Un artista di successo, ma con problemi in famiglia e nei rapporti con gli altri, riceve misteriose richieste di aiuto, che lo ossessioneranno fino a farlo cadere in una spirale di paranoia e terrore. Dichiarato omaggio al cinema di David Lynch (ma vengono in mente anche altri riferimenti, ad es. "Videodrome" di Cronenberg), questo affascinante film inchioda alla poltrona come pochi. Non si tratta però di un mero, quanto riuscito, esercizio di stile: il regista indonesiano inserisce nella trama diversi temi che evidentemente lo interessano: la violenza domestica, il ruolo della donna nella società, la crisi del maschio, il rapporto del cinema con i suoi spettatori.
Straordinarie le scenografie (molto lynchiane) e bravi gli attori.
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Un artista di successo, ma con problemi in famiglia e nei rapporti con gli altri, riceve misteriose richieste di aiuto, che lo ossessioneranno fino a farlo cadere in una spirale di paranoia e terrore. Dichiarato omaggio al cinema di David Lynch (ma vengono in mente anche altri riferimenti, ad es. "Videodrome" di Cronenberg), questo affascinante film inchioda alla poltrona come pochi. Non si tratta però di un mero, quanto riuscito, esercizio di stile: il regista indonesiano inserisce nella trama diversi temi che evidentemente lo interessano: la violenza domestica, il ruolo della donna nella società, la crisi del maschio, il rapporto del cinema con i suoi spettatori.
Straordinarie le scenografie (molto lynchiane) e bravi gli attori. Da non perdere il finale dopo i titoli di coda.
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