foto scattate dallo straniero, aumenta costantemente fin dalle prime scene, senza interruzione, per poi esplodere nel finale molto realistico, crudo e violento, in questo molto piu' che in tanti western made in USA.
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giovanni morandi
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martedì 2 dicembre 2025
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il fotografo vendicatore
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Andreas Prochaska- 2014- Lo Straniero della Valle Oscura.
Un cavaliere misterioso fa il suo ingresso in un villaggio dominato dalla famiglia capitanata dall'anziano Brenner e dai suoi figli. Costoro spadroneggiano sulle vite di uomini e donne.
Il vecchio Brenner ha in uso una consuetudine "medievale" (jus primae noctis) e la esercita tranquillamente da anni.
Il nuovo arrivato è un americano e viene alloggiato presso due donne, una madre e una figlia che sta per sposarsi. Di lui si sa anche che è un fotografo che vuole fermarsi per l'inverno. La sua presenza non è ben vista dai Brenner e lo è ancor meno quando uno di loro viene ucciso.
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Andreas Prochaska- 2014- Lo Straniero della Valle Oscura.
Un cavaliere misterioso fa il suo ingresso in un villaggio dominato dalla famiglia capitanata dall'anziano Brenner e dai suoi figli. Costoro spadroneggiano sulle vite di uomini e donne.
Il vecchio Brenner ha in uso una consuetudine "medievale" (jus primae noctis) e la esercita tranquillamente da anni.
Il nuovo arrivato è un americano e viene alloggiato presso due donne, una madre e una figlia che sta per sposarsi. Di lui si sa anche che è un fotografo che vuole fermarsi per l'inverno. La sua presenza non è ben vista dai Brenner e lo è ancor meno quando uno di loro viene ucciso.
Questa pellicola di Andreas Prochaska per quanto riguarda i German Films Award (a cui il film anche se di produzione austriaca fa da riferimento) i premi nel 2014 sono stati sette. Meritati perché si tratta di un western del tutto anomalo ma perfettamente controllato. Anomalo in ragione del fatto che il cavaliere americano arriva nell'area alpina di lingua tedesca e questo consente di costruire un western che può tranquillamente disinteressarsi del fatto che il prologo ci abbia già fornito dei possibili indizi sulle ragioni della sua presenza in zona. Perché il senso sta altrove. Sta innanzitutto nell'immettere un film western in un'ambientazione assolutamente europea. Alcuni critici non hanno digerito questo particolare, anche perche' non si tratta di un film alla "Leone", tanto per intenderci
Non tanto per le cime alpine innevate ma piuttosto per la chiusura, molto ben rappresentata, di una comunità montana di boscaioli e cacciatori che non vogliono intromissioni anche perché hanno, in particolare, un sopruso ereditario appannaggio dei capi che non va assolutamente ceduto.
Quello che domina, anche nella fotografia, sono le lunghe ombre dell'inverno, i passi calzati di stivali nella neve ghiacciata, oscurità profonde da cui erano solcate le notti, proprio nelle vallate alpine, prima dell'avvento dell'elettricità.
Per me, con indubbi limiti per la strana, per quanto originale ambientazione europea, sembra un ottimo film, dove la tensione, scandita da quel metronomo usato per calcolare il tempo di esposizione per le foto scattate dallo straniero, aumenta costantemente fin dalle prime scene, senza interruzione, per poi esplodere nel finale molto realistico, crudo e violento, in questo molto piu' che in tanti western made in USA.
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belliteam
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domenica 29 marzo 2020
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western europeo
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Siamo abituati ai western stelle e strisce, ambientati nella Monument valley o dintorni, ed invece in questo film l'ambientazione e' molto diversa, tra paesaggi innevati... una trama semplice incentrata su una vendetta, scontata, come si puo' intuire e facilmente prevedere dopo i primi minuti del film, ma non per questo i 112 minuti della pellicola risultano meno avvincenti o piacevoli.
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ennio
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lunedì 31 dicembre 2018
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western alpino di ottima fattura
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Una bella sorpresa "lo straniero della valle oscura". Con tutti gli ingredienti del western (fucili spianati, piccoli paesi chiusi e diffidenti, mafie familiari, natura selvaggia) e in più il tocco "alpino", visto che è un western ambientato si nell'epoca d'oro della frontiera, fine XIX secolo, ma sulle Alpi germaniche. ll che fa capire come il concetto di western non è esclusiva priorità yankee ma sia diffuso ovunque, anche in certe realtà dei giorni nostri.
Oltre alla bellezza degli scenari naturali, vi si aggiunge quella morbosa caratteristica di molti luoghi montani, la tendenza ai matrimoni tra consanguinei. In questo caso, si tratta di ius primae noctis, eredità delle epoche ancora più antiche e di molte civiltà rurali anche recenti.
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Una bella sorpresa "lo straniero della valle oscura". Con tutti gli ingredienti del western (fucili spianati, piccoli paesi chiusi e diffidenti, mafie familiari, natura selvaggia) e in più il tocco "alpino", visto che è un western ambientato si nell'epoca d'oro della frontiera, fine XIX secolo, ma sulle Alpi germaniche. ll che fa capire come il concetto di western non è esclusiva priorità yankee ma sia diffuso ovunque, anche in certe realtà dei giorni nostri.
Oltre alla bellezza degli scenari naturali, vi si aggiunge quella morbosa caratteristica di molti luoghi montani, la tendenza ai matrimoni tra consanguinei. In questo caso, si tratta di ius primae noctis, eredità delle epoche ancora più antiche e di molte civiltà rurali anche recenti.
La trama è un classico, lo straniero che cerca vendetta tornando al paesello d'origine, ed è sviluppata in modo lineare senza eccessivi colpi di scena o "messaggi morali". Il film merita un plauso proprio perchè è difficile, direi un'impresa, fare ancora un western avvincente e credibile nel 2014.
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paolp78
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venerdì 11 agosto 2017
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western “austriaco”
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Per girare un buon film western forse non è necessario essere americani, ma di certo essere austriaci non aiuta; se poi si ha la pretesa di ambientarlo in un villaggio sulle alpi ... allora la frittata è fatta.
Da cultore del cinema western classico, un prodotto di questo tipo non riesco proprio a digerirlo.
Il cinema western ormai non esiste più: negli ultimi 40 anni si contano sulle dita di una mano i western decenti (e nessuno di questi regge assolutamente il confronto con i capolavori del periodo d'oro - anni '40, '50 e '60).
Questo film presenta numerose pecche: in primo luogo la sceneggiatura è roba ormai trita e ritrita, vista mille volte (ad esempio mi sovviene un film con Clint Eastwood dal titolo "Lo straniero senza nome"); l'ambientazione, come già accennato, sebbene vorrebbe essere originale, in realtà è solo inappropriata e quasi ridicola, tanto da costituire un grave punto debole del film, che ne esce poco credibile; le musiche sono assolutamente inadatte ad un film che vorrebbe essere un western, e lo sono a tal punto da farmi ritenere che l'autore della pellicola non sia affatto un amante di tale genere (che allora si cimenti in film di altro tipo!); poi ancora, il protagonista non ha minimamente le physique du role, anzi appare improbabile nei panni del giustiziere implacabile, che è chiamato a rivestire; infine il film è troppo lento, privo di ritmo, risultando poco avvincente, anche a causa della mancanza di personalità dei personaggi che non suscitano interesse.
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Per girare un buon film western forse non è necessario essere americani, ma di certo essere austriaci non aiuta; se poi si ha la pretesa di ambientarlo in un villaggio sulle alpi ... allora la frittata è fatta.
Da cultore del cinema western classico, un prodotto di questo tipo non riesco proprio a digerirlo.
Il cinema western ormai non esiste più: negli ultimi 40 anni si contano sulle dita di una mano i western decenti (e nessuno di questi regge assolutamente il confronto con i capolavori del periodo d'oro - anni '40, '50 e '60).
Questo film presenta numerose pecche: in primo luogo la sceneggiatura è roba ormai trita e ritrita, vista mille volte (ad esempio mi sovviene un film con Clint Eastwood dal titolo "Lo straniero senza nome"); l'ambientazione, come già accennato, sebbene vorrebbe essere originale, in realtà è solo inappropriata e quasi ridicola, tanto da costituire un grave punto debole del film, che ne esce poco credibile; le musiche sono assolutamente inadatte ad un film che vorrebbe essere un western, e lo sono a tal punto da farmi ritenere che l'autore della pellicola non sia affatto un amante di tale genere (che allora si cimenti in film di altro tipo!); poi ancora, il protagonista non ha minimamente le physique du role, anzi appare improbabile nei panni del giustiziere implacabile, che è chiamato a rivestire; infine il film è troppo lento, privo di ritmo, risultando poco avvincente, anche a causa della mancanza di personalità dei personaggi che non suscitano interesse. La trovata poi dello ius prime noctis mi pare francamente fuori luogo.
Si salvano solo i bei paesaggi, ripresi molto bene e con grande tecnica, e la sparatoria finale con i fucili nelle montagne innevate.
Per il resto un film poco originale ed improbabile come western.
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tmpsvita
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lunedì 19 giugno 2017
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una scenografia suggestiva non basta
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Da due paesi europei, ovvero Austria e Germania, arriva questo western molto curato dal punto di vista visivo, meno, invece, da quello narrativo.
Il presenta una scenografia suggestiva ed una messa in scena abbastanza credibile, la fredda fotografia da al film il giusto tono e una buona atmosfera. Atmosfera che viene, però, rovinata da dei costumi e un trucco poco credibili a causa di un'eccessiva cura che li fin troppo puliti e esteticamente moderni.
La colonna sonora risulta in generale abbastanza accettabile anche se poco presente, inoltre in una scena finale un brano, dalla melodia moderna e che, quindi, risulta in contrasto con le immagini invece presenti su schermo.
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Da due paesi europei, ovvero Austria e Germania, arriva questo western molto curato dal punto di vista visivo, meno, invece, da quello narrativo.
Il presenta una scenografia suggestiva ed una messa in scena abbastanza credibile, la fredda fotografia da al film il giusto tono e una buona atmosfera. Atmosfera che viene, però, rovinata da dei costumi e un trucco poco credibili a causa di un'eccessiva cura che li fin troppo puliti e esteticamente moderni.
La colonna sonora risulta in generale abbastanza accettabile anche se poco presente, inoltre in una scena finale un brano, dalla melodia moderna e che, quindi, risulta in contrasto con le immagini invece presenti su schermo.
Comunque tutta questa cura dell'estetica non si ritrova assolutamente per quanto riguarda la narrazione che viene molto trascurata e soprattutto tirata troppo per le lunghe.
Per la prima ora non si capisce proprio dove la pellicola voglia andare a parare, annoiando così lo spettatore. Si cerca disperatamente di creare tensione e mistero per una storia che alla fine si rivela abbastanza deludente per la sua banalità.
VOTO: 5/10
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kyotrix
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domenica 4 ottobre 2015
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bohh
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Dopo 1 ora ho spento. Film lento, i personaggi parlano poco senza motivo, solito piccolo villaggio dove i padroni fanno quel che vogliono. Guardate altro...
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